Legge regionale 18 luglio 2011, n. 15




НазваниеLegge regionale 18 luglio 2011, n. 15
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Дата27.09.2012
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ATTI DELLA REGIONE


LEGGI REGIONALI


Legge regionale 18 luglio 2011, n. 15.

Modifiche alla Legge Regionale 5 gennaio 1995, n. 7 “Norme per la protezione della fauna selvatica e per la tutela dell’equilibrio ambientale e disciplina dell’attività venatoria”.


Il Consiglio - Assemblea legislativa regionale
ha approvato,



Il Presidente della Giunta regionale promulga


la seguente legge regionale:


Art. 1

(Modifica all’articolo 1 della l.r. 7/1995)


1. Al comma 5 dell’articolo 1 della legge regionale 5 gennaio 1995, n. 7 (Norme per la protezione della fauna selvatica e per la tutela dell’equilibrio ambientale e disciplina dell’attività venatoria), dopo la parola: “montana” sono aggiunte le seguenti: “e a sostegno del settore”.


Art. 2

(Sostituzione dell’articolo 2 della l.r. 7/1995)


1. L’articolo 2 della l.r. 7/1995 è sostituito dal seguente:

“Art. 2 (Esercizio delle funzioni)

1. La Regione esercita le funzioni di indirizzo, di coordinamento e controllo previste dalla presente legge.

2. Le funzioni amministrative di cui alla presente legge sono attribuite alle Province. In particolare la Provincia provvede:

a) alla protezione della fauna del proprio territorio;

b) alla pianificazione e gestione territoriale e faunistica;

c) al controllo dell’attività gestionale svolta dagli ambiti territoriali di caccia (ATC) di cui all’articolo 15, dai concessionari delle aziende faunistico e agri-turistico venatorie, dai concessionari dei centri privati di allevamento della fauna selvatica allo stato naturale e comunque di qualsiasi soggetto terzo a cui venga autorizzata la gestione faunistica.

3. Le Province entro il 30 aprile di ogni anno provvedono a trasmettere alla Regione una relazione tecnica riferita all’attività gestionale realizzata nell’anno precedente nel proprio territorio.

4. Le Province, per l’espletamento delle proprie funzioni, provvedono ad istituire la commissione tecnica per il coordinamento della gestione faunistica di cui all’articolo 7.

5. Gli ATC provvedono alla gestione della fauna oggetto di caccia nel territorio di caccia programmata secondo le modalità di cui all’articolo 19.

6. In caso di inadempienza delle Province nell’esercizio delle funzioni e compiti di cui alla presente legge, la Giunta regionale, previa diffida, sentito il Consiglio delle autonomie locali, interviene in via sostitutiva nominando un commissario per il compimento degli atti dovuti con oneri a carico degli enti medesimi.

7. In caso di inadempienze degli ATC nell’esercizio dei compiti di cui alla presente legge, la Provincia, previa diffida, sentita la commissione tecnica provinciale di cui all’articolo 7, interviene in via sostitutiva nominando un commissario per il compimento degli atti dovuti con oneri a carico degli ATC medesimi.”.


Art. 3

(Sostituzione dell’articolo 3 della l.r. 7/1995)


1. L’articolo 3 della l.r. 7/1995 è sostituito dal seguente:

“Art. 3 (Pianificazione faunistico-venatoria)

1. Il territorio agro-silvo-pastorale soggetto a pianificazione faunistico-venatoria è quello che ricomprende ambienti naturali e seminaturali, ovvero quello escluso dalla presenza di qualsiasi infrastruttura di origine antropica, in cui possa essere esercitata un’effettiva attività di tutela e gestione della fauna. L’effettiva superficie di tale territorio è così ripartita:

a) una quota dal 20 al 30 per cento è destinata a istituti in cui è vietato l’esercizio venatorio, quali:

1) oasi di protezione faunistica;

2) zone di ripopolamento e cattura (ZRC), la cui superficie complessiva non può occupare più del 50 per cento del territorio totale inibito alla caccia;

3) centri pubblici e privati di riproduzione della fauna allo stato naturale, la cui superficie complessiva non può occupare più del 2 per cento del territorio precluso alla caccia;

4) zone di addestramento cani (ZAC) permanenti, la cui superficie complessiva non può interessare più del 2 per cento del territorio inibito alla caccia;

5) fondi chiusi e sottratti alla gestione programmata della caccia;

6) aree protette ai sensi della legge 6 dicembre 1991, n. 394 (Legge quadro sulle aree protette);

7) aree poste in divieto di caccia, per effetto di altre disposizioni, in cui è prevista un’effettiva azione di tutela e gestione della fauna selvatica;

8) zone boscate percorse dal fuoco, da destinare a protezione della fauna selvatica per dieci anni ai sensi dell’articolo 10 della legge 21 novembre 2000, n. 353 (Legge-quadro in materia di incendi boschivi);

b) una quota fino al 10 per cento del territorio agro-silvo-pastorale regionale e fino ad un massimo del 13 per cento di quello provinciale è destinata alla costituzione delle aziende faunistico-venatorie (AFV) ed a quelle agri-turistico-venatorie (AATV), di cui all’articolo 13.

2. Sul rimanente territorio si esercita la gestione programmata della caccia secondo le modalità stabilite dal titolo IV.

3. La pianificazione faunistico-venatoria è effettuata dalle Province nei piani provinciali di cui all’articolo 5, adottati sulla base dei criteri ed indirizzi di cui all’articolo 4.

4. I piani faunistico-venatori provinciali hanno durata quinquennale e possono essere aggiornati nel periodo della loro validità.

5. Entro un anno dalla pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione della deliberazione di cui al comma 3, le Province adottano i piani faunistico-venatori di rispettiva competenza e li trasmettono alla Giunta regionale.

6. Entro novanta giorni dalla data di ricevimento dei piani provinciali, la Giunta regionale, previo parere del Consiglio delle autonomie locali, trasmette le proprie osservazioni vincolanti alle rispettive Province. Nei novanta giorni successivi le Province approvano i piani faunistici tenendo conto delle osservazioni della Giunta regionale.”.


Art. 4

(Sostituzione dell’articolo 4 della l.r. 7/1995)


1. L’articolo 4 della l.r. 7/1995 è sostituito dal seguente:

“Art. 4 (Criteri e indirizzi regionali)

1. I criteri e gli indirizzi regionali per la stesura dei piani provinciali di cui all’articolo 5 sono adottati dal Consiglio regionale, su proposta della Giunta regionale. Gli indirizzi regionali hanno valenza quinquennale e devono essere trasmessi al Consiglio regionale entro novanta giorni precedenti la data della loro scadenza.

2. Con l’atto di cui al comma 1 sono stabiliti:

a) le modalità di tutela della fauna selvatica nell’ambito di comprensori omogenei appositamente individuati, anche di dimensioni interprovinciali;

b) le attività finalizzate alla conoscenza delle risorse naturali e dei parametri ecologici riferiti alla fauna selvatica, con l’indicazione di modalità omogenee di indagine e gestione faunistica delle specie di interesse venatorio e di quelle di particolare valore naturalistico;

c) i criteri per la pianificazione territoriale e gli indirizzi gestionali degli istituti faunistici a livello regionale e provinciale;

d) i criteri per la individuazione dei territori sui quali possono essere costituite aziende faunistico-venatorie, aziende agri-turistico-venatorie e centri privati di riproduzione della fauna selvatica allo stato naturale;

e) gli indirizzi e le modalità di coordinamento delle attività previste dalla presente legge con gli obiettivi ed i criteri previsti dalla normativa regionale in materia di salvaguardia e di tutela delle aree naturali protette dei siti della Rete Natura 2000 e della Rete ecologica regionale;

f) gli indirizzi per la raccolta e l’utilizzazione dei dati da parte delle Province;

g) gli indirizzi per la pianificazione e l’esecuzione degli interventi di gestione di competenza degli ambiti territoriali di caccia;

h) gli indirizzi per le attività svolte dall’Osservatorio faunistico regionale di cui all’articolo 7 bis;

i) i criteri per la formazione del personale di vigilanza nonché i requisiti del personale tecnico addetto alle attività di pianificazione e gestione faunistico-venatoria.

3. Nell’atto di cui al comma 1 è individuata la superficie di cui all’articolo 3. Tale atto è corredato da cartografie del territorio regionale che individuano, in particolare, i confini delle Province e dei Comuni, gli ATC e i comprensori faunistici omogenei, la viabilità, gli insediamenti infrastrutturali di origine antropica, le tipologie vegetazionali e le aree coltivate, nonché la carta regionale delle vocazioni faunistiche reali e potenziali. Le cartografie devono consentire la misurazione informatizzata delle predette tipologie di uso del suolo, rappresentando lo strumento unico di elaborazione cartografica riferita alla pianificazione territoriale ai fini faunistici nel periodo di vigenza dei criteri e degli indirizzi regionali.”.


Art. 5

(Sostituzione dell’articolo 5 della l.r. 7/1995)


1. L’articolo 5 della l.r. 7/1995 è sostituito dal seguente:

“Art. 5 (Piani faunistico-venatori provinciali)

1. I piani faunistico-venatori provinciali sono articolati per comprensori omogenei e contengono:

a) la pianificazione territoriale e gli indirizzi gestionali delle oasi di protezione e delle zone di ripopolamento e cattura;

b) la pianificazione territoriale dei centri pubblici e privati di riproduzione della fauna allo stato naturale, con indicazione della superficie massima ad essi assegnata, ripartita per ambiti territoriali di caccia e gli indirizzi gestionali;

c) gli indirizzi per la pianificazione territoriale e la gestione delle aree di rispetto;

d) la pianificazione territoriale delle aziende faunistico e agri-turistico venatorie, con indicazione della superficie massima ad esse riservata ripartita per ambiti territoriali di caccia, gli indirizzi gestionali e i termini di presentazione delle domande di concessione;

e) la pianificazione territoriale delle zone di addestramento cani permanenti, con indicazione della superficie massima ad esse riservata ripartita per ambiti territoriali di caccia, gli indirizzi gestionali e i termini e le modalità di presentazione delle domande di concessione;

f) la pianificazione territoriale delle zone temporanee per l’allenamento e l’addestramento dei cani e per lo svolgimento di prove e gare cinofile;

g) la pianificazione territoriale funzionale alla collocazione degli appostamenti fissi;

h) gli indirizzi per la realizzazione di interventi di tutela e miglioramento ambientale e di gestione delle pratiche agricole a fini faunistici, con indicazione dei relativi criteri atti a corrispondere un riconoscimento economico per la realizzazione degli stessi in favore dei proprietari o conduttori dei fondi rustici, singoli o associati;

i) i criteri di immissione della fauna selvatica ai sensi dell’articolo 10, comma 7, della legge 157/1992.

2. Il piano faunistico venatorio provinciale è corredato, in base a quanto stabilito dai criteri regionali di cui all’articolo 4:

a) dalla valutazione di incidenza;

b) dalla valutazione ambientale strategica (VAS).”.


Art. 6

(Modifiche all’articolo 7 della l.r. 7/1995)


1. Nella lettera a del comma 2 dell’articolo 7 della l.r. 7/1995 dopo le parole “della legge 157/1992” sono aggiunte le seguenti: “, nominati in proporzione agli iscritti di ciascuna associazione”.

2. Dopo il comma 4 dell’articolo 7 della l.r. 7/1995, è aggiunto il seguente:

“4 bis. La commissione esprime parere sul piano faunistico-venatorio provinciale e sulla gestione faunistico-venatoria.”.

Art. 7

(Inserimento dell’articolo 7 bis nella l.r. 7/1995)


1. Dopo l’articolo 7 della l.r. 7/1995, è inserito il seguente:

“Art. 7 bis (Osservatorio faunistico regionale)

1. E’ istituito l’Osservatorio faunistico regionale (OFR) quale organismo tecnico scientifico della Giunta regionale con il compito di:

a) approfondire le conoscenze inerenti la fauna selvatica di interesse venatorio e naturalistico presente sul territorio;

b) svolgere indagini statistico-scientifiche sulla fauna;

c) monitorare l’applicazione dei criteri ed indirizzi regionali per la pianificazione faunistico-venatoria da parte dei piani faunistici provinciali;

d) raccogliere ed elaborare i dati faunistici rilevati dalle Province, dagli ATC, da altri enti ed istituti di ricerca e dalle associazioni venatorie e ambientaliste;

e) verificare l’entità e gli effetti del prelievo venatorio;

f) promuovere l’applicazione di corrette tecniche di gestione faunistica;

g) esprimere pareri tecnici in campo faunistico e venatorio;

h) svolgere attività sperimentali finalizzate alla acquisizione e divulgazione di nuove conoscenze tecnico-scientifiche in materie faunistiche e venatorie.

2. La Giunta regionale determina la composizione e le modalità organizzative e di funzionamento dell’OFR.

3. Nell’adozione dell’atto di cui al comma 2, la Giunta assicura che l’organismo:

a) per l’espletamento delle funzioni di cui al comma 1, operi con il supporto della struttura regionale competente alla quale è assegnato personale tecnico adeguato;

b) possa avvalersi di consulenze tecnico-scientifiche fornite da esperti di comprovata esperienza in materia;

c) operi in collaborazione con l’Istituto superiore per la ricerca e protezione ambientale (ISPRA), con l’Osservatorio regionale per la biodiversità di cui all’articolo 25 della l.r. 12 giugno 2007, n.6 (Modifiche ed integrazioni alle leggi regionali 14 aprile 2004, n. 7, 5 agosto 1992, n. 34, 28 ottobre 1999, n. 28, 23 febbraio 2005, n. 16 e 17 maggio 1999, n. 10. Disposizioni in materia ambientale e Rete Natura 2000) e con le Università della Regione.

4. L’Osservatorio svolge le funzioni di cui al comma 1 sulla base degli indirizzi e di un programma annuale stabiliti da un Comitato composto:

a) dall’assessore regionale con delega alla caccia, o da persona da lui delegata, che lo presiede;

b) da un rappresentante designato da ciascuna amministrazione provinciale;

c) da tre rappresentanti designati dalle associazioni venatorie regionali;

d) da tre rappresentanti designati dagli ATC della Regione;

e) da due rappresentanti designati dalle associazioni ambientaliste regionali;

f) da due rappresentanti designati dalle associazioni agricole regionali;

g) da due rappresentanti designati dagli organi di gestione dei parchi e delle riserve naturali regionali.

5. La Giunta regionale determina le modalità organizzative e di funzionamento del Comitato, sentita la competente commissione consiliare.

6. Il Comitato è nominato con decreto del Presidente della Giunta regionale.

7. I componenti dell’OFR e del Comitato operano a titolo gratuito.”.


Art. 8

(Modifiche all’articolo 8 della l.r. 7/1995)


1. Il comma 2 dell’articolo 8 della l.r. 7/1995 è sostituito dal seguente:

“2. Esse sono costituite in territori che comprendono habitat idonei alla salvaguardia della fauna selvatica, che si intende tutelare.”.

2. Il comma 4 dell’articolo 8 della l.r. 7/1995 è sostituito dal seguente:

“4. Le oasi di protezione sono istituite dalle Province e sono soppresse, nel rispetto delle modalità di cui all’articolo 9, comma 11, quando cessano, per modificazioni oggettive certificate dall’ISPRA sulla base di specifici censimenti delle specie di interesse faunistico, le condizioni idonee al conseguimento delle loro finalità.”.


Art. 9

(Sostituzione dell’articolo 9 della l.r. 7/1995)

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