Nella mia Patria Angelo Casamassima Annovi




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** Nella mia Patria ** Angelo Casamassima Annovi


Nel ritrovarmi a vivere in una Italia completamente sfasciata dall’estrema sinistra

all’estrema destra, governata da pazzi, deficienti, ruffiani, pervertiti, corrotti, corruttori,

traditori, spie , prostitute, veline disposte a tutto pur di conquistarsi un posto al sole, mi

trovo costretto a pensare ancora un volta, dopo quarant’anni, a quella patria ideale in

cui avrei voluto vivere, a quella terra che ho sempre sognato e non ho mai visto, a

quell’Italia che non vedrò mai perché quando un albero nasce male non lo raddrizza più neanche un dio. E allora ho deciso di andarmela a cercare all’ interno dell’Italia; ho deciso di emigrare un’altra volta e alla fine, all’ombra dell’ultimo sole, sono stato premiato: ho trovato una terra meravigliosa abitata da gente semplice, razionale, onesta e umana.

Questa mia patria, tanto per cominciare, ha un inno bellissimo; la musica, scritta da

Michele Novaro, ti fa scattare sull’attenti anche se non lo vuoi; le parole scritte da

Goffredo Mameli e modificate dal mio omonimo Angelo Annovi si sposano

meravigliosamente con le note musicali. Purtroppo sono pochissimi gli italofoni che

conoscono le parole dell’inno della mia patria; si tratta di persone molto importanti

che non hanno mostrato il minimo apprezzamento per lo spirito di fratellanza che da

esse traspare; inoltre, non hanno mai voluto discutere sulla necessità di modificare un

testo che sprizza fascismo da ogni parola e insulta tutti i popoli della Terra. Qualsiasi

paese civile avrebbe provveduto da tempo, ma purtroppo l’Italia è diventata una

repubblica antifascista fondata sul fascismo. L’inno della mia patria è molto breve con

parole semplici e comprensibili da tutti, ma non va bene agli assatanati abitanti di questa Italia in rovina. Lo propongo a quei dieci eterni lettori di cui purtroppo non so il nome.

Inno di Mameli-Annovi-Novaro


Fratelli d’Europa: l’Italia s’è desta,

l’alloro di Dante le cinge la testa;

dov’è la Concordia?, le porga la chioma

ché sposa di Roma Iddio la creò.

Con amor con amor con amor con amor con amor

La Giovane Europa Mazzini fondò …

Un grido fraterno dai cuor si levò …

Rompiamo i confini, tendiamo le mani,

i popoli d’Europa l’Italia chiamò.

Con i cuor con i cuor con i cuor con i cuor con i cuor.

Fratelli d’Europa l’Italia s’è desta, l’alloro di Dante le cinge la testa,

dov’è la Ragione?, le porga la chioma ché figlia di Roma Iddio la creò.

La Giovane Europa Mazzini fondò e un grido fraterno dai cuor si levò:

rompiamo i confini, tendiamo le mani, i popoli d’Europa l’Italia chiamò: si!


E’ tutto qui l’inno della mia patria; sarà troppo semplice, sarà troppo breve, sarà privo

di bollenti spiriti e delle pazze fantasie che portarono i fascisti a illudersi di far parte di

una “razza superiore”, ma a me piace e mi si scalda il cuore ogni volta che lo canto in

compagnia di gente proveniente da tutta l’Europa.

La mia patria ha un territorio che faceva parte dell’ex Repubblica Italiana ( quella che era fondata sul lavoro, sull’antifascismo e sul ripudio della guerra, cioè quella Repubblica bombardata dalle stragi di Stato, dalle stragi mafiose, molto spesso legate alle stragi di Stato, seppellita definitivamente da chi ha governato dal 1992 al 2012) e racchiude a

sua volta nel suo seno tante piccole repubbliche autonome che vivono felici di poter

pensare al futuro senza temere interferenze da parte di un organo centrale prevaricatore.

La prova si ha leggendo i giornali liberi e indipendenti: non c’è un solo cittadino che dica di

aver subito ingiustizie a causa dell’appartenenza a una delle tante etnie presenti nel Paese.

Sarà la scoperta dell’acqua calda, ma si vive bene in ogni luogo in cui si rispettano gli ideali

di libertà, uguaglianza e fratellanza. Grazie a questa assoluta coerenza tra il dire e il fare, il

flusso turistico è triplicato e la mia patria è la più visitata al mondo. Forse a qualcuno potrà

sembrare eccessiva la ricerca della coerenza, ma devo dire che dalla mia patria sono stati

esclusi tutti quei territori in cui esisteva una stragrande maggioranza di razzisti, o di nazisti,

o di mafiosi, o di fanatici religiosi pronti a uccidere in nome di un dio sanguinario e cretino. Forse abbiamo esagerato, ma da quando il linguista francese Claude Hagège ha dimostrato che entro cent’anni la metà delle cinquemila lingue oggi parlate saranno morte, abbiamo deciso di offrire ospitalità a tutti gli intellettuali che lottano per salvare la lingua dell’etnia a cui appartengono. Basta avere un minimo d’intelligenza per capire che le diversità linguistiche rappresentano un patrimonio dell’Umanità eppure ogni anno venticinque lingue cessano di esistere. Davanti a una simile sciagura abbiamo reagito e oggi ci sono già cento microcosmi, cento piccole patrie, in cui viene tenuta accesa la fiamma della rinascita. Intanto ci sono paesi come la Turchia in cui chi parla curdo va in galera o viene ucciso da qualche fanatico nazionalista. Questo dimostra che Hagège, quando dice che difendere la propria lingua contro il dominio di una sola significa difendere la nostra vita, non usa parole retoriche, ma dice la nuda e cruda verità.


Nella mia patria si conduce una dura battaglia contro ogni forma di stupidità. I bersagli

preferiti sono le assurde leggi ereditate da antichi governanti incapaci di amministrare le

proprie famiglie e che avevano la pretesa di amministrare milioni di cittadini senza provare

un minimo di rispetto verso le loro esigenze e verso il comune buonsenso. Le tasse, per esempio, sono state sostituite da un sistema di prelievo intelligente, equo e democratico . Le tasse sulla televisione e sulla spazzatura si pagano con la bolletta della luce. Le tasse sulle automobili, sui camion, sui motocicli, si pagano alla pompa del carburante. Le auto di grossa cilindrata invece, pagano un superbollo perché inquinano in modo irresponsabile ed è giusto che chi guida certi mostri paghi almeno il doppio dei danni che produce. Anche l’assicurazione obbligatoria si paga quando si fa il rifornimento di carburante perché non è giusto che quelli che fanno mille chilometri in un anno paghino come quelli che ne fanno un milione; il pedaggio autostradale invece è stato abolito perché solo delle menti perverse possono pensare di costruire delle splendide strade col rischio che nessuno le usi per risparmiare o anche per una semplice protesta. Ma qualcuno ha mai pensato cosa accadrebbe se un popolo fatto di persone intelligenti decidesse di non usare più le autostrade? Chi governa con intelligenza sa che la prevenzione porta sempre dei grandi vantaggi, perciò i risultati di questi semplici provvedimenti sono stati semplicemente meravigliosi. Il popolo canta, balla e ride; i giovani si sposano, mettono al mondo figli senza sentire il bisogno di ricevere incentivi umilianti … Ma come fa uno Stato a regalare 1000 euro a chi fa un figlio? Ci sono forse degli esseri umani che dicono: dai!, facciamo un figlio così ci danno mille euro ? … Scusatemi, ma certi metodi mi fanno vomitare. Per me il vero progresso si ha quando si migliora la qualità della vita a costo zero e si promulgano leggi che non ledono la dignità umana. E per fortuna sono in molti a pensarla come me.


Nella mia patria non poteva mancare il territorio nel quale vivo da molti anni:l'Alto Garda.

Il primo pensiero che feci quando vi arrivai fu: se gli abitanti di questi mille chilometri

quadrati potessero rendersi indipendenti nascerebbe la repubblica più ricca e più bella del

mondo. Col passare degli anni l'idea di formare una Regione Autonoma dell'Alto Garda a

costo zero ha continuato la sua maturazione fino a dare origine alla Regione Autonoma

dell'Alto Garda con capoluogo Rivarco sul Garda( una città di cinquantamila abitanti nata

dalla fusione dei Comuni di Arco, Riva, Nago-Torbole, Dro e Tenno).L'aspetto più divertente

di questa nascita è dovuto al fatto che non solo sono state evitate ulteriori spese a carico

dello Stato e dei cittadini, ma sono stati risparmiati milioni di euro. E non basta.Gli abitanti della nuova Regione Autonoma sono passati in breve tempo dal ruolo di cittadini di serie C a quello di cittadini di serie A, perché al posto di dannosi e costosi baracconi burocratici, hanno visto nascere una bella Università, un ospedale completo in ogni specializzazione, un tribunale e un grande centro di ricerca. Mi dispiace doverlo dire, ma miracoli di questo genere accadono solo nella mia patria, oppure in quelle comunità gestite da uomini come Gino Strada, padre Alex Zanotelli, don Giacomo Panizza, don Ciotti e don Andrea Gallo. Tutta gente perseguitata per aver fatto troppo bene il proprio dovere da quella brava gente che appare sempre in televisione e che affolla le stanze del potere.


In tutto il mondo le prigioni sono piene di persone accusate di uso e spaccio di droga. Tra loro ci sono molti innocenti, molti sono stati incastrati per ragioni politiche o per vendette personali o per altri ignobili motivi. Fuori dalla mia patria, gran parte delle spese per la giustizia, gran parte delle forze dell’ordine, sono sprecate per combattere la diffusione della droga e per punire i drogati. E chi paga? I cittadini onesti naturalmente. Gli idioti (o i criminali) al potere dicono che non ci sono soldi per i disoccupati, per i pensionati, per i lavoratori, per le scuole, per la ricerca scientifica, per gli ospedali, ma trovano il modo di spendere valanghe di miliardi per combattere una battaglia idiota, anticostituzionale, contro il più elementare diritto dell’uomo:quello di ingerire in piena libertà qualsiasi sostanza. C’è forse una legge che condanna la coprofagia? E allora!, se la droga è merda perché si vuol proibire a un individuo di ingerirla? E’ giusto che la collettività paghi un prezzo pesantissimo solo perché un branco di deficienti (o di sporchi criminali) ha deciso di proibire l’uso delle droghe? E cosa accade se un uomo viene drogato a sua insaputa? Nel migliore dei casi gli sequestrano la patente e gli appiccicano l’etichetta di drogato, ma se il personaggio ha dei ruoli importanti vi lascio immaginare i drammi che possono derivare. E che dire degli errori che possono sempre essere commessi dalle forze dell’Ordine? E poi ci sono i casi come quello di Enzo Tortora di cui non parlo perché provo troppo dolore al solo pensarci. Basta essere accusati da un pazzo mitomane per finire in prigione o nella gogna mediatica. Che sollievo poter dire che nella mia patria le droghe si vendono in farmacia a un costo dieci volte inferiore a quello praticato dai criminali e che non ci sono più ragazzi che muoiono nel fiore degli anni per aver usato droghe tagliate con veleni micidiali( e la tragedia diventa terribile quando muoiono ragazzi che hanno usato per la prima volta la droga). Nella mia patria non si usa il terrorismo per combattere la diffusione della droga e, guarda caso, gli spacciatori sono quasi scomparsi perché la concorrenza dello Stato è imbattibile; anche i drogati sono in via d’ estinzione e molti uomini vestiti di nero scoppiano per la rabbia. Si, lo ammetto, anche i preti, purtroppo, sono in via d’estinzione; ma si vive bene lo stesso, credetemi: bastano pochi veri sacerdoti per soddisfare le esigenze di una nazione intera. Gli immensi capitali risparmiati nella stupida e controproducente lotta alla droga sotto l’insegna del proibizionismo sono usati per garantire un salario di 500 euro ai disoccupati. Inoltre, la coltivazione su larga scala della cannabis sativa e del papavero da oppio ha permesso a centomila giovani di trovare un lavoro dignitoso. La legalizzazione delle droghe non solo ha impedito l’arricchimento illimitato delle cosche mafiose, ma ha anche portato a un aumento del PIL del 3%( per i primi anni, poi è calato di molto insieme al numero di tossicodipendenti). Per ottenere un simile risultato gli Stati governati dai soliti criminali devono fabbricare montagne di armi micidiali da vendere ai popoli del terzo mondo sobillati da agenti super pagati dai ricchi e religiosissimi industriali che, di solito, vengono indicati ai giovani come fulgidi esempi da seguire con cieca fiducia .Tutta questa massa di tragici errori, figli dell’ignoranza, non esiste più e sarebbe bello che tutti i popoli della Terra potessero godere di questi vantaggi.


Nella mia patria si cerca di far lavorare tutti anche a costo di far lavorare tutti un po’ di

meno. Che male c’è, tanto per toccare un punto caro a quei difensori della famiglia sempre pronti a dare il loro consenso a chi vuole imporre gli straordinari ai lavoratori, a lasciare i genitori a contatto coi propri figli per trecento ore in più all’anno? Vogliamo conservare un minimo di coerenza?La società ha solo da guadagnare dalle famiglie in cui ci si parla e ci si guarda negli occhi un po’ di più. E’ bastato che un uomo riuscisse a dimostrare che lavorando tutti trenta ore alla settimana a parità di stipendio si ottengono enormi vantaggi per l’intera società, perché la legge venisse approvata in pochi giorni. Vi faccio un piccolo elenco dei vantaggi ottenuti grazie a una legge che ha infranto l’idea che l’economia (intesa come libertà di speculare selvaggiamente ) viene prima di ogni cosa al mondo.


1)eliminazione totale della disoccupazione giovanile


2) diminuzione della manovalanza a disposizione delle grandi organizzazioni criminali


3) graduale ridimensionamento delle attività criminali


4) diminuzione delle tensioni sociali


5) distribuzione più uniforme del carico di lavoro necessario al buon funzionamento

dello Stato fra tutti i cittadini


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