Dell’abbonamento alla rivista di servizio sociale




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universita' e scuole pubbliche, nonche' di sostegno al

reddito. Fermo restando il rispetto dei diritti quesiti,

con decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle

politiche sociali, di concerto con il Ministro

dell'economia e delle finanze, da adottare previa intesa in

sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del

decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive

modificazioni, sono definite le modalita' di utilizzo delle

ulteriori risorse rispetto a quelle di cui al presente

comma per le diverse tipologie di rapporti di lavoro, in

coerenza con gli indirizzi assunti in sede europea, con

esclusione delle risorse del Fondo per l'occupazione.

3. Per le risorse derivanti dal Fondo per le aree

sottoutilizzate resta fermo il vincolo di destinare alle

Regioni del Mezzogiorno l'85 per cento delle risorse ed il

restante 15 per cento alle Regioni del Centro-Nord.

3-bis. Le risorse del Fondo per le aree sottoutilizzate

derivanti dall'applicazione dell' articolo 6-quater del

decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con

modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, assegnate

dal CIPE al Fondo di cui al comma 1, lettera a), del

presente articolo, sono ripartite, in forza dell'accordo

del 12 febbraio 2009 tra il Governo, le regioni e le

province autonome di Trento e di Bolzano, in base ai

principi stabiliti all'esito della seduta del 12 marzo 2009

della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le

regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano,

avuto riguardo alle contingenti esigenze territoriali

derivanti dalla crisi occupazionale, senza il vincolo di

cui al comma 3 del presente articolo.

4. Agli interventi effettuati con le risorse previste

dal presente articolo possono essere applicate le

disposizioni di cui all'articolo 20.

4-bis. Al fine della sollecita attuazione del piano

nazionale di realizzazione delle infrastrutture occorrenti

al superamento del disagio abitativo, con corrispondente

attivazione delle forme di partecipazione finanziaria di

capitali pubblici e privati, le misure previste ai sensi

dell'articolo 11 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,

convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008,

n. 133, come modificato da ultimo dal presente comma,

possono essere realizzate anche utilizzando, in aggiunta a

quelle ivi stanziate, le risorse finanziarie rese

disponibili ai sensi del comma 1, lettera b), del presente

articolo, nonche' quelle autonomamente messe a disposizione

dalle regioni a valere sulla quota del Fondo per le aree

sottoutilizzate di pertinenza di ciascuna regione. Per le

medesime finalita', all'articolo 11 del decreto-legge 25

giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla

legge 6 agosto 2008, n. 133, e successive modificazioni,

sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 1, le parole: «d'intesa con» sono

sostituite dalla seguente: «sentita»;

b) al comma 12 sono premesse le seguenti parole: «Fermo

quanto previsto dal comma 12-bis,»;

c) dopo il comma 12 e' inserito il seguente:

«12-bis. Per il tempestivo avvio di interventi

prioritari e immediatamente realizzabili di edilizia

residenziale pubblica sovvenzionata di competenza

regionale, diretti alla risoluzione delle piu' pressanti

esigenze abitative, e' destinato l'importo di 100 milioni

di euro a valere sulle risorse di cui all'articolo 21 del

decreto-legge 1° ottobre 2007, n. 159, convertito, con

modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n. 222. Alla

ripartizione tra le regioni interessate si provvede con

decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti

previo accordo intervenuto in sede di Conferenza permanente

per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province

autonome di Trento e di Bolzano».

4-ter. Per il finanziamento degli interventi di cui

all'articolo 1, comma 92, della legge 23 dicembre 2005, n.

266, e' autorizzata la spesa di 5 milioni di euro per

ciascuno degli anni 2009, 2010 e 2011. Al relativo onere si

provvede a valere sulle risorse di cui al Fondo previsto

dal comma 1, lettera b), del presente articolo.

4-quater. All'articolo 78, comma 3, del decreto-legge

25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni,

dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, sono aggiunti, in fine,

i seguenti periodi: «Alla gestione ordinaria si applica

quanto previsto dall'articolo 77-bis, comma 17. Il concorso

agli obiettivi per gli anni 2009 e 2010 stabiliti per il

comune di Roma ai sensi del citato articolo 77-bis e' a

carico del piano di rientro».

4-quinquies. La tempistica prevista per le entrate e le

spese del piano di rientro di cui all'articolo 78, comma 4,

del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con

modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e'

rimodulata con apposito accordo tra il Ministero

dell'economia e delle finanze e il commissario

straordinario del Governo in modo da garantire la

neutralita' finanziaria, in termini di saldi di finanza

pubblica, di quanto disposto dall'ultimo periodo del comma

3 del medesimo articolo 78, come da ultimo modificato dal

comma 4-quater del presente articolo.

4-sexies. All'articolo 61 del decreto-legge 25 giugno

2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6

agosto 2008, n. 133, dopo il comma 7 e' inserito il

seguente:

«7-bis. A decorrere dal 1° gennaio 2009, la percentuale

prevista dall'articolo 92, comma 5, del codice dei

contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture,

di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e

successive modificazioni, e' destinata nella misura dello

0,5 per cento alle finalita' di cui alla medesima

disposizione e, nella misura dell'1,5 per cento, e' versata

ad apposito capitolo dell'entrata del bilancio dello Stato

per essere destinata al fondo di cui al comma 17 del

presente articolo».

4-septies. All'articolo 13, comma 1, del decreto-legge

4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla

legge 4 agosto 2006, n. 248, dopo le parole: «dei servizi

pubblici locali» sono inserite le seguenti: «e dei servizi

di committenza o delle centrali di committenza apprestati a

livello regionale a supporto di enti senza scopo di lucro e

di amministrazioni aggiudicatrici di cui all'articolo 3,

comma 25, del codice dei contratti pubblici relativi a

lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo

12 aprile 2006, n. 163».

4-octies. All'articolo 3, comma 27, secondo periodo,

della legge 24 dicembre 2007, n. 244, dopo le parole:

«producono servizi di interesse generale» sono inserite le

seguenti: «e che forniscono servizi di committenza o di

centrali di committenza a livello regionale a supporto di

enti senza scopo di lucro e di amministrazioni

aggiudicatrici di cui all'articolo 3, comma 25, del codice

dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e

forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n.

163,»."

La legge 29 gennaio 2009, n. 2 (Conversione in legge,

con modificazioni, del decreto-legge 29 novembre 2008, n.

185, recante misure urgenti per il sostegno a famiglie,

lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione

anti-crisi il quadro strategico nazionale) e' pubblicata

nella Gazzetta Ufficiale 28 gennaio 2009, n. 22, S.O.

Per i riferimenti alla direttiva 2009/52/CE si veda

nelle note alle premesse.


Art. 2


Disposizione sanzionatoria

1. Al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, dopo l'articolo

"25-undecies" e' inserito il seguente:

"25-duodecies. (Impiego di cittadini di paesi terzi il cui

soggiorno e' irregolare).

1. In relazione alla commissione del delitto di cui all'articolo

22, comma 12-bis, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, si

applica all'ente la sanzione pecuniaria da 100 a 200 quote, entro il

limite di 150.000 euro.".


Note all'art. 2:

Per i riferimenti al decreto legislativo 8 giugno 2001,

n. 231, si veda nelle note alle premesse.


Art. 3


Presunzione di durata del rapporto di lavoro

1. Nelle ipotesi di cui all'articolo 22, comma 12, del decreto

legislativo n. 286 del 1998, ai fini della determinazione delle somme

dovute dal datore di lavoro a titolo retributivo, contributivo e

fiscale, nonche' per i relativi accessori si presume che il rapporto

di lavoro instaurato con il lavoratore straniero privo del permesso

di soggiorno abbia avuto una durata di almeno tre mesi, salvo prova

contraria fornita dal datore di lavoro o dal lavoratore.


Note all'art. 3:

Per il testo dell'articolo 22 del decreto legislativo

25 luglio 1998, n. 286 si veda nelle note all'art. 1.


Art. 4


Attivita' di controllo

1. Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali provvede ad

effettuare controlli adeguati ed efficaci sull'impiego di cittadini

di Paesi terzi il cui soggiorno e' irregolare, nell'ambito della

programmazione annuale dell'attivita' di vigilanza sui luoghi di

lavoro e sulla base di una periodica valutazione dei rischi circa i

settori di attivita' in cui maggiormente si concentra il fenomeno.

2. Entro il primo luglio di ogni anno, il Ministero del lavoro e

delle politiche sociali, comunica alla Commissione europea il numero

totale di ispezioni effettuate l'anno precedente per ciascun settore

di attivita' a rischio, specificandone oltre al numero assoluto anche

il rapporto percentuale rispetto al numero totale dei datori di

lavoro del medesimo settore, e riferisce sui risultati.


Art. 5


Disposizione transitoria

1. I datori di lavoro italiani o cittadini di uno Stato membro

dell'Unione europea, ovvero i datori di lavoro stranieri in possesso

del titolo di soggiorno previsto dall'articolo 9 del testo unico di

cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive

modificazioni ed integrazioni che, alla data di entrata in vigore del

presente decreto legislativo occupano irregolarmente alle proprie

dipendenze da almeno tre mesi, e continuano ad occuparli alla data di

presentazione della dichiarazione di cui al presente comma,

lavoratori stranieri presenti nel territorio nazionale in modo

ininterrotto almeno dalla data del 31 dicembre 2011, o

precedentemente, possono dichiarare la sussistenza del rapporto di

lavoro allo sportello unico per l'immigrazione, previsto

dall'articolo 22 del decreto legislativo 286 del 1998 e successive

modifiche e integrazioni. La dichiarazione e' presentata dal 15

settembre al 15 ottobre 2012 con le modalita' stabilite con decreto

di natura non regolamentare del Ministro dell'interno di concerto con

il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, con il Ministro per

la cooperazione internazionale e l'integrazione e con il Ministero

dell'economia e delle finanze da adottarsi entro venti giorni

dall'entrata in vigore del presente decreto. In ogni caso, la

presenza sul territorio nazionale dal 31 dicembre 2011 deve essere

attestata da documentazione proveniente da organismi pubblici.

2. Sono esclusi dalla procedura di cui al presente articolo i

rapporti di lavoro a tempo parziale, fatto salvo quanto previsto dal

comma 8 in materia di lavoro domestico e di sostegno al bisogno

familiare.

3. Non sono ammessi alla procedura prevista dal presente articolo i

datori di lavoro che risultino condannati negli ultimi cinque anni,

anche con sentenza non definitiva, compresa quella adottata a seguito

di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell'articolo 444

del codice di procedura penale, per:

a) favoreggiamento dell'immigrazione clandestina verso l'Italia e

dell'immigrazione clandestina dall'Italia verso altri Stati o per

reati diretti al reclutamento di persone da destinare alla

prostituzione o allo sfruttamento della prostituzione o di minori da

impiegare in attivita' illecite;

b) intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro ai sensi

dell'articolo 603-bis del codice penale;

c) reati previsti dall'articolo 22, comma 12, del testo unico di

cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive

modificazioni ed integrazioni.

4. Non e' ammesso, altresi', alla procedura di cui al presente

articolo il datore di lavoro che, a seguito dell'espletamento di

procedure di ingresso di cittadini stranieri per motivi di lavoro

subordinato ovvero di procedure di emersione dal lavoro irregolare

non ha provveduto alla sottoscrizione del contratto di soggiorno

presso lo sportello unico ovvero alla successiva assunzione del

lavoratore straniero, salvo cause di forza maggiore comunque non

imputabili al datore di lavoro.

5. La dichiarazione di emersione di cui al comma 1 e' presentata

previo pagamento, con le modalita' previste dal decreto

interministeriale di cui al comma 1 del presente articolo, di un

contributo forfettario di 1.000 euro per ciascun lavoratore. Il

contributo non e' deducibile ai fini dell'imposta sul reddito. La

regolarizzazione delle somme dovute dal datore di lavoro a titolo

retributivo, contributivo e fiscale pari ad almeno sei mesi e'

documentata all'atto della stipula del contratto di soggiorno secondo

le modalita' stabilite dal decreto ministeriale di cui al comma 1. E'

fatto salvo l'obbligo di regolarizzazione delle somme dovute per

l'intero periodo in caso di rapporti di lavoro di durata superiore a

sei mesi.

6. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto fino alla

conclusione del procedimento di cui al comma 1 del presente articolo,

sono sospesi i procedimenti penali e amministrativi nei confronti del

datore di lavoro e del lavoratore per le violazioni delle norme

relative:

a) all'ingresso e al soggiorno nel territorio nazionale, con

esclusione di quelle di cui all'articolo 12 del testo unico di cui al

decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive

modificazioni ed integrazioni;

b) al presente provvedimento e comunque all'impiego di lavoratori

anche se rivestano carattere finanziario, fiscale, previdenziale o

assistenziale.

7. Con il decreto di cui al comma 1 sono altresi' stabiliti i

limiti di reddito del datore di lavoro richiesti per l'emersione del

rapporto di lavoro.

8. Nella dichiarazione di emersione cui al comma 1 e' indicata la

retribuzione convenuta non inferiore a quella prevista dal vigente

contratto collettivo nazionale di lavoro di riferimento e, in caso di

lavoro domestico, l'orario lavorativo non inferiore a quello

stabilito dall'articolo 30-bis, comma 3, lettera c), del regolamento

di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n.

394.

9. Lo sportello unico per l'immigrazione, verificata

l'ammissibilita' della dichiarazione e acquisito il parere della

questura sull'insussistenza di motivi ostativi all'accesso alle

procedure ovvero al rilascio del permesso di soggiorno, nonche' il

parere della competente direzione territoriale del lavoro in ordine

alla capacita' economica del datore di lavoro e alla congruita' delle

condizioni di lavoro applicate, convoca le parti per la stipula del

contratto di soggiorno e per la presentazione della richiesta del

permesso di soggiorno per lavoro subordinato, previa esibizione

dell'attestazione di avvenuto pagamento del contributo forfetario e

della regolarizzazione di cui al comma 5. La sussistenza di meri

errori materiali non costituisce di per se' causa di inammissibilita'

della dichiarazione di emersione. La mancata presentazione delle

parti senza giustificato motivo comporta l'archiviazione del

procedimento. Contestualmente alla stipula del contratto di

soggiorno, il datore di lavoro deve effettuare la comunicazione

obbligatoria di assunzione al Centro per l'Impiego ovvero, in caso di

rapporto di lavoro domestico, all'INPS. Restano ferme le disposizioni

relative agli oneri a carico del richiedente il permesso di

soggiorno.

10. Nei casi in cui non venga presentata la dichiarazione di

emersione di cui al presente articolo ovvero si proceda

all'archiviazione del procedimento o al rigetto della dichiarazione,

la sospensione di cui al comma 6 cessa, rispettivamente, alla data di

scadenza del termine per la presentazione ovvero alla data di

archiviazione del procedimento o di rigetto della dichiarazione

medesima. Si procede comunque all'archiviazione dei procedimenti

penali e amministrativi a carico del datore di lavoro nel caso in cui

l'esito negativo del procedimento derivi da motivo indipendente dalla

volonta' o dal comportamento del datore di lavoro.

11. Nelle more della definizione del procedimento di cui al

presente articolo, lo straniero non puo' essere espulso, tranne che

nei casi previsti al successivo comma 13. La sottoscrizione del

contratto di soggiorno, congiuntamente alla comunicazione

obbligatoria di assunzione di cui al comma 9 e il rilascio del

permesso di soggiorno comportano, rispettivamente, per il datore di

lavoro e per il lavoratore, l'estinzione dei reati e degli illeciti

amministrativi relativi alle violazioni di cui al comma 6.

12. Il contratto di soggiorno stipulato sulla base di una

dichiarazione di emersione contenente dati non rispondenti al vero e'

nullo ai sensi dell'articolo 1344 del codice civile. In tal caso, il

permesso di soggiorno eventualmente rilasciato e' revocato ai sensi

dell'articolo 5, comma 5, del testo unico di cui al decreto

legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni ed

integrazioni.

13. Non possono essere ammessi alla procedura prevista dal presente

articolo i lavoratori stranieri:

a) nei confronti dei quali sia stato emesso un provvedimento di

espulsione ai sensi dell'articolo 13, commi 1 e 2, lettera c), del

testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e

dell'articolo 3 del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito,

con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2005, n. 155, e successive

modificazioni ed integrazioni;

b) che risultino segnalati, anche in base ad accordi o

convenzioni internazionali in vigore per l'Italia, ai fini della non

ammissione nel territorio dello Stato;

c) che risultino condannati, anche con sentenza non definitiva,

compresa quella pronunciata anche a seguito di applicazione della

pena su richiesta ai sensi dell'articolo 444 del codice di procedura

penale, per uno dei reati previsti dall'articolo 380 del medesimo

codice;

d) che comunque siano considerati una minaccia per l'ordine

pubblico o la sicurezza dello Stato o di uno dei Paesi con i quali

l'Italia abbia sottoscritto accordi per la soppressione dei controlli

alle frontiere interne e la libera circolazione delle persone. Nella

valutazione della pericolosita' dello straniero si tiene conto anche

di eventuali condanne, anche con sentenza non definitiva, compresa

quella pronunciata a seguito di applicazione della pena su richiesta

ai sensi dell'articolo 444 del codice di procedura penale, per uno

dei reati previsti dall'articolo 381 del medesimo codice.

14. Con decreto del Ministro dell'interno di concerto con il

Ministro del lavoro e delle politiche sociali, con il Ministro per la

cooperazione internazionale e l'integrazione e con il Ministro

dell'economia e delle finanze, sono determinate le modalita' di

destinazione del contributo forfetario, di cui al comma 5 del

presente articolo, tenuto conto di quanto previsto ai sensi del comma

17.

15. Salvo che il fatto costituisca piu' grave reato, chiunque

presenta false dichiarazioni o attestazioni, ovvero concorre al

fatto, nell'ambito della procedura di emersione prevista dal presente

articolo, e' punito ai sensi dell'articolo 76 del testo unico di cui

al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445.

Se il fatto e' commesso attraverso la contraffazione o l'alterazione

di documenti oppure con l'utilizzazione di uno di tali documenti, si

applica la pena della reclusione da uno a sei anni. La pena e'

aumentata se il fatto e' commesso da un pubblico ufficiale.

16. In funzione degli effetti derivanti dall'attuazione del

presente articolo, il livello di finanziamento del Servizio sanitario

nazionale a cui concorre ordinariamente lo Stato e' incrementato di

43 milioni di euro per l'anno 2012 e di 130 milioni di euro a

decorrere dall'anno 2013. Con decreto del Ministro del lavoro e delle

politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle

finanze, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo

Stato, le regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, i

predetti importi sono ripartiti tra le regioni in relazione al numero

dei lavoratori extracomunitari emersi ai sensi del presente articolo.

17. Agli oneri netti derivanti dal presente articolo, pari a 43,55

milioni di euro per l'anno 2012, a 169 milioni di euro per l'anno

2013, a 270 milioni di euro per l'anno 2014 e a 219 milioni di euro a

decorrere dall'anno 2015, si provvede, quanto a 43,55 milioni di euro

per l'anno 2012 a valere sulle maggiori entrate assegnate al bilancio

dello Stato dal decreto di cui al comma 14 e, quanto a 169 milioni di

euro per l'anno 2013, a 270 milioni per l'anno 2014 e a 219 milioni

di euro a decorrere dall'anno 2015, mediante corrispondente riduzione

dei trasferimenti statali all'INPS a titolo di anticipazioni di

bilancio per la copertura del fabbisogno finanziario complessivo

dell'Ente, per effetto delle maggiori entrate contributive derivanti

dalle disposizioni di cui al presente articolo.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito

nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica

italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo

osservare.

Dato a Roma, addi' 16 luglio 2012

NAPOLITANO


Monti, Presidente del Consiglio dei

Ministri

Moavero Milanesi, Ministro per gli

affari europei

Fornero, Ministro del lavoro e delle

politiche sociali

Terzi di Sant'Agata, Ministro degli

affari esteri

Severino, Ministro della giustizia

Grilli, Ministro dell'economia e

delle finanze

Cancellieri, Ministro dell'interno

Riccardi, Ministro per la

cooperazione internazionale e

l'integrazione

Visto, il Guardasigilli: Severino


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