Dell’abbonamento alla rivista di servizio sociale




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per un periodo non inferiore ad un anno ovvero per tutto il

periodo di durata della prestazione di sostegno al reddito

percepita dal lavoratore straniero, qualora superiore.

Decorso il termine di cui al secondo periodo, trovano

applicazione i requisiti reddituali di cui all'articolo 29,

comma 3, lettera b). Il regolamento di attuazione

stabilisce le modalita' di comunicazione ai centri per

l'impiego, anche ai fini dell'iscrizione del lavoratore

straniero nelle liste di collocamento con priorita'

rispetto a nuovi lavoratori extracomunitari.

11-bis. Lo straniero che ha conseguito in Italia il

dottorato o il master universitario di secondo livello,

alla scadenza del permesso di soggiorno per motivi di

studio, puo' essere iscritto nell'elenco anagrafico

previsto dall'articolo 4 del regolamento di cui al decreto

del Presidente della Repubblica 7 luglio 2000, n. 442, per

un periodo non superiore a dodici mesi, ovvero, in presenza

dei requisiti previsti dal presente testo unico, puo'

chiedere la conversione in permesso di soggiorno per motivi

di lavoro.

12. Il datore di lavoro che occupa alle proprie

dipendenze lavoratori stranieri privi del permesso di

soggiorno previsto dal presente articolo, ovvero il cui

permesso sia scaduto e del quale non sia stato chiesto, nei

termini di legge, il rinnovo, revocato o annullato, e'

punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la

multa di 5.000 euro per ogni lavoratore impiegato.

12-bis. Le pene per il fatto previsto dal comma 12 sono

aumentate da un terzo alla meta':

a) se i lavoratori occupati sono in numero superiore a

tre;

b) se i lavoratori occupati sono minori in eta' non

lavorativa;

c) se i lavoratori occupati sono sottoposti alle altre

condizioni lavorative di particolare sfruttamento di cui al

terzo comma dell'articolo 603-bis del codice penale.

12-ter. Con la sentenza di condanna il giudice applica

la sanzione amministrativa accessoria del pagamento del

costo medio di rimpatrio del lavoratore straniero assunto

illegalmente.

12-quater. Nelle ipotesi di particolare sfruttamento

lavorativo di cui al comma 12-bis, e' rilasciato dal

questore, su proposta o con il parere favorevole del

procuratore della Repubblica, allo straniero che abbia

presentato denuncia e cooperi nel procedimento penale

instaurato nei confronti del datore di lavoro, un permesso

di soggiorno ai sensi dell'articolo 5, comma 6.

12-quinquies. Il permesso di soggiorno di cui al comma

12-quater ha la durata di sei mesi e puo' essere rinnovato

per un anno o per il maggior periodo occorrente alla

definizione del procedimento penale. Il permesso di

soggiorno e' revocato in caso di condotta incompatibile con

le finalita' dello stesso, segnalata dal procuratore della

Repubblica o accertata dal questore, ovvero qualora vengano

meno le condizioni che ne hanno giustificato il rilascio.

13. Salvo quanto previsto per i lavoratori stagionali

dall'articolo 25, comma 5, in caso di rimpatrio il

lavoratore extracomunitario conserva i diritti

previdenziali e di sicurezza sociale maturati e puo'

goderne indipendentemente dalla vigenza di un accordo di

reciprocita' al verificarsi della maturazione dei requisiti

previsti dalla normativa vigente, al compimento del

sessantacinquesimo anno di eta', anche in deroga al

requisito contributivo minimo previsto dall'articolo 1,

comma 20, della legge 8 agosto 1995, n. 335.

14. Le attribuzioni degli istituti di patronato e di

assistenza sociale, di cui alla legge 30 marzo 2001, n.

152, sono estese ai lavoratori extracomunitari che prestino

regolare attivita' di lavoro in Italia.

15. I lavoratori italiani ed extracomunitari possono

chiedere il riconoscimento di titoli di formazione

professionale acquisiti all'estero; in assenza di accordi

specifici, il Ministro del lavoro e delle politiche

sociali, sentita la commissione centrale per l'impiego,

dispone condizioni e modalita' di riconoscimento delle

qualifiche per singoli casi. Il lavoratore extracomunitario

puo' inoltre partecipare, a norma del presente testo unico,

a tutti i corsi di formazione e di riqualificazione

programmati nel territorio della Repubblica.

16. Le disposizioni di cui al presente articolo si

applicano alle regioni a statuto speciale e alle province

autonome di Trento e di Bolzano ai sensi degli statuti e

delle relative norme di attuazione."

"Art. 24 (Lavoro stagionale)

(Legge 6 marzo 1998, n. 40, art. 22)

1. Il datore di lavoro italiano o straniero

regolarmente soggiornante in Italia, o le associazioni di

categoria per conto dei loro associati, che intendano

instaurare in Italia un rapporto di lavoro subordinato a

carattere stagionale con uno straniero devono presentare

richiesta nominativa allo sportello unico per

l'immigrazione della provincia di residenza ai sensi

dell'articolo 22. Nei casi in cui il datore di lavoro

italiano o straniero regolarmente soggiornante o le

associazioni di categoria non abbiano una conoscenza

diretta dello straniero, la richiesta, redatta secondo le

modalita' previste dall'articolo 22, deve essere

immediatamente comunicata al centro per l'impiego

competente, che verifica nel termine di cinque giorni

l'eventuale disponibilita' di lavoratori italiani o

comunitari a ricoprire l'impiego stagionale offerto. Si

applicano le disposizioni di cui all'articolo 22, commi 3,

5-bis e 5-ter.

2. Lo sportello unico per l'immigrazione rilascia

comunque l'autorizzazione nel rispetto del diritto di

precedenza maturato, decorsi dieci giorni dalla

comunicazione di cui al comma 1 e non oltre venti giorni

dalla data di ricezione della richiesta del datore di

lavoro.

2-bis. Qualora lo sportello unico per l'immigrazione,

decorsi i venti giorni di cui al comma 2, non comunichi al

datore di lavoro il proprio diniego, la richiesta si

intende accolta, nel caso in cui ricorrano congiuntamente

le seguenti condizioni:

a) la richiesta riguardi uno straniero gia' autorizzato

l'anno precedente a prestare lavoro stagionale presso lo

stesso datore di lavoro richiedente;

b) il lavoratore stagionale nell'anno precedente sia

stato regolarmente assunto dal datore di lavoro e abbia

rispettato le condizioni indicate nel permesso di

soggiorno.

3. L'autorizzazione al lavoro stagionale ha validita'

da venti giorni ad un massimo di nove mesi, in

corrispondenza della durata del lavoro stagionale

richiesto, anche con riferimento all'accorpamento di gruppi

di lavori di piu' breve periodo da svolgere presso diversi

datori di lavoro.

3-bis. Fermo restando il limite di nove mesi di cui al

comma 3, l'autorizzazione al lavoro stagionale si intende

prorogato e il permesso di soggiorno puo' essere rinnovato

in caso di nuova opportunita' di lavoro stagionale offerta

dallo stesso o da altro datore di lavoro.

4. Il lavoratore stagionale, ove abbia rispettato le

condizioni indicate nel permesso di soggiorno e sia

rientrato nello Stato di provenienza alla scadenza del

medesimo, ha diritto di precedenza per il rientro in Italia

nell'anno successivo per ragioni di lavoro stagionale,

rispetto ai cittadini del suo stesso Paese che non abbiano

mai fatto regolare ingresso in Italia per motivi di lavoro.

Puo', inoltre, convertire il permesso di soggiorno per

lavoro stagionale in permesso di soggiorno per lavoro

subordinato a tempo determinato o indeterminato, qualora se

ne verifichino le condizioni.

5. Le commissioni regionali tripartite, di cui

all'articolo 4, comma 1, del decreto legislativo 23

dicembre 1997, n. 469, possono stipulare con le

organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a

livello regionale dei lavoratori e dei datori di lavoro,

con le regioni e con gli enti locali, apposite convenzioni

dirette a favorire l'accesso dei lavoratori stranieri ai

posti di lavoro stagionale. Le convenzioni possono

individuare il trattamento economico e normativo, comunque

non inferiore a quello previsto per i lavoratori italiani e

le misure per assicurare idonee condizioni di lavoro della

manodopera, nonche' eventuali incentivi diretti o indiretti

per favorire l'attivazione dei flussi e dei deflussi e le

misure complementari relative all'accoglienza.

6. Il datore di lavoro che occupa alle sue dipendenze,

per lavori di carattere stagionale, uno o piu' stranieri

privi del permesso di soggiorno per lavoro stagionale,

ovvero il cui permesso sia scaduto, revocato o annullato,

e' punito ai sensi dell'articolo 22, comma 12."

Il testo dell'articolo 14-bis del citato d. lgs. n. 286

del 1998, cosi' recita:

"Art. 14-bis (Fondo rimpatri)

1. E' istituito, presso il Ministero dell'interno, un

Fondo rimpatri finalizzato a finanziare le spese per il

rimpatrio degli stranieri verso i Paesi di origine ovvero

di provenienza.

2. Nel Fondo di cui al comma 1 confluiscono la meta'

del gettito conseguito attraverso la riscossione del

contributo di cui all'articolo 5, comma 2-ter, nonche' i

contributi eventualmente disposti dall'Unione europea per

le finalita' del Fondo medesimo. La quota residua del

gettito del contributo di cui all'articolo 5, comma 2-ter,

e' assegnata allo stato di previsione del Ministero

dell'interno, per gli oneri connessi alle attivita'

istruttorie inerenti al rilascio e al rinnovo del permesso

di soggiorno."

Il testo dell'articolo 18 del decreto legge 29 novembre

2008, n. 185 (Misure urgenti per il sostegno a famiglie,

lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione

anti-crisi il quadro strategico nazionale), pubblicato

nella Gazzetta Ufficiale 29 novembre 2008, n. 280, S.O.,

cosi' recita:

"Art. 18 (Ferma la distribuzione territoriale,

riassegnazione delle risorse per formazione ed occupazione

e per interventi infrastrutturali)

1. In considerazione della eccezionale crisi economica

internazionale e della conseguente necessita' della

riprogrammazione nell'utilizzo delle risorse disponibili,

fermi i criteri di ripartizione territoriale e le

competenze regionali, nonche' quanto previsto ai sensi

degli articoli 6-quater e 6-quinquies del decreto-legge 25

giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla

legge 6 agosto 2008, n. 133, il CIPE, presieduto in maniera

non delegabile dal Presidente del Consiglio dei Ministri,

su proposta del Ministro dello sviluppo economico di

concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze,

nonche' con il Ministro delle infrastrutture e dei

trasporti per quanto attiene alla lettera b), in coerenza

con gli indirizzi assunti in sede europea, entro 30 giorni

dalla data di entrata in vigore del presente decreto,

assegna una quota delle risorse nazionali disponibili del

Fondo aree sottoutilizzate:

a) al Fondo sociale per occupazione e formazione, che

e' istituito nello stato di previsione del Ministero del

lavoro, della salute e delle politiche sociali nel quale

affluiscono anche le risorse del Fondo per l'occupazione,

nonche' le risorse comunque destinate al finanziamento

degli ammortizzatori sociali concessi in deroga alla

normativa vigente e quelle destinate in via ordinaria dal

CIPE alla formazione; (133)

b) al Fondo infrastrutture di cui all'art. 6-quinquies

del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con

modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, anche per

la messa in sicurezza delle scuole, per le opere di

risanamento ambientale, per l'edilizia carceraria, per le

infrastrutture museali ed archeologiche, per l'innovazione

tecnologica e le infrastrutture strategiche per la

mobilita';

b-bis) al Fondo strategico per il Paese a sostegno

dell'economia reale, istituito presso la Presidenza del

Consiglio dei Ministri.

2. Fermo restando quanto previsto per le risorse del

Fondo per l'occupazione, le risorse assegnate al Fondo

sociale per occupazione e formazione sono utilizzate per

attivita' di apprendimento, prioritariamente svolte in base

a libere convenzioni volontariamente sottoscritte anche con

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