Dell’abbonamento alla rivista di servizio sociale




НазваниеDell’abbonamento alla rivista di servizio sociale
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Дата02.10.2012
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esercitano pubblici poteri.

3. Il Governo e' altresi' delegato ad emanare, con il

decreto legislativo di cui al comma 1, le norme di

coordinamento con tutte le altre leggi dello Stato, nonche'

le norme di carattere transitorio."

Il decreto legge 22 febbraio 2002, n. 12 (Disposizioni

urgenti per il completamento delle operazioni di emersione

di attivita' detenute all'estero e di lavoro irregolare) e'

pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 23 febbraio 2002, n.

46.

La legge 23 aprile 2002, n. 73 (Conversione in legge,

con modificazioni, del D.L. 22 febbraio 2002, n. 12,

recante disposizioni urgenti per il completamento delle

operazioni di emersione di attivita' detenute all'estero e

di lavoro irregolare) e' pubblicata nella Gazzetta

Ufficiale 24 aprile 2002, n. 96.

Il decreto legislativo 23 aprile 2004, n. 124

(Razionalizzazione delle funzioni ispettive in materia di

previdenza sociale e di lavoro, a norma dell'articolo 8

della L. 14 febbraio 2003, n. 30) e' pubblicato nella

Gazzetta Ufficiale 12 maggio 2004, n. 110.

Si riporta il testo dell'articolo 12 del decreto legge

13 agosto 2011, n. 138 (Ulteriori misure urgenti per la

stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo) pubblicato

nella Gazzetta Ufficiale 13 agosto 2011, n. 188,

convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre

2011, n. 148 (Conversione in legge, con modificazioni, del

decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, recante ulteriori

misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo

sviluppo. Delega al Governo per la riorganizzazione della

distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari),

pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 16 settembre 2011, n.

216:

"Art. 12 (Intermediazione illecita e sfruttamento del

lavoro)

1. Dopo l'articolo 603 del codice penale sono inseriti

i seguenti:

«Art. 603-bis (Intermediazione illecita e sfruttamento

del lavoro). - Salvo che il fatto costituisca piu' grave

reato, chiunque svolga un'attivita' organizzata di

intermediazione, reclutando manodopera o organizzandone

l'attivita' lavorativa caratterizzata da sfruttamento,

mediante violenza, minaccia, o intimidazione, approfittando

dello stato di bisogno o di necessita' dei lavoratori, e'

punito con la reclusione da cinque a otto anni e con la

multa da 1.000 a 2.000 euro per ciascun lavoratore

reclutato. Ai fini del primo comma, costituisce indice di

sfruttamento la sussistenza di una o piu' delle seguenti

circostanze:

1) la sistematica retribuzione dei lavoratori in modo

palesemente difforme dai contratti collettivi nazionali o

comunque sproporzionato rispetto alla quantita' e qualita'

del lavoro prestato;

2) la sistematica violazione della normativa relativa

all'orario di lavoro, al riposo settimanale,

all'aspettativa obbligatoria, alle ferie;

3) la sussistenza di violazioni della normativa in

materia di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro, tale da

esporre il lavoratore a pericolo per la salute, la

sicurezza o l'incolumita' personale;

4) la sottoposizione del lavoratore a condizioni di

lavoro, metodi di sorveglianza, o a situazioni alloggiative

particolarmente degradanti. Costituiscono aggravante

specifica e comportano l'aumento della pena da un terzo

alla meta':

1) il fatto che il numero di lavoratori reclutati sia

superiore a tre;

2) il fatto che uno o piu' dei soggetti reclutati siano

minori in eta' non lavorativa;

3) l'aver commesso il fatto esponendo i lavoratori

intermediati a situazioni di grave pericolo, avuto riguardo

alle caratteristiche delle prestazioni da svolgere e delle

condizioni di lavoro.

Art. 603-ter (Pene accessorie). - La condanna per i

delitti di cui agli articoli 600, limitatamente ai casi in

cui lo sfruttamento ha ad oggetto prestazioni lavorative, e

603-bis, importa l'interdizione dagli uffici direttivi

delle persone giuridiche o delle imprese, nonche' il

divieto di concludere contratti di appalto, di cottimo

fiduciario, di fornitura di opere, beni o servizi

riguardanti la pubblica amministrazione, e relativi

subcontratti.

La condanna per i delitti di cui al primo comma importa

altresi' l'esclusione per un periodo di due anni da

agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi da parte

dello Stato o di altri enti pubblici, nonche' dell'Unione

europea, relativi al settore di attivita' in cui ha avuto

luogo lo sfruttamento.

L'esclusione di cui al secondo comma e' aumentata a

cinque anni quando il fatto e' commesso da soggetto al

quale sia stata applicata la recidiva ai sensi

dell'articolo 99, secondo comma, numeri 1) e 3)»."

Note all'art. 1:

Il testo degli artt. 22 e 24 del decreto legislativo 25

luglio 1998, n. 286, come modificati dal presente decreto

cosi' recita:

"Art. 22 (Lavoro subordinato a tempo determinato e

indeterminato).

(Legge 6 marzo 1998, n. 40, art. 20; legge 30 dicembre

1986, n. 943, artt. 8, 9 e 11; legge 8 agosto 1995, n. 335,

art. 3, comma 13)

1. In ogni provincia e' istituito presso la

prefettura-ufficio territoriale del Governo uno sportello

unico per l'immigrazione, responsabile dell'intero

procedimento relativo all'assunzione di lavoratori

subordinati stranieri a tempo determinato ed indeterminato.

2. Il datore di lavoro italiano o straniero

regolarmente soggiornante in Italia che intende instaurare

in Italia un rapporto di lavoro subordinato a tempo

determinato o indeterminato con uno straniero residente

all'estero deve presentare allo sportello unico per

l'immigrazione della provincia di residenza ovvero di

quella in cui ha sede legale l'impresa, ovvero di quella

ove avra' luogo la prestazione lavorativa:

a) richiesta nominativa di nulla osta al lavoro;

b) idonea documentazione relativa alle modalita' di

sistemazione alloggiativa per il lavoratore straniero;

c) la proposta di contratto di soggiorno con

specificazione delle relative condizioni, comprensiva

dell'impegno al pagamento da parte dello stesso datore di

lavoro delle spese di ritorno dello straniero nel Paese di

provenienza;

d) dichiarazione di impegno a comunicare ogni

variazione concernente il rapporto di lavoro.

3. Nei casi in cui non abbia una conoscenza diretta

dello straniero, il datore di lavoro italiano o straniero

regolarmente soggiornante in Italia puo' richiedere,

presentando la documentazione di cui alle lettere b) e c)

del comma 2, il nulla osta al lavoro di una o piu' persone

iscritte nelle liste di cui all'articolo 21, comma 5,

selezionate secondo criteri definiti nel regolamento di

attuazione.

4. Lo sportello unico per l'immigrazione comunica le

richieste di cui ai commi 2 e 3 al centro per l'impiego di

cui all'articolo 4 del decreto legislativo 23 dicembre

1997, n. 469, competente in relazione alla provincia di

residenza, domicilio o sede legale. Il centro per l'impiego

provvede a diffondere le offerte per via telematica agli

altri centri ed a renderle disponibili su sito INTERNET o

con ogni altro mezzo possibile ed attiva gli eventuali

interventi previsti dall'articolo 2 del decreto legislativo

21 aprile 2000, n. 181. Decorsi venti giorni senza che sia

stata presentata alcuna domanda da parte di lavoratore

nazionale o comunitario, anche per via telematica, il

centro trasmette allo sportello unico richiedente una

certificazione negativa, ovvero le domande acquisite

comunicandole altresi' al datore di lavoro. Ove tale

termine sia decorso senza che il centro per l'impiego abbia

fornito riscontro, lo sportello unico procede ai sensi del

comma 5.

5. Lo sportello unico per l'immigrazione, nel

complessivo termine massimo di quaranta giorni dalla

presentazione della richiesta, a condizione che siano state

rispettate le prescrizioni di cui al comma 2 e le

prescrizioni del contratto collettivo di lavoro applicabile

alla fattispecie, rilascia, in ogni caso, sentito il

questore, il nulla osta nel rispetto dei limiti numerici,

quantitativi e qualitativi determinati a norma

dell'articolo 3, comma 4, e dell'articolo 21, e, a

richiesta del datore di lavoro, trasmette la

documentazione, ivi compreso il codice fiscale, agli uffici

consolari, ove possibile in via telematica. Il nulla osta

al lavoro subordinato ha validita' per un periodo non

superiore a sei mesi dalla data del rilascio.

5-bis. Il nulla osta al lavoro e' rifiutato se il

datore di lavoro risulti condannato negli ultimi cinque

anni, anche con sentenza non definitiva, compresa quella

adottata a seguito di applicazione della pena su richiesta

ai sensi dell'articolo 444 del codice di procedura penale,

per:

a) favoreggiamento dell'immigrazione clandestina verso

l'Italia e dell'emigrazione clandestina dall'Italia verso

altri Stati o per reati diretti al reclutamento di persone

da destinare alla prostituzione o allo sfruttamento della

prostituzione o di minori da impiegare in attivita'

illecite;

b) intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro

ai sensi dell'articolo 603-bis del codice penale;

c) reato previsto dal comma 12.

5-ter. Il nulla osta al lavoro e', altresi', rifiutato

ovvero, nel caso sia stato rilasciato, e' revocato se i

documenti presentati sono stati ottenuti mediante frode o

sono stati falsificati o contraffatti ovvero qualora lo

straniero non si rechi presso lo sportello unico per

l'immigrazione per la firma del contratto di soggiorno

entro il termine di cui al comma 6, salvo che il ritardo

sia dipeso da cause di forza maggiore. La revoca del nulla

osta e' comunicata al Ministero degli affari esteri tramite

i collegamenti telematici.

6. Gli uffici consolari del Paese di residenza o di

origine dello straniero provvedono, dopo gli accertamenti

di rito, a rilasciare il visto di ingresso con indicazione

del codice fiscale, comunicato dallo sportello unico per

l'immigrazione. Entro otto giorni dall'ingresso, lo

straniero si reca presso lo sportello unico per

l'immigrazione che ha rilasciato il nulla osta per la firma

del contratto di soggiorno che resta ivi conservato e, a

cura di quest'ultimo, trasmesso in copia all'autorita'

consolare competente ed al centro per l'impiego competente.

7. (abrogato)

8. Salvo quanto previsto dall'articolo 23, ai fini

dell'ingresso in Italia per motivi di lavoro, il lavoratore

extracomunitario deve essere munito del visto rilasciato

dal consolato italiano presso lo Stato di origine o di

stabile residenza del lavoratore.

9. Le questure forniscono all'INPS e all'INAIL, tramite

collegamenti telematici, le informazioni anagrafiche

relative ai lavoratori extracomunitari ai quali e' concesso

il permesso di soggiorno per motivi di lavoro, o comunque

idoneo per l'accesso al lavoro, e comunicano altresi' il

rilascio dei permessi concernenti i familiari ai sensi

delle disposizioni di cui al titolo IV; l'INPS, sulla base

delle informazioni ricevute, costituisce un «Archivio

anagrafico dei lavoratori extracomunitari», da condividere

con altre amministrazioni pubbliche; lo scambio delle

informazioni avviene in base a convenzione tra le

amministrazioni interessate. Le stesse informazioni sono

trasmesse, in via telematica, a cura delle questure,

all'ufficio finanziario competente che provvede

all'attribuzione del codice fiscale.

10. Lo sportello unico per l'immigrazione fornisce al

Ministero del lavoro e delle politiche sociali il numero ed

il tipo di nulla osta rilasciati secondo le classificazioni

adottate nei decreti di cui all'articolo 3, comma 4.

11. La perdita del posto di lavoro non costituisce

motivo di revoca del permesso di soggiorno al lavoratore

extracomunitario ed ai suoi familiari legalmente

soggiornanti. Il lavoratore straniero in possesso del

permesso di soggiorno per lavoro subordinato che perde il

posto di lavoro, anche per dimissioni, puo' essere iscritto

nelle liste di collocamento per il periodo di residua

validita' del permesso di soggiorno, e comunque, salvo che

si tratti di permesso di soggiorno per lavoro stagionale,

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