Dell’abbonamento alla rivista di servizio sociale




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alla lotta contro la corruzione nella quale sono coinvolti

funzionari delle Comunita' europee o degli Stati membri

dell'Unione europea, fatta a Bruxelles il 26 maggio 1997 e

della Convenzione OCSE sulla lotta alla corruzione di

pubblici ufficiali stranieri nelle operazioni economiche

internazionali, con annesso, fatta a Parigi il 17 dicembre

1997. Delega al Governo per la disciplina della

responsabilita' amministrativa delle persone giuridiche e

degli enti privi di personalita' giuridica) pubblicata

nella Gazzetta Ufficiale 25 ottobre 2000, n. 250, S.O.,

cosi' recita:

"Art. 11 (Delega al Governo per la disciplina della

responsabilita' amministrativa delle persone giuridiche e

degli enti privi di personalita' giuridica)

1. Il Governo della Repubblica e' delegato ad emanare,

entro otto mesi dalla data di entrata in vigore della

presente legge, un decreto legislativo avente ad oggetto la

disciplina della responsabilita' amministrativa delle

persone giuridiche e delle societa', associazioni od enti

privi di personalita' giuridica che non svolgono funzioni

di rilievo costituzionale, con l'osservanza dei seguenti

principi e criteri direttivi (7):

a) prevedere la responsabilita' in relazione alla

commissione dei reati di cui agli articoli 316-bis,

316-ter, 317, 318, 319, 319-bis, 319-ter, 320, 321, 322,

322-bis, 640, secondo comma, numero 1, 640-bis e 640-ter,

secondo comma, con esclusione dell'ipotesi in cui il fatto

e' commesso con abuso della qualita' di operatore del

sistema, del codice penale;

b) prevedere la responsabilita' in relazione alla

commissione dei reati relativi alla tutela dell'incolumita'

pubblica previsti dal titolo sesto del libro secondo del

codice penale;

c) prevedere la responsabilita' in relazione alla

commissione dei reati previsti dagli articoli 589 e 590 del

codice penale che siano stati commessi con violazione delle

norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro o

relative alla tutela dell'igiene e della salute sul lavoro;

d) prevedere la responsabilita' in relazione alla

commissione dei reati in materia di tutela dell'ambiente e

del territorio, che siano punibili con pena detentiva non

inferiore nel massimo ad un anno anche se alternativa alla

pena pecuniaria, previsti dalla legge 31 dicembre 1962, n.

1860, dalla legge 14 luglio 1965, n. 963, dalla legge 31

dicembre 1982, n. 979, dalla legge 28 febbraio 1985, n. 47,

e successive modificazioni, dal decreto-legge 27 giugno

1985, n. 312, convertito, con modificazioni, dalla legge 8

agosto 1985, n. 431, dal decreto del Presidente della

Repubblica 24 maggio 1988, n. 203, dalla legge 6 dicembre

1991, n. 394, dal decreto legislativo 27 gennaio 1992, n.

95, dal decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 99, dal

decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, dal decreto

legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, e successive

modificazioni, dal decreto legislativo 11 maggio 1999, n.

152, dal decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334, dal

decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 372, e dal testo

unico delle disposizioni legislative in materia di beni

culturali e ambientali, approvato con decreto legislativo

29 ottobre 1999, n. 490;

e) prevedere che i soggetti di cui all'alinea del

presente comma sono responsabili in relazione ai reati

commessi, a loro vantaggio o nel loro interesse, da chi

svolge funzioni di rappresentanza o di amministrazione o di

direzione, ovvero da chi esercita, anche di fatto, poteri

di gestione e di controllo ovvero ancora da chi e'

sottoposto alla direzione o alla vigilanza delle persone

fisiche menzionate, quando la commissione del reato e'

stata resa possibile dall'inosservanza degli obblighi

connessi a tali funzioni; prevedere l'esclusione della

responsabilita' dei soggetti di cui all'alinea del presente

comma nei casi in cui l'autore abbia commesso il reato

nell'esclusivo interesse proprio o di terzi;

f) prevedere sanzioni amministrative effettive,

proporzionate e dissuasive nei confronti dei soggetti

indicati nell'alinea del presente comma;

g) prevedere una sanzione amministrativa pecuniaria non

inferiore a lire cinquanta milioni e non superiore a lire

tre miliardi stabilendo che, ai fini della determinazione

in concreto della sanzione, si tenga conto anche

dell'ammontare dei proventi del reato e delle condizioni

economiche e patrimoniali dell'ente, prevedendo altresi'

che, nei casi di particolare tenuita' del fatto, la

sanzione da applicare non sia inferiore a lire venti

milioni e non sia superiore a lire duecento milioni;

prevedere inoltre l'esclusione del pagamento in misura

ridotta;

h) prevedere che gli enti rispondono del pagamento

della sanzione pecuniaria entro i limiti del fondo comune o

del patrimonio sociale;

i) prevedere la confisca del profitto o del prezzo del

reato, anche nella forma per equivalente;

l) prevedere, nei casi di particolare gravita',

l'applicazione di una o piu' delle seguenti sanzioni in

aggiunta alle sanzioni pecuniarie:

1) chiusura anche temporanea dello stabilimento o della

sede commerciale;

2) sospensione o revoca delle autorizzazioni, licenze o

concessioni funzionali alla commissione dell'illecito;

3) interdizione anche temporanea dall'esercizio

dell'attivita' ed eventuale nomina di altro soggetto per

l'esercizio vicario della medesima quando la prosecuzione

dell'attivita' e' necessaria per evitare pregiudizi ai

terzi;

4) divieto anche temporaneo di contrattare con la

pubblica amministrazione;

5) esclusione temporanea da agevolazioni,

finanziamenti, contributi o sussidi, ed eventuale revoca di

quelli gia' concessi;

6) divieto anche temporaneo di pubblicizzare beni e

servizi;

7) pubblicazione della sentenza;

m) prevedere che le sanzioni amministrative di cui alle

lettere g), i) e l) si applicano soltanto nei casi e per i

tempi espressamente considerati e in relazione ai reati di

cui alle lettere a), b), c) e d) commessi successivamente

alla data di entrata in vigore del decreto legislativo

previsto dal presente articolo;

n) prevedere che la sanzione amministrativa pecuniaria

di cui alla lettera g) e' diminuita da un terzo alla meta'

ed escludere l'applicabilita' di una o piu' delle sanzioni

di cui alla lettera l) in conseguenza dell'adozione da

parte dei soggetti di cui all'alinea del presente comma di

comportamenti idonei ad assicurare un'efficace riparazione

o reintegrazione rispetto all'offesa realizzata;

o) prevedere che le sanzioni di cui alla lettera l)

sono applicabili anche in sede cautelare, con adeguata

tipizzazione dei requisiti richiesti;

p) prevedere, nel caso di violazione degli obblighi e

dei divieti inerenti alle sanzioni di cui alla lettera l),

la pena della reclusione da sei mesi a tre anni nei

confronti della persona fisica responsabile della

violazione, e prevedere inoltre l'applicazione delle

sanzioni di cui alle lettere g) e i) e, nei casi piu'

gravi,

l'applicazione di una o piu' delle sanzioni di cui alla

lettera l) diverse da quelle gia' irrogate, nei confronti

dell'ente nell'interesse o a vantaggio del quale e' stata

commessa la violazione; prevedere altresi' che le

disposizioni di cui alla presente lettera si applicano

anche nell'ipotesi in cui le sanzioni di cui alla lettera

l) sono state applicate in sede cautelare ai sensi della

lettera o);

q) prevedere che le sanzioni amministrative a carico

degli enti sono applicate dal giudice competente a

conoscere del reato e che per il procedimento di

accertamento della responsabilita' si applicano, in quanto

compatibili, le disposizioni del codice di procedura

penale, assicurando l'effettiva partecipazione e difesa

degli enti nelle diverse fasi del procedimento penale;

r) prevedere che le sanzioni amministrative di cui alle

lettere g), i) e l) si prescrivono decorsi cinque anni

dalla consumazione dei reati indicati nelle lettere a), b),

c) e d) e che l'interruzione della prescrizione e' regolata

dalle norme del codice civile;

s) prevedere l'istituzione, senza nuovi o maggiori

oneri a carico del bilancio dello Stato, di un'Anagrafe

nazionale delle sanzioni amministrative irrogate nei

confronti dei soggetti di cui all'alinea del presente

comma;

t) prevedere, salvo che gli stessi siano stati

consenzienti ovvero abbiano svolto, anche indirettamente o

di fatto, funzioni di gestione, di controllo o di

amministrazione, che sia assicurato il diritto

dell'azionista, del socio o dell'associato ai soggetti di

cui all'alinea del presente comma, nei confronti dei quali

sia accertata la responsabilita' amministrativa con

riferimento a quanto previsto nelle lettere da a) a q), di

recedere dalla societa' o dall'associazione o dall'ente,

con particolari modalita' di liquidazione della quota

posseduta, ferma restando l'azione di risarcimento di cui

alle lettere v) e z); disciplinare i termini e le forme con

cui tale diritto puo' essere esercitato e prevedere che la

liquidazione della quota sia fatta in base al suo valore al

momento del recesso determinato a norma degli articoli

2289, secondo comma, e 2437 del codice civile; prevedere

altresi' che la liquidazione della quota possa aver luogo

anche con onere a carico dei predetti soggetti, e prevedere

che in tal caso il recedente, ove non ricorra l'ipotesi

prevista dalla lettera l), numero 3), debba richiedere al

Presidente del tribunale del luogo in cui i soggetti hanno

la sede legale la nomina di un curatore speciale cui devono

essere delegati tutti i poteri gestionali comunque inerenti

alle attivita' necessarie per la liquidazione della quota,

compresa la capacita' di stare in giudizio; agli oneri per

la finanza pubblica derivanti dall'attuazione della

presente lettera si provvede mediante gli ordinari

stanziamenti di bilancio per liti ed arbitraggi previsti

nello stato di previsione del Ministero della giustizia;

u) prevedere che l'azione sociale di responsabilita'

nei confronti degli amministratori delle persone giuridiche

e delle societa', di cui sia stata accertata la

responsabilita' amministrativa con riferimento a quanto

previsto nelle lettere da a) a q), sia deliberata

dall'assemblea con voto favorevole di almeno un ventesimo

del capitale sociale nel caso in cui questo sia inferiore a

lire cinquecento milioni e di almeno di un quarantesimo

negli altri casi; disciplinare coerentemente le ipotesi di

rinuncia o di transazione dell'azione sociale di

responsabilita';

v) prevedere che il riconoscimento del danno a seguito

dell'azione di risarcimento spettante al singolo socio o al

terzo nei confronti degli amministratori dei soggetti di

cui all'alinea del presente comma, di cui sia stata

accertata la responsabilita' amministrativa con riferimento

a quanto previsto nelle lettere da a) a q), non sia

vincolato dalla dimostrazione della sussistenza di nesso di

causalita' diretto tra il fatto che ha determinato

l'accertamento della responsabilita' del soggetto ed il

danno subito; prevedere che la disposizione non operi nel

caso in cui il reato e' stato commesso da chi e' sottoposto

alla direzione o alla vigilanza di chi svolge funzioni di

rappresentanza o di amministrazione o di direzione, ovvero

esercita, anche di fatto, poteri di gestione e di

controllo, quando la commissione del reato e' stata resa

possibile dall'inosservanza degli obblighi connessi a tali

funzioni;

z) prevedere che le disposizioni di cui alla lettera v)

si applicano anche nell'ipotesi in cui l'azione di

risarcimento del danno e' proposta contro l'azionista, il

socio o l'associato ai soggetti di cui all'alinea del

presente comma che sia stato consenziente o abbia svolto,

anche indirettamente o di fatto, funzioni di gestione, di

controllo o di amministrazione, anteriormente alla

commissione del fatto che ha determinato l'accertamento

della responsabilita' dell'ente.

2. Ai fini del comma 1, per «persone giuridiche» si

intendono gli enti forniti di personalita' giuridica,

eccettuati lo Stato e gli altri enti pubblici che

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