Dell’abbonamento alla rivista di servizio sociale




НазваниеDell’abbonamento alla rivista di servizio sociale
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entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della

medesima legge. Per le direttive elencate negli allegati A

e B, che non prevedono un termine di recepimento, il

Governo e' delegato ad adottare i decreti legislativi entro

dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente

legge.

2. I decreti legislativi sono adottati, nel rispetto

dell' articolo 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400, su

proposta del Presidente del Consiglio dei ministri o del

Ministro per le politiche europee e del Ministro con

competenza istituzionale prevalente per la materia, di

concerto con i Ministri degli affari esteri, della

giustizia, dell'economia e delle finanze e con gli altri

Ministri interessati in relazione all'oggetto della

direttiva.

3. Gli schemi dei decreti legislativi recanti

attuazione delle direttive elencate nell' allegato B,

nonche', qualora sia previsto il ricorso a sanzioni penali,

quelli relativi all'attuazione delle direttive elencate

nell' allegato A, sono trasmessi, dopo l'acquisizione degli

altri pareri previsti dalla legge, alla Camera dei deputati

e al Senato della Repubblica affinche' su di essi sia

espresso il parere dei competenti organi parlamentari.

Decorsi quaranta giorni dalla data di trasmissione, i

decreti sono emanati anche in mancanza del parere. Qualora

il termine per l'espressione del parere parlamentare di cui

al presente comma ovvero i diversi termini previsti dai

commi 4 e 8 scadano nei trenta giorni che precedono la

scadenza dei termini previsti dai commi 1 o 5 o

successivamente, questi ultimi sono prorogati di novanta

giorni.

4. Gli schemi dei decreti legislativi recanti

attuazione delle direttive che comportino conseguenze

finanziarie sono corredati della relazione tecnica di cui

all' articolo 17, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n.

196. Su di essi e' richiesto anche il parere delle

Commissioni parlamentari competenti per i profili

finanziari. Il Governo, ove non intenda conformarsi alle

condizioni formulate con riferimento all'esigenza di

garantire il rispetto dell' articolo 81, quarto comma,

della Costituzione, ritrasmette alle Camere i testi,

corredati dei necessari elementi integrativi di

informazione, per i pareri definitivi delle Commissioni

parlamentari competenti per i profili finanziari, che

devono essere espressi entro venti giorni.

5. Entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in

vigore di ciascuno dei decreti legislativi di cui al comma

1, nel rispetto dei principi e criteri direttivi fissati

dalla presente legge, il Governo puo' adottare, con la

procedura indicata nei commi 2, 3 e 4, disposizioni

integrative e correttive dei decreti legislativi emanati ai

sensi del citato comma 1, fatto salvo quanto previsto dal

comma 6.

6. I decreti legislativi, relativi alle direttive

elencate negli allegati A e B, adottati, ai sensi dell'

articolo 117, quinto comma, della Costituzione, nelle

materie di competenza legislativa delle regioni e delle

province autonome, si applicano alle condizioni e secondo

le procedure di cui all' articolo 11, comma 8, della legge

4 febbraio 2005, n. 11.

7. Il Ministro per le politiche europee, nel caso in

cui una o piu' deleghe di cui al comma 1 non risultino

esercitate alla scadenza del termine previsto, trasmette

alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica una

relazione che da' conto dei motivi addotti a

giustificazione del ritardo dai Ministri con competenza

istituzionale prevalente per la materia. Il Ministro per le

politiche europee, ogni sei mesi, informa altresi' la

Camera dei deputati e il Senato della Repubblica sullo

stato di attuazione delle direttive da parte delle regioni

e delle province autonome nelle materie di loro competenza,

secondo modalita' di individuazione delle stesse da

definire con accordo in sede di Conferenza permanente per i

rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di

Trento e di Bolzano.

8. Il Governo, quando non intende conformarsi ai pareri

parlamentari di cui al comma 3, relativi a sanzioni penali

contenute negli schemi di decreti legislativi recanti

attuazione delle direttive elencate negli allegati A e B,

ritrasmette con le sue osservazioni e con eventuali

modificazioni i testi alla Camera dei deputati e al Senato

della Repubblica. Decorsi venti giorni dalla data di

ritrasmissione, i decreti sono emanati anche in mancanza di

nuovo parere."

"Art. 2 (Principi e criteri direttivi generali della

delega legislativa)

1. Salvi gli specifici principi e criteri direttivi

stabiliti dalle disposizioni di cui ai capi II e III, e in

aggiunta a quelli contenuti nelle direttive da attuare, i

decreti legislativi di cui all' articolo 1 sono informati

ai seguenti principi e criteri direttivi generali:

a) le amministrazioni direttamente interessate

provvedono all'attuazione dei decreti legislativi con le

ordinarie strutture amministrative, secondo il principio

della massima semplificazione dei procedimenti e delle

modalita' di organizzazione e di esercizio delle funzioni e

dei servizi;

b) ai fini di un migliore coordinamento con le

discipline vigenti per i singoli settori interessati dalla

normativa da attuare, sono introdotte le occorrenti

modificazioni alle discipline stesse, fatti salvi i

procedimenti oggetto di semplificazione amministrativa

ovvero le materie oggetto di delegificazione;

c) al di fuori dei casi previsti dalle norme penali

vigenti, ove necessario per assicurare l'osservanza delle

disposizioni contenute nei decreti legislativi, sono

previste sanzioni amministrative e penali per le infrazioni

alle disposizioni dei decreti stessi. Le sanzioni penali,

nei limiti, rispettivamente, dell'ammenda fino a 150.000

euro e dell'arresto fino a tre anni, sono previste, in via

alternativa o congiunta, solo nei casi in cui le infrazioni

ledono o espongono a pericolo interessi costituzionalmente

protetti. In tali casi sono previste: la pena dell'ammenda

alternativa all'arresto per le infrazioni che espongono a

pericolo o danneggiano l'interesse protetto; la pena

dell'arresto congiunta a quella dell'ammenda per le

infrazioni che recano un danno di particolare gravita'.

Nelle predette ipotesi, in luogo dell'arresto e

dell'ammenda, possono essere previste anche le sanzioni

alternative di cui agli articoli 53 e seguenti del decreto

legislativo 28 agosto 2000, n. 274, e la relativa

competenza del giudice di pace. La sanzione amministrativa

del pagamento di una somma non inferiore a 150 euro e non

superiore a 150.000 euro e' prevista per le infrazioni che

ledono o espongono a pericolo interessi diversi da quelli

indicati nei periodi precedenti. Nell'ambito dei limiti

minimi e massimi previsti, le sanzioni indicate nella

presente lettera sono determinate nella loro entita',

tenendo conto della diversa potenzialita' lesiva

dell'interesse protetto che ciascuna infrazione presenta in

astratto, di specifiche qualita' personali del colpevole,

comprese quelle che impongono particolari doveri di

prevenzione, controllo o vigilanza, nonche' del vantaggio

patrimoniale che l'infrazione puo' recare al colpevole

ovvero alla persona o all'ente nel cui interesse egli

agisce. Entro i limiti di pena indicati nella presente

lettera sono previste sanzioni identiche a quelle

eventualmente gia' comminate dalle leggi vigenti per

violazioni omogenee e di pari offensivita' rispetto alle

infrazioni alle disposizioni dei decreti legislativi. Nelle

materie di cui all' articolo 117, quarto comma, della

Costituzione, le sanzioni amministrative sono determinate

dalle regioni;

d) eventuali spese non contemplate da leggi vigenti e

che non riguardano l'attivita' ordinaria delle

amministrazioni statali o regionali possono essere previste

nei decreti legislativi recanti le norme necessarie per

dare attuazione alle direttive, nei soli limiti occorrenti

per l'adempimento degli obblighi di attuazione delle

direttive stesse; alla relativa copertura, nonche' alla

copertura delle minori entrate eventualmente derivanti

dall'attuazione delle direttive, in quanto non sia

possibile farvi fronte con i fondi gia' assegnati alle

competenti amministrazioni, si provvede a carico del fondo

di rotazione di cui all' articolo 5 della legge 16 aprile

1987, n. 183;

e) all'attuazione di direttive che modificano

precedenti direttive gia' attuate con legge o con decreto

legislativo si procede, se la modificazione non comporta

ampliamento della materia regolata, apportando le

corrispondenti modificazioni alla legge o al decreto

legislativo di attuazione della direttiva modificata;

f) nella predisposizione dei decreti legislativi si

tiene conto delle eventuali modificazioni delle direttive

comunitarie comunque intervenute fino al momento

dell'esercizio della delega;

g) nella predisposizione dei decreti legislativi,

relativi alle direttive elencate negli allegati A e B, si

tiene conto delle esigenze di coordinamento tra le norme

previste nelle direttive medesime e quanto stabilito dalla

legislazione vigente, con particolare riferimento alla

normativa in materia di lavoro e politiche sociali, per la

cui revisione e' assicurato il coinvolgimento delle parti

sociali interessate, ai fini della definizione di eventuali

specifici avvisi comuni e dell'acquisizione, ove richiesto

dalla complessita' della materia, di un parere delle stesse

parti sociali sui relativi schemi di decreto legislativo;

h) quando si verificano sovrapposizioni di competenze

tra amministrazioni diverse o comunque sono coinvolte le

competenze di piu' amministrazioni statali, i decreti

legislativi individuano, attraverso le piu' opportune forme

di coordinamento, rispettando i principi di sussidiarieta',

differenziazione, adeguatezza e leale collaborazione e le

competenze delle regioni e degli altri enti territoriali,

le procedure per salvaguardare l'unitarieta' dei processi

decisionali, la trasparenza, la celerita', l'efficacia e

l'economicita' nell'azione amministrativa e la chiara

individuazione dei soggetti responsabili;

i) quando non sono di ostacolo i diversi termini di

recepimento, sono attuate con un unico decreto legislativo

le direttive che riguardano le stesse materie o che

comunque comportano modifiche degli stessi atti normativi."

La legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina

dell'attivita' di Governo e ordinamento della Presidenza

del Consiglio dei Ministri) e' pubblicata nella Gazzetta

Ufficiale 12 settembre 1988, n. 214, S.O.

Il decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (testo

unico delle disposizioni concernenti la disciplina

dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero)

e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 18 agosto 1998, n.

191, S.O.

Il Decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto

1999, n. 394 (Regolamento recante norme di attuazione del

testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina

dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero,

a norma dell'art. 1, comma 6, del D.Lgs. 25 luglio 1998, n.

286) e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 3 novembre

1999, n. 258, S.O.

Il decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231

(Disciplina della responsabilita' amministrativa delle

persone giuridiche, delle societa' e delle associazioni

anche prive di personalita' giuridica, a norma

dell'articolo 11 della L. 29 settembre 2000, n. 300) e'

pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 19 giugno 2001, n. 140.

Il testo dell'articolo 11 della legge 29 settembre

2000, n. 300 (Ratifica ed esecuzione dei seguenti Atti

internazionali elaborati in base all'articolo K. 3 del

Trattato sull'Unione europea: Convenzione sulla tutela

degli interessi finanziari delle Comunita' europee, fatta a

Bruxelles il 26 luglio 1995, del suo primo Protocollo fatto

a Dublino il 27 settembre 1996, del Protocollo concernente

l'interpretazione in via pregiudiziale, da parte della

Corte di Giustizia delle Comunita' europee, di detta

Convenzione, con annessa dichiarazione, fatto a Bruxelles

il 29 novembre 1996, nonche' della Convenzione relativa

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