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IMMIGRATI


DECRETO LEGISLATIVO 16 luglio 2012, n. 109

Attuazione della direttiva 2009/52/CE che introduce norme minime relative a sanzioni e a provvedimenti nei confronti di datori di lavoro che impiegano cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno e' irregolare. 6) (GU n. 172 del 25-7-2012 )


IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;

Vista la direttiva 2009/52/CE del Parlamento europeo e del

Consiglio, del 18 giugno 2009, che introduce norme minime relative a

sanzioni e a provvedimenti nei confronti di datori di lavoro che

impiegano cittadini di paesi terzi il cui soggiorno e' irregolare;

Vista la legge 15 dicembre 2011, n. 217, recante disposizioni per

l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia

alle Comunita' europee - Legge comunitaria 2010, ed in particolare

l'articolo 21, recante delega al Governo per l'attuazione, fra le

altre, della predetta direttiva 2009/52/CE, nonche' l'articolo 24

che, ai fini dell'esercizio delle deleghe, richiama l'applicazione,

in quanto compatibili, degli articoli 1 e 2 della legge 4 giugno

2010, n. 96, recante disposizioni per l'adempimento di obblighi

derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunita' europee -

Legge comunitaria 2009;

Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400, recante disciplina

dell'attivita' di Governo e ordinamento della Presidenza del

Consiglio dei Ministri;

Visto il testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina

dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al

decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive

modificazioni;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n.

394, e successive modificazioni, recante le norme di attuazione del

testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina

dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero;

Visto il decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, recante:

"Disciplina della responsabilita' amministrativa delle persone

giuridiche, delle societa' e delle associazioni anche prive di

personalita' giuridica, a norma dell'articolo 11 della legge 29

settembre 2000, n. 300";

Visto il decreto-legge 22 febbraio 2002, n. 12, convertito, con

modificazioni, dalla legge 23 aprile 2002, n. 73, recante

"Disposizioni urgenti per il completamento delle operazioni di

emersione di attivita' detenute all'estero e di lavoro irregolare" e

successive modificazioni ed integrazioni;

Visto il decreto legislativo 23 aprile 2004, n. 124, recante:

"Razionalizzazione delle funzioni ispettive in materia di previdenza

sociale e di lavoro, a norma dell'articolo 8 della legge 14 febbraio

2003, n. 30", e successive modificazioni;

Visto l'articolo 12 del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138,

convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148,

che ha introdotto l'articolo 603-bis del codice penale, recante il

reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro;

Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,

adottata nella riunione del 16 aprile 2012;

Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni della Camera dei

deputati e del Senato della Repubblica;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella

riunione del 6 luglio 2012;

Sulla proposta del Ministro per gli affari europei e del Ministro

del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con i Ministri

degli affari esteri, della giustizia, dell'economia e delle finanze,

dell'interno e per la cooperazione internazionale e l'integrazione;

Emana


il seguente decreto legislativo:

Art. 1


Modifiche al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286

1. Al testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina

dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al

decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, successive modificazioni,

sono apportate le seguenti modifiche:

a) all'articolo 22, dopo il comma 5, sono inseriti i seguenti:

"5-bis. Il nulla osta al lavoro e' rifiutato se il datore di

lavoro risulti condannato negli ultimi cinque anni, anche con

sentenza non definitiva, compresa quella adottata a seguito di

applicazione della pena su richiesta ai sensi dell'articolo 444 del

codice di procedura penale, per:

a) favoreggiamento dell'immigrazione clandestina verso

l'Italia e dell'emigrazione clandestina dall'Italia verso altri Stati

o per reati diretti al reclutamento di persone da destinare alla

prostituzione o allo sfruttamento della prostituzione o di minori da

impiegare in attivita' illecite;

b) intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro ai

sensi dell'articolo 603-bis del codice penale;

c) reato previsto dal comma 12.

5-ter. Il nulla osta al lavoro e', altresi', rifiutato ovvero,

nel caso sia stato rilasciato, e' revocato se i documenti presentati

sono stati ottenuti mediante frode o sono stati falsificati o

contraffatti ovvero qualora lo straniero non si rechi presso lo

sportello unico per l'immigrazione per la firma del contratto di

soggiorno entro il termine di cui al comma 6, salvo che il ritardo

sia dipeso da cause di forza maggiore. La revoca del nulla osta e'

comunicata al Ministero degli affari esteri tramite i collegamenti

telematici.";

b) All'articolo 22, dopo il comma 12, sono inseriti i seguenti:

"12-bis. Le pene per il fatto previsto dal comma 12 sono

aumentate da un terzo alla meta':

a) se i lavoratori occupati sono in numero superiore a tre;

b) se i lavoratori occupati sono minori in eta' non

lavorativa;

c) se i lavoratori occupati sono sottoposti alle altre

condizioni lavorative di particolare sfruttamento di cui al terzo

comma dell'articolo 603-bis del codice penale.

12-ter. Con la sentenza di condanna il giudice applica la

sanzione amministrativa accessoria del pagamento del costo medio di

rimpatrio del lavoratore straniero assunto illegalmente.

12-quater. Nelle ipotesi di particolare sfruttamento lavorativo

di cui al comma 12-bis, e' rilasciato dal questore, su proposta o con

il parere favorevole del procuratore della Repubblica, allo straniero

che abbia presentato denuncia e cooperi nel procedimento penale

instaurato nei confronti del datore di lavoro, un permesso di

soggiorno ai sensi dell'articolo 5, comma 6.

12-quinquies. Il permesso di soggiorno di cui al comma

12-quater ha la durata di sei mesi e puo' essere rinnovato per un

anno o per il maggior periodo occorrente alla definizione del

procedimento penale. Il permesso di soggiorno e' revocato in caso di

condotta incompatibile con le finalita' dello stesso, segnalata dal

procuratore della Repubblica o accertata dal questore, ovvero qualora

vengano meno le condizioni che ne hanno giustificato il rilascio.";

c) il comma 7 dell'articolo 22 e' abrogato;

d) all'articolo 24, comma 1, terzo periodo, le parole "di cui

all'articolo 22, comma 3" sono sostituite dalle seguenti: "di cui

all'articolo 22, commi 3, 5-bis e 5-ter".

2. I criteri per la determinazione e l'aggiornamento del costo

medio del rimpatrio cui commisurare la sanzione amministrativa

accessoria di cui al comma 12-ter dell'articolo 22 del decreto

legislativo n. 286 del 1998, come introdotto dal presente decreto,

sono stabiliti con decreto del Ministro dell'interno, di concerto con

i Ministri della giustizia, dell'economia e delle finanze e del

lavoro e delle politiche sociali. I proventi derivanti

dall'applicazione della predetta sanzione amministrativa accessoria

affluiscono all'entrata del bilancio dello Stato, per essere

successivamente riassegnati, nella misura del sessanta per cento al

fondo rimpatri di cui all'articolo 14-bis del citato decreto n. 286

del 1998 e per il residuo quaranta per cento al Fondo sociale per

occupazione e formazione di cui all'articolo 18, comma 1, del

decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con

modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, per la

realizzazione di interventi di integrazione sociale di immigrati e

minori stranieri non accompagnati.

3. Con decreto di natura non regolamentare dei Ministri

dell'interno e del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con

il Ministero dell'economia e delle finanze da adottare entro sessanta

giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto sono

determinati le modalita' e i termini per garantire ai cittadini

stranieri interessati le informazioni di cui all'articolo 6,

paragrafo 2, della direttiva 2009/52/CE.


Avvertenza:

Il testo delle note qui pubblicato e' stato redatto

dall'amministrazione competente per materia ai sensi

dell'articolo 10, commi 2 e 3 del testo unico delle

disposizioni sulla promulgazione delle leggi,

sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica

e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,

approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28

dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la

lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali

e' operato il rinvio. Restano invariati il valore e

l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti.

Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi di

pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita'

europee (GUCE)

Note alle premesse:

L'articolo 76 della Costituzione stabilisce che

l'esercizio della funzione legislativa non puo' essere

delegato al Governo se non con determinazione di principi e

criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per

oggetti definiti.

L'articolo 87 della Costituzione conferisce, tra

l'altro, al Presidente della Repubblica il potere di

promulgare le leggi e di emanare i decreti aventi valore di

legge ed i regolamenti.

La direttiva 2009/52/CE e' pubblicata nella G.U.U.E. 30

giugno 2009, n. L 168.

Il testo degli articoli 21 e 24 della legge 15 dicembre

2011, n. 217 (Disposizioni per l'adempimento di obblighi

derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunita'

europee legge comunitaria 2010), pubblicata nella Gazzetta

Ufficiale 2 gennaio 2012, n. 1, cosi' recita:

"Art. 21 (Delega al Governo per l'attuazione delle

direttive 2009/38/CE, relativa al comitato aziendale

europeo, 2009/50/CE e 2009/52/CE, in materia di lavoro dei

cittadini di paesi terzi).

Il Governo e' delegato ad adottare, entro il termine di

tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente

legge, su proposta del Presidente del Consiglio dei

ministri o del Ministro per le politiche europee e del

Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto

con i Ministri degli affari esteri, della giustizia,

dell'economia e delle finanze e dell'interno, uno o piu'

decreti legislativi per l'attuazione delle direttive

2009/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6

maggio 2009, riguardante l'istituzione di un comitato

aziendale europeo o di una procedura per l'informazione e

la consultazione dei lavoratori nelle imprese e nei gruppi

di imprese di dimensioni comunitarie (rifusione),

2009/50/CE del Consiglio, del 25 maggio 2009, sulle

condizioni di ingresso e soggiorno di cittadini di paesi

terzi che intendano svolgere lavori altamente qualificati,

e 2009/52/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18

giugno 2009, che introduce norme minime relative a sanzioni

e a provvedimenti nei confronti di datori di lavoro che

impiegano cittadini di paesi terzi il cui soggiorno e'

irregolare."

"Art. 24 (Disposizioni finali)

1. Nell'esercizio delle deleghe di cui alla presente

legge si applicano, in quanto compatibili, gli articoli 1 e

2 della legge 4 giugno 2010, n. 96. Gli schemi dei decreti

legislativi sono sempre trasmessi alla Camera dei deputati

e al Senato della Repubblica ai fini dell'acquisizione del

parere da parte delle competenti Commissioni parlamentari,

secondo le procedure di cui all'articolo 1 della medesima

legge.

2. Il decreto legislativo di cui all'articolo 7 e'

adottato entro sei mesi dalla data di entrata in vigore

della presente legge.

La presente legge, munita del sigillo dello Stato,

sara' inserita nella Raccolta ufficiale degli atti

normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a

chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come

legge dello Stato."

Il testo degli articoli 1 e 2 della legge 4 giugno

2010, n. 96 (Disposizioni per l'adempimento di obblighi

derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunita'

europee legge comunitaria 2009), pubblicata nella Gazzetta

Ufficiale 25 giugno 2010, n. 146, S.O., cosi' recita:

"Art. 1 (Delega al Governo per l'attuazione di

direttive comunitarie)

1. Il Governo e' delegato ad adottare, entro il termine

di recepimento indicato in ciascuna delle direttive

elencate negli allegati A e B, i decreti legislativi

recanti le norme occorrenti per dare attuazione alle

medesime direttive. Per le direttive elencate negli

allegati A e B, il cui termine di recepimento sia gia'

scaduto ovvero scada nei tre mesi successivi alla data di

entrata in vigore della presente legge, il Governo e'

delegato ad adottare i decreti legislativi di attuazione

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