Dell’abbonamento alla rivista di servizio sociale




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Art. 1

Autorizzazione alla ratifica

1. Il Presidente della Repubblica e' autorizzato a ratificare la

Convenzione penale sulla corruzione, fatta a Strasburgo il 27 gennaio

1999.


Art. 2

Ordine di esecuzione

1. Piena ed intera esecuzione e' data alla Convenzione di cui

all'articolo 1, di seguito denominata «Convenzione», a decorrere

dalla data della sua entrata in vigore in conformita' a quanto

disposto dall'articolo 32 della Convenzione stessa.


Art. 3

Autorita' centrale

1. In relazione alle norme contenute nel capitolo IV della

Convenzione, ai sensi di quanto previsto dall'articolo 29 della

Convenzione, e' autorita' centrale il Ministro della giustizia.


Art. 4

Clausola di invarianza

1. Dall'attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o

maggiori oneri a carico della finanza pubblica.


Art. 5


Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello

della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara' inserita

nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica

italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla

osservare come legge dello Stato.

Data a Roma, addi' 28 giugno 2012

Capitolo I- Terminologia


Traduzione non ufficiale


CONVENZIONE PENALE SULLA CORRUZIONE-

STRASBURGO, 27.1.1999


Preambolo

Gli Stati membri del Consiglio d'Europa e gli altri Stati firmatari

della presente Convenzione,

Considerando che lo scopo del Consiglio d'Europa e' di realizzare una

piu' stretta unione fra i suoi membri;

Riconoscendo l'importanza di rafforzare la cooperazione con gli altri

Stati firmatari della presente Convenzione;

Convinti della necessita' di perseguire a titolo prioritario una

politica penale comune volta a proteggere la societa' contro la

corruzione, mediante anche l'adozione di un' adeguata legislazione e

di adeguate misure preventive;

Sottolineando che la corruzione rappresenta una minaccia per la

preminenza del diritto, la democrazia ed i diritti dell'uomo, che

mina i' principi di corretta amministrazione, di equita' e di

giustizia sociale, distorce la concorrenza, ostacola lo sviluppo

economico, e mette a repentaglio la stabilita' delle istituzioni

democratiche e le fondamenta morali della societa';

Convinti che per essere efficace, la lotta contro la corruzione

richiede una collaborazione internazionale in materia penale,

intensificata, rapida ed adeguata;

Rallegrandosi per i recenti sviluppi che contribuiscono a migliorare

la consapevolezza e la cooperazione a livello internazionale nella

lotta contro la corruzione, ivi comprese le azioni condotte dalle

Nazioni Unite, dalla Banca mondiale, dal Fondo monetario

internazionale, dall'Organizzazione mondiale del Commercio,

dall'Organizzazione degli Stati americani, dall'OCSE e dall'Unione

europea;

Per quanto riguarda il Programma di azione contro la corruzione,

adottato dal Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa in novembre

1996, a seguito delle raccomandazioni della 19° Conferenza dei

ministri europei della giustizia (Valletta , 1994);

Rammentando in questo contesto quanto sia importante la

partecipazione degli Stati non membri alle attivita' del Consiglio

d'Europa contro la corruzione, e rallegrandosi per il loro prezioso

contributo alla messa in opera del Programma di azione contro la

corruzione;

Ricordando inoltre che la Risoluzione n° 1 adottata dai Ministri'

europei della giustizia nella loro 21° Conferenza (Praga, 1997)

invoca una rapida messa in opera del Programma di azione contro la

corruzione e raccomanda in modo particolare l'elaborazione di una

convenzione penale sulla corruzione, prevedendo l'incriminazione

coordinata dei reati di corruzione, una cooperazione rafforzata nei

procedimenti giudiziari contro tali reati ed un efficace sistema di

vigilanza aperto agli Stati membri ed agli Stati non membri a livello

di parita';

Tenendo a mente che i capi di Stato e di governo del Consiglio

d'Europa hanno deciso, in occasione del loro Secondo Vertice svoltosi

a Strasburgo il l O ed 11 ottobre 1997, di reperire risposte comuni

nei confronti delle sfide poste dall'estensione della corruzione; che

hanno adottato un Piano di azione volto a promuovere la cooperazione

nella lotta contro la corruzione, anche nelle sue collusioni con la

criminalita' organizzata ed il riciclaggio del denaro, che incarica

il Comitato dei Ministri di concludere con sollecitudine i lavori per

l'elaborazione di strumenti giuridici internazionali, in conformita'

al Programma di azione contro la corruzione;

Considerando inoltre che la Risoluzione (97) 24 relativa ai 20

Principi Guida per la lotta contro la corruzione, adottata il 6

novembre 1997 dal Comitato dei Ministri nella sua 101° sessione,

sottolinea l'esigenza di concludere rapidamente l'elaborazione di

strumenti giuridici internazionali, in esecuzione del Programma di

azione contro la corruzione;

Tenuto conto dell'adozione nella 102° sessione del Comitato dei

Ministri, il 4 maggio 1998, della Risoluzione (98) 7 recante

autorizzazione a creare l'Accordo parziale allargato sulla formazione

del « Gruppo di Stati contro la corruzione -GRECO » finalizzato a

potenziare la capacita' dei suoi membri di lottare contro la

corruzione, vigilando sull'attuazione dei loro impegni in questo

campo,

Hanno convenuto quanto segue:


Articolo 1- Terminologia

Ai fini della presente Convenzione :

a. l'espressione « agente pubblico » s'intende riferita alla

definizione di « funzionario », « pubblico ufficiale», « sindaco», «

ministro» o «giudice» nel diritto nazionale dello Stato in cui la

persona in oggetto esercita tale funzione e cosi' come e' applicata

nel suo diritto penale;

b. il termine « giudice » utilizzato nel capoverso a di cui sopra,

comprende i membri del Pubblico Ministero e le persone che esercitano

funzioni giudiziarie;

c. nel caso di azioni giudiziarie implicanti un agente pubblico di un

altro Stato, lo Stato che esercita l'azione puo' applicare la

definizione di agente pubblico solo in quanto detta definizione e'

compatibile con il suo diritto nazionale;

d. per «persona giuridica » s'intende qualsiasi ente avente tale

statuto ai sensi del diritto nazionale applicabile, eccettuati gli

Stati o altri enti pubblici nell'esercizio delle loro prerogative di

potenza pubblica e le organizzazioni internazionali pubbliche.


Capitolo II- Misure da adottare a livello nazionale


Articolo 2 - Corruzione attiva di agenti pubblici nazionali.

Ciascuna Parte adotta i provvedimenti legislativi e di altro tipo che

si rivelano necessari per configurare in quanto reato in conformita'

al proprio diritto interno, quando l'atto e' stato commesso

intenzionalmente, il fatto di proporre, offrire o dare, direttamente

o indirettamente qualsiasi indebito vantaggio ad uno dei suoi agenti

pubblici sia per se stesso o per altra persona, affinche' compia o si

astenga dal compiere un atto nell'esercizio delle sue funzioni.


Articolo 3 - Corruzione passiva di agenti pubblici nazionali

Ciascuna Parte adotta i provvedimenti legislativi e di altro tipo che

si rivelano necessari per configurare in quanto reato in conformita'

al proprio diritto interno, quando l'atto e' stato commesso

intenzionalmente, il fatto per uno dei suoi agenti pubblici di

sollecitare o di ricevere, direttamente o indirettamente, qualsiasi

indebito vantaggio per se stesso o per altra persona, o di accettarne

l'offerta o la promessa per compiere o astenersi dal compiere un atto

nell'esercizio delle sue funzioni.


Articolo 4 - Corruzione di membri di assemblee pubbliche nazionali

Ciascuna Parte adotta i provvedimenti legislativi e di altro tipo che

si rivelano necessari per configurare in quanto reati in conformita'

al proprio diritto interno, gli atti di cui agli articoli 2 e 3

quando vi e' coinvolto qualsiasi componente di un' assemblea pubblica

nazionale che esercita poteri legislativi o amministrativi.


Articolo 5 - Corruzione di agenti pubblici stranieri.

Ciascuna Parte adotta i provvedimenti legislativi e di altro tipo che

si rivelano necessari per configurare in quanto reati in conformita'

al proprio diritto interno, gli atti di cui agli articoli 2 e 3

quando vi e' coinvolto un agente pubblico di un altro Stato.


Articolo 6 - Corruzione di membri di assemblee pubbliche straniere

Ciascuna Parte adotta i provvedimenti legislativi e di altro tipo che

si rivelano necessari per configurare in quanto reati in conformita'

al proprio diritto interno, gli atti di cui agli articoli 2 e 3

quando vi e' coinvolto qualsiasi componente di un'assemblea pubblica

che esercita i poteri legislativi o amministrativi di un altro Stato.


Articolo 7 - Corruzione attiva nel privato

Ciascuna Parte adotta i provvedimenti legislativi e di altro tipo che

si rivelano necessari per configurare in quanto reato in conformita'

al proprio diritto interno, quando l'atto e' stato commesso

intenzionalmente nell'ambito di un'attivita' commerciale, il fatto di

promettere, offrire o dare direttamente o indirettamente qualsiasi

indebito vantaggio ad una persona che dirige un ente privato o vi

lavora, per se' stessa o per altra persona affinche' compia o si

astenga dal compiere un atto, cio' in trasgressione dei suoi doveri.


Articolo 8 - Corruzione passiva nel privato

Ciascuna Parte adotta i provvedimenti legislativi e di altro tipo che

si rivelano necessari per configurare in quanto reato in conformita'

al proprio diritto interno, quando l'atto e' stato commesso

intenzionalmente nell'ambito di un'attivita' commerciale, il fatto

per ogni persona che dirige un ente privato o vi lavora, di

sollecitare o ricevere direttamente o tramite terzi, qualsiasi

indebito vantaggio o di accettarne l'offerta o la promessa, per se'

stessa o per altra persona al fine di compiere o astenersi dal

compiere un atto, cio' in trasgressione dei suoi doveri.


Articolo 9 - Corruzione di funzionari internazionali

Ciascuna Parte adotta i provvedimenti legislativi e di altro tipo che

si rivelano necessari per configurare in quanto reato in conformita'

al proprio diritto interno, gli atti di cui agli articoli 2 e 3

quando vi sono coinvolti funzionari o agenti a contratto ai sensi

dello statuto degli agenti, appartenenti ad un'organizzazione

pubblica internazionale o sovranazionale di cui la Parte e' membro,

nonche' ogni altra persona distaccata o meno presso tale

organizzazione, che esercita funzioni equivalenti a quelle di tali

funzionari o agenti


Articolo 10 - Corruzione di membri di assemblee parlamentari

internazionali

Ciascuna Parte adotta i provvedimenti legislativi e di altro tipo che

si rivelano necessari per configurare in quanto reato in conformita'

al proprio diritto interno, gli atti di cui all'articolo 4, quando vi

e' coinvolto qualsiasi componente di un' assemblea parlamentare o di'

un'organizzazione internazionale o sovranazionale di cui la Parte e'

membro.


Articolo 11 - Corruzione di giudici e di agenti di tribunali

internazionali

Ciascuna Parte adotta i provvedimenti legislativi e di altro tipo che

si rivelano necessari per configurare in quanto reato in conformita'

al proprio diritto interno, gli atti di cui agli articoli 2 e 3

quando vi e' coinvolto chiunque eserciti funzioni giudiziarie in un

tribunale internazionale la cui competenza e' accettata dalla Parte,

o qualsiasi funzionario di cancelleria di tale tribunale.


Articolo 12 - Malversazione

Ciascuna Parte adotta i provvedimenti legislativi e di altro tipo che

si rivelano necessari per configurare in quanto reato in conformita'

al proprio diritto interno quando l'atto e' stato commesso

intenzionalmente, il fatto di proporre, offrire o dare, direttamente

o indirettamente qualsiasi indebito vantaggio a titolo di

rimunerazione a chiunque dichiari o confermi di essere in grado di

esercitare un'influenza sulle decisioni delle persone indicate agli

articoli 2, 4 a 6 e 9 ad 11, a prescindere che l'indebito vantaggio

sia per se stesso o per altra persona, come pure il fatto di

sollecitare, di ricevere, o di accettarne l'offerta o la promessa di

rimunerazione per tale influenza, a prescindere che quest'ultima sia

o meno esercitata o che produca o meno il risultato auspicato.


Articolo 13 - Riciclaggio del prodotto dei reati di corruzione

Ciascuna Parte adotta i provvedimenti legislativi e di altro tipo che

si rivelano necessari per configurare in quanto reato in conformita'

al proprio diritto interno, gli atti menzionati nella Convenzione del

Consiglio d'Europa relativa al riciclaggio, al reperimento, al

sequestro ed alla confisca dei prodotti del reato (STE n° 141),

articolo 6, paragrafi I e 2, alle condizioni ivi previste, quando il

reato principale e' costituito da una delle infrazioni determinate ai

sensi degli articoli 2 a 12 della presente Convenzione, a patto che

la Parte non abbia formulato riserve o dichiarazioni riguardo a tali

infrazioni o non le consideri come reati gravi in relazione alla

legislazione relativa al riciclaggio del denaro.


Articolo 14 - Reati in materia di contabilita'

Ciascuna Parte adotta i provvedimenti legislativi e di altro tipo che

si rivelano necessari per configurare in quanto reati passibili di

sanzioni penali o di altri tipi di sanzioni in conformita' al suo

diritto interno, qualora siano commessi intenzionalmente, i seguenti

atti o omissioni miranti a commettere, dissimulare o occultare i

reati di cui agli articoli da 2 a 12, quando la Parte non abbia

formulato riserve o dichiarazioni :

a. compilare o utilizzare una fattura o altro documento contabile

contenente dati falsi o incompleti;

b. omettere illecitamente di contabilizzare un versamento;


Articolo 15 - Atti di compartecipazione

Ciascuna Parte adotta i provvedimenti legislativi e di altro tipo che

si rivelano necessari per configurare in quanto reato in conformita'

al proprio diritto interno, ogni atto di complicita' di uno dei reati

stabiliti in forza della presente Convenzione.


Articolo 16 - Immunita'

Le disposizioni della presente Convenzione non pregiudicano le

disposizioni di qualsiasi trattato, protocollo o statuto nonche' dei

loro testi applicativi, per quanto concerne l'abrogazione

dell'immunita'


Articolo 17 - Competenza

1 Ciascuna Parte adotta i provvedimenti legislativi e di altro tipo

che si rivelano necessari per stabilire la propria competenza

relativamente ad un reato determinato ai sensi degli articoli da 2 a

14 della presente Convenzione quando:

a il reato e' commesso interamente o in parte sul suo territorio;

b l'autore del reato e' un cittadino di detta Parte, uno dei suoi

agenti pubblici o uno dei suoi membri di assemblee pubbliche

nazionali;

c il reato coinvolge uno dei suoi agenti pubblici o membri di sue

assemblee pubbliche nazionali o ogni altra persona di cui agli

articoli da 9 a 11 che e' al contempo suo cittadino;

2 Ciascuno Stato puo', al momento della firma o del deposito del suo

strumento di ratifica, di accettazione, di approvazione o di

adesione, specificare in una dichiarazione inviata al Segretario

Generale del Consiglio d'Europa che si riserva il diritto di non

applicare, o di applicare solo in taluni casi o condizioni

specifiche, le regole di competenza definite al par. l b e c del

presente articolo o una parte qualsiasi di detti paragrafi.

3 Quando una Parte si prevale della possibilita' di riserva prevista

al par. 2 del presente articolo, essa adotta le misure necessarie per

stabilire la propria competenza relativamente ai reati determinati ai

sensi della presente Convenzione, quando il presunto autore del reato

e' presente sul suo territorio e non puo' essere estradato verso

un'altra Parte solamente in base alla sua nazionalita' , dopo una

richiesta di estradizione.

4 La presente Convenzione non esclude l'esercizio, ad opera di una

Parte, di una competenza penale stabilita in conformita' al suo

diritto interno.


Articolo 18 - Responsabilita' delle persone giuridiche

1 Ciascuna Parte prende le iniziative legislative e di altro tipo

rivelatesi necessarie per assicurare che persone giuridiche possano

essere ritenute responsabili dei reati di corruzione attiva, di

malversazione e di riciclaggio di capitali, determinati ai sensi

della presente Convenzione, quando siano commessi per loro conto da

un individuo sia in quanto singolo, sia come componente di un organo

della persona giuridica in questione, il quale ha poteri direttivi

nell'ambito della stessa, come segue:

- potere di rappresentanza della persona giuridica; oppure

- autorita' a prendere decisioni a nome della persona giuridica;

oppure

- autorita' ad esercitare controlli nell'ambito della persona

giuridica;

come pure della partecipazione di tale individuo in qualita' di

complice o istigatore alla perpetrazione dei reati sopra menzionati.

2 A prescindere dai casi gia' previsti al capoverso 1, ciascuna Parte

prende i provvedimenti necessari per garantire che una persona

giuridica possa essere considerata responsabile, quando l'omissione

di sorveglianza o di controllo da parte dell'individuo di' cui al

par. 1, ha reso possibile la perpetrazione dei reati menzionati al

par. I per conto di detta persona giuridica, ad opera di una persona

fisica sottoposta alla sua autorita'.

3 La responsabilita' della persona giuridica in forza dei paragrafi 1

e 2 non esclude azioni penali contro le persone fisiche che

commettono, istigano o si rendono complici dei reati di cui al par.

1.


Articolo 19 - Sanzioni e misure

1 In considerazione della gravita' dei reati determinati in forza

della presente Convenzione ciascuna Parte prevede, per quanto

riguarda i reati determinati in conformita' agli articoli da 2 a 14,

sanzioni e misure efficaci, proporzionate e dissuasive ivi comprese,

quando i reati sono commessi da persone fisiche, sanzioni privative

di liberta' che possono dar luogo all'estradizione.

2 Ciascuna Parte si accerta che in caso di responsabilita'

determinata in forza dell'articolo 18, paragrafi 1 e 2, le persone

fisiche siano passibili di sanzioni efficaci, proporzionate e

dissuasive a carattere penale o non penale, comprese le sanzioni

pecuniarie

3 Ciascuna Parte prende le iniziative legislative e di altro tipo che

si rivelano necessarie per consentirle di confiscare o di sequestrare

in altro modo gli strumenti ed i prodotti dei reati determinati ai

sensi della presente Convenzione, oppure i beni il cui valore

corrisponde a tali prodotti.


Articolo 20 - Autorita' specializzate

Ciascuna Parte prende le misure che si rivelano necessarie per la

specializzazione di persone od enti nella lotta contro la corruzione.

Tali persone disporranno dell'indipendenza necessaria, nell'ambito

dei principi fondamentali dell'ordinamento della Parte, per

esercitare le loro funzioni efficacemente e senza alcuna pressione

illecita. Le Parti si accertano che il personale di tali enti

disponga di una formazione e di risorse finanziarie adeguate alle

funzioni che svolgono.


Articolo 21 - Cooperazione fra autorita' nazionali

Ciascuna Parte prende le misure appropriate che si rivelano

necessarie per accertarsi che le autorita' pubbliche, come pure ogni

agente pubblico, cooperino in conformita' con il diritto nazionale,

con le autorita' incaricate di investigare e di svolgere azioni

giudiziarie per i reati :

a informando di propria iniziativa tali autorita', qualora vi

siano motivi ragionevoli di ritenere che e' stato commesso uno dei

reati stabiliti in forza degli articoli 2 a 14;

oppure

b fornendo, a richiesta, alle autorita' in oggetto, tutte le

informazioni necessarie.


Articolo 22 - Protezione dei collaboratori di giustizia e dei

testimoni

Ciascuna Parte prende le misure legislative e di altro tipo che si

rivelano necessarie per garantire una protezione effettiva ed

adeguata:

a alle persone che forniscono informazioni relative a reati

determinati ai sensi degli articoli 2 a 14, o che collaborano in

qualsiasi altro modo con le autorita' incaricate di investigazioni o

azioni giudiziarie;

b ai testimoni che rendono una deposizione su tali reati.


Articolo 23 - Misure volte ad agevolare la raccolta di prove ed il

sequestro dei prodotti

1. Ciascuna Parte prende le misure legislative e di altro tipo, ivi

comprese quelle che consentono l'uso di tecniche investigative

particolari in conformita' alla legislazione nazionale, che si

rivelano necessarie per agevolare la raccolta di prove relative ai

reati determinati ai sensi degli articoli 2 a 14, e che le permettono

di individuare, ricercare, congelare e sequestrare gli strumenti ed i

prodotti della corruzione o dei beni il cui valore corrisponde a tali

prodotti, e che sono suscettibili di essere oggetto di misure ai

sensi del paragrafo 3 dell'articolo 19 della presente Convenzione.

2. Ciascuna Parte prende le misure legislative e di altro tipo che si

rivelano necessarie per conferire ai suoi tribunali o autorita'

competenti il potere di ordinare la trasmissione o il sequestro dei

suoi fascicoli bancari, finanziari o commerciali in vista di attuare

le misure di cui al paragrafo 1 del presente articolo.

3. Il segreto bancario non costituisce ostacolo alle misure definite

ai paragrafi 1 e 2 del presente articolo.


Capitolo III - Controlli sull'attuazione


Articolo 24 - Controllo

Il Gruppo di Stati contro la corruzione (GRECO) si accerta che le

Parti mettano in opera la presente Convenzione.


Capitolo IV - Cooperazione internazionale


Articolo 25 - Principi generali e misure che si applicano alla

cooperazione internazionale.

1 Le Parti si prestano per quanto possibile la piu' ampia

cooperazione reciproca in conformita' alle norme degli strumenti

internazionali rilevanti per la cooperazione internazionale in

materia penale o alle intese convenute sulla base di legislazioni

uniformi o reciproche, e del loro diritto nazionale, ai fini di

investigazioni e procedure relative ai reati che dipendono dalla

sfera di' applicazione della presente Convenzione.

2 Se nessun strumento internazionale o intesa fra quelli di cui al

par. 1 precedente e' in vigore fra le Parti, si applicano gli

articoli da 26 a 31 del presente capitolo.

3 Inoltre si applicano gli articoli 26 a 31 del presente capitolo

quando sono piu' favorevoli delle disposizioni contenute negli

strumenti internazionali o nelle intese di cui al par.1 precedente.


Articolo 26 - Assistenza reciproca

1. Le Parti si prestano reciprocamente la piu' ampia assistenza

possibile per trattare senza indugio i ricorsi emanati da autorita'

abilitate, ai sensi delle loro leggi nazionali, ad indagare ed a

procedere in giudizio contro i reati che rientrano nella sfera di

applicazione della presente Convenzione.

2. L'assistenza reciproca ai sensi del par. I del presente articolo

puo' essere rifiutata se la Parte richiesta considera che il fatto di

soddisfare la domanda potrebbe pregiudicare i suoi interessi

fondamentali, la sovranita' nazionale, la sicurezza nazionale o

l'ordine pubblico.

3. Le Parti non possono invocare il segreto bancario per giustificare

il loro rifiuto di cooperare ai sensi del presente capitolo. Quando

il suo diritto interno lo prevede, la Parte interessata puo' esigere

che una richiesta di cooperazione implicante l'abrogazione del

segreto bancario sia autorizzata sia da un giudice sia da altra

autorita' giudiziaria, compreso il Pubblico Ministero, tali autorita'

aventi competenza ad agire in materia di reati.


Articolo 27 - Estradizione

1 I reati che rientrano nella sfera di applicazione della presente

Convenzione sono considerati inclusi in ogni trattato di estradizione

in vigore fra le Parti in quanto reati che danno luogo

all'estradizione. Le Parti s'impegnano ad includere questi reati in

ogni trattato di estradizione che stipuleranno, in quanto reati che

danno luogo ad estradizione.

2 Se una Parte che subordina l'estradizione all'esistenza di un

trattato riceve una richiesta di estradizione da una Parte con la

quale non ha stipulato un tale trattato, essa puo' considerare la

presente Convenzione come base legale per l'estradizione per tutti i

reati determinati in conformita' alla presente Convenzione.

3 Le Parti che non subordinano l'estradizione all'esistenza di un

trattato, riconoscono i reati determinati in conformita' alla

presenta Convenzione in quanto reati che danno luogo ad estradizione.

4 L'estradizione e' subordinata alle condizioni previste dal diritto

della Parte richiesta o dai trattati di estradizione applicabili, ivi

compresi i motivi per i quali la Parte richiesta puo' rifiutare

l'estradizione.

5 Se l'estradizione domandata in ragione di un reato determinato in

conformita' alla presente Convenzione, e' rifiutata unicamente sulla

base della nazionalita' della persona che e' oggetto della domanda,

oppure perche' la Parte richiesta si considera competente in materia,

quest'ultima Parte sottopone il caso alle sue autorita' competenti ai

fini di un'azione giudiziaria, salvo se altre disposizioni siano

state convenute con la Parte richiedente e la informa tempestivamente

del risultato definitivo.


Articolo 28 - Informazioni spontanee

Fatte salve le proprie investigazioni o procedure una Parte puo',

senza domanda preliminare, comunicare ad un'altra Parte informazioni

sui fatti, qualora consideri che la divulgazione di queste

informazioni potrebbe aiutare la Parte destinataria ad iniziare, o ad

effettuare indagini o azioni legali per i reati determinati ai sensi

della presente Convenzione, oppure potrebbe dare il via ad un ricorso

di tale Parte, ai sensi del presente capitolo.


Articolo 29 - Autorita' centrale

Le Parti designano un'autorita' centrale, o se del caso piu'

autorita' centrali incaricate di inviare le domande formulate ai

sensi del presente capitolo, di rispondervi, di eseguirle e di

trasmetterle alle autorita' aventi competenza per eseguirle.

2Ciascuna Parte comunica al Segretario Generale del Consiglio

d'Europa al momento della firma o del deposito del suo strumento di

ratifica, di accettazione, di approvazione o di adesione, la

denominazione e l'indirizzo delle autorita' designate in attuazione

del paragrafo 1 del presente articolo.


Articolo 30 - Corrispondenza diretta

1 Le autorita' centrali comunicano direttamente tra di loro

2 In caso di emergenza, la richiesta di assistenza reciproca o le

relative comunicazioni possono essere inviate direttamente dalle

autorita' giudiziarie, compreso il Pubblico Ministero, della Parte

richiedente a tali autorita' della Parte richiesta. In tal caso una

copia sara' inviata contemporaneamente all'autorita' centrale della

Parte richiesta tramite l'autorita' centrale della Parte richiedente.

3 Ogni domanda o comunicazione formulata in attuazione dei paragrafi

I e 2 del presente articolo puo' essere presentata tramite

l'Organizzazione internazionale di polizia criminale (INTERPOL).

4. Se una richiesta e' presentata ai sensi del par. 2 del presente

articolo e se l'autorita' investita non e' competente a darvi seguito

essa la trasmette all'autorita' competente del suo paese e ne informa

direttamente la Parte richiedente.

5. Le domande o comunicazioni presentate ai sensi del par.2 del

presente capitolo che non implicano misure coercitive, possono essere

trasmesse direttamente dall'autorita' competente della Parte

richiedente all'autorita' competente della Parte richiesta.

6. Ciascuno Stato puo', al momento della firma o del deposito del suo

strumento di ratifica, di accettazione, di approvazione o di adesione

comunicare al Segretario generale del Consiglio d'Europa che per

scrupolo di efficacia, le richieste formulate in applicazione di

questo capitolo devono essere indirizzate alla sua autorita'

centrale.


Articolo 31 - Informazione

La Parte richiesta informa senza indugio la Parte richiedente circa

il seguito dato sollecitamente ad una richiesta formulata ai sensi

del presente capitolo ed il risultato definitivo. La Parte richiesta

informa altresi' senza indugio la Parte richiedente di tutte le

circostanze che rendono impossibile l'esecuzione delle misure

sollecitate o che rischiano di ritardarla notevolmente.


Capitolo V- Disposizioni finali


Articolo 32 - Firma ed entrata in vigore

La presente Convenzione e' aperta alla firma degli Stati membri del

Consiglio d'Europa e degli Stati non membri che hanno partecipato

alla sua elaborazione.Questi Stati possono esprimere il loro consenso

a divenire parte alla Convenzione mediante:

a firma senza riserva di ratifica, di accettazione o di

approvazione; oppure

b firma con riserva di ratifica, di accettazione o di

approvazione, seguita da ratifica, accettazione o approvazione.

2 Gli strumenti di ratifica, di accettazione o di approvazione

saranno depositati presso il Segretario Generale del Consiglio

d'Europa.

3 La presente Convenzione entra in vigore il primo giorno del mese

successivo allo scadere di' un periodo di tre mesi dopo la data in

cui quattordici Stati avranno espresso il loro consenso a far parte

della Convenzione in conformita' alle disposizioni del paragrafo 1.

Uno Stato che non e' membro del Gruppo di Stati contro la corruzione

(GRECO ) al momento della ratifica, lo diverra' automaticamente alla

data di entrata in vigore della presente Convenzione.

4 Per ogni Stato firmatario che esprimera' in seguito il suo consenso

a far parte della Convenzione, quest'ultima entrera' in vigore il

primo giorno del mese successivo allo scadenza di un periodo di tre

mesi dopo la data di manifestazione del suo consenso a far parte

delle Convenzione secondo le disposizioni del paragrafo 1. Uno Stato

firmatario che non e' membro del Gruppo di Stati contro la corruzione

(GRECO) al momento della ratifica, lo diverra' automaticamente il

giorno dell'entrata in vigore della presente Convenzione nei suoi

confronti.


Articolo 33 - Adesione alla Convenzione

Dopo l'entrata in vigore della presente Convenzione, il Comitato dei

Ministri del Consiglio d'Europa potra', dopo aver consultato gli

Stati contraenti alla Convenzione, invitare la Comunita' Europea

nonche' ogni Stato non membro del Consiglio che non ha partecipato

alla sua elaborazione, ad aderire alla presente Convenzione mediante

una decisione presa con la maggioranza prevista all'articolo 20.d

dello Statuto del Consiglio d'Europa ed all'unanimita' dei

rappresentanti degli Stati contraenti aventi diritto di partecipare

al Comitato dei Ministri

2 Per la Comunita' europea e per ogni Stato aderente, la Convenzione

entra in vigore il primo giorno del mese successivo allo scadere di

un periodo di tre mesi dopo la data di deposito dello strumento di

adesione presso il Segretario Generale del Consiglio d'Europa. La

Comunita' europea ed ogni Stato aderente diverranno automaticamente

membri del GRECO, qualora non lo siano gia' al momento dell'adesione,

il giorno dell'entrata in vigore della presente Convenzione nei loro

confronti.


Articolo 34 - Applicazione territoriale

1 Ogni Stato potra', al momento della firma o al momento del deposito

del proprio strumento di ratifica, di accettazione, di approvazione o

di adesione, designare il territorio o i territori cui la presente

Convenzione si applichera'.

2 Ogni Parte potra' in qualsiasi altro momento in seguito, mediante

una dichiarazione indirizzata al Segretario Generale del Consiglio

d'Europa, estendere l'applicazione della presente Convenzione ad ogni

altro territorio designato nella dichiarazione La Convenzione entra

in vigore nei confronti di detto territorio il primo giorno del mese

successivo alla scadenza di un periodo di tre mesi dopo la data di

ricevimento di detta dichiarazione da parte del Segretario Generale.

3 Ogni dichiarazione effettuata ai sensi dei due paragrafi precedenti

potra' essere ritirata, per quanto concerne ogni territorio designato

in detta dichiarazione, per mezzo, di una notifica indirizzata al

Segretario Generale del Consiglio d'Europa. Il ritiro avra' effetto

il primo giorno del mese successivo allo scadenza di un periodo di

tre mesi dopo la data di ricevimento di detta notifica da parte del

Segretario Generale.


Articolo 35 - Relazioni con altre convenzioni ed accordi

1 La presente Convenzione non pregiudica i diritti e gli obblighi

derivanti da Convenzioni internazionali multilaterali concernenti

particolari questioni.

2 Le Parti alla Convenzione potranno stipulare tra di esse accordi

bilaterali o multilaterali relativi alle questioni regolamentate

dalla presente Convenzione, ai fini di completare o rafforzare le

disposizioni di quest'ultima o per facilitare l'applicazione dei

principi che essa sancisce.

3 Quando due o piu' Parti hanno gia' stipulato un accordo o un

trattato su un argomento previsto nella presente Convenzione, o hanno

gia' disposto quali saranno le loro relazioni al riguardo, esse

avranno facolta' di applicare tale accordo, trattato o intesa in

luogo della presente Convenzione, nella misura in cui ne viene

agevolata la cooperazione internazionale.


Articolo 36 - Dichiarazioni

Ogni Stato puo', al momento della firma o al momento del deposito del

proprio strumento di ratifica, di accettazione, di approvazione o di

adesione, dichiarare che configura in quanto reato la corruzione

attiva e passiva di agenti pubblici stranieri ai sensi dell'articolo

5, di funzionari internazionali ai sensi dell'articolo 9 oppure di

giudici e di agenti di tribunali internazionali ai sensi

dell'articolo 11, ma unicamente nella misura in cui l'agente pubblico

o il giudice, compie o si astiene dal compiere un atto in violazione

dei suoi doveri ufficiali.


Articolo 37 - Riserve

1 Ogni Stato puo', al momento della firma o al momento del deposito

del proprio strumento di ratifica, di accettazione, di approvazione o

di adesione, dichiarare che non configura in quanto reati in

conformita' al suo diritto interno, in tutto o in parte, gli atti di

cui agli articoli 4, 6 a 8, 10 e 12 o i reati di corruzione passiva

di cui all'articolo 5.

2 Ogni Stato puo' al momento della firma o al momento del deposito

del proprio strumento di ratifica, di accettazione, di approvazione,

o di adesione, dichiarare che si avvale della riserva figurante

all'articolo 17, par. 2.

3 Ogni Stato puo', al momento della firma o al momento del deposito

del proprio strumento di ratifica, di accettazione, di approvazione o

di adesione dichiarare che puo' rifiutare una richiesta di reciproca

assistenza giudiziaria ai sensi dell'articolo 26, par. 1 qualora la

domanda riguardi un reato che la Parte richiesta considera delitto

politico.

4 Uno Stato non puo', in applicazione dei paragrafi 1,2 e 3 del

presente articolo, formulare riserve a piu' di cinque disposizioni

menzionate in detti paragrafi. Nessuna ulteriore riserva e' ammessa.

Le riserve della stessa natura relative agli articoli 4, 6 e 10

saranno considerate come una sola riserva.


Articolo 38 - Validita' ed esame delle dichiarazioni e delle riserve

1 Le dichiarazioni previste all'articolo 36 e le riserve previste

all'articolo 37 hanno validita' di tre anni a decorrere dal primo

giorno dell'entrata in vigore della Convenzione per Io Stato

interessato. Tuttavia, queste riserve possono essere rinnovate per

periodi aventi la stessa durata.

2 Dodici mesi prima della scadenza della dichiarazione o riserva, il

Segretario Generale del Consiglio d'Europa informa lo Stato

interessato di tale scadenza. Tre mesi prima della data di' scadenza,

lo Stato notifica al Segretario Generale il suo intento di mantenere,

modificare o ritirare la dichiarazione o la riserva. Se cio' non

avviene, il Segretario Generale informa questo Stato che la sua

dichiarazione o riserva e' automaticamente prorogata per un periodo

di sei mesi. Se lo Stato interessato non notifica la sua decisione di

mantenere o modificare le sue riserve prima dello scadenza di detto

periodo, la riserva o le riserve decadono automaticamente.

3 Quando una Parte esprime una dichiarazione o una riserva in

conformita' agli articoli 36 e 37, prima di rinnovarla o su

richiesta, essa deve fornire spiegazioni al GRECO circa i motivi che

giustificano il mantenimento della stessa.


Articolo 39 - Emendamenti

Possono essere proposti da ciascuna Parte emendamenti alla presente

Convenzione; ogni proposta di emendamento sara' comunicata dal

Segretario Generale del Consiglio d'Europa agli Stati membri del

Consiglio d'Europa e ad ogni Stato non membro che ha aderito o che e'

stato invitato ad aderire alla presente Convenzione, in conformita'

alle disposizioni dell'articolo 33.

2 Ogni proposta di emendamento presentata da una Parte e' comunicata

al Comitato europeo per le questioni penali (CDPC) che sottopone al

Comitato dei Ministri il suo parere sulla proposta di emendamento.

3 Il Comitato dei Ministri esamina la proposta di emendamento ed il

parere sottoposto dal CDPC, e previa consultazione degli Stati non

membri della presente Convenzione puo' adottare l'emendamento.

4 Il testo di ogni emendamento adottato dal Comitato dei Ministri in

conformita' al capoverso 3 del presente articolo e' trasmesso alle

Parti per accettazione.

5 Ogni emendamento adottato in conformita' al paragrafo 3 del

presente articolo entra in vigore il terzo giorno dopo che tutte le

Parti avranno comunicato al Segretario generale di averlo accettato.


Articolo 40 - Soluzione delle controversie

1 Il Comitato europeo per le questioni penali del Consiglio d'Europa

sara' costantemente informato dell'interpretazione e

dell'applicazione della presente Convenzione.

2 In caso di controversia fra le Parti sull'interpretazione o

applicazione della presente Convenzione, le Parti fanno ogni sforzo

per pervenire ad una soluzione della controversia per via negoziale o

con ogni altro mezzo pacifico di loro scelta, quale la presentazione

della controversia al Comitato europeo per le questioni penali, o ad

un tribunale arbitrale che prendera' decisioni vincolanti per le

Parti alla controversia, o alla Corte internazionale di giustizia,

sulla base di un accordo comune fra le Parti in causa.


Articolo 41 - Denuncia

1 Ogni Parte puo', in qualsiasi momento, denunciare la presente

Convenzione per mezzo di una notifica inviata al Segretario Generale

del Consiglio d'Europa

2 La denuncia ha effetto il primo giorno del mese successivo alla

scadenza di un periodo di tre mesi dopo la data in cui il Segretario

Generale ha ricevuto la notifica.


Articolo 42 - Notifiche

Il Segretario Generale del Consiglio d'Europa notifica agli Stati

membri del Consiglio d'Europa, e ad ogni Stato che ha aderito alla

presente Convenzione:

a ogni firma;

b il deposito di ogni strumento di ratifica, di accettazione, di

approvazione o di adesione;

c ogni data di entrata in vigore della presente Convenzione in

conformita' agli articoli 32 e 33 della stessa;

d ogni dichiarazione o riserva in forza dell'articolo 36 o

dell'articolo 37;

e ogni altro atto, notifica o comunicazione inerente alla presente

Convenzione.

In fede di che, i sottoscritti, debitamente autorizzati a tal fine

hanno firmato la presente Convenzione.

Fatto a Strasburgo, il 27 gennaio 1999, in francese ed in inglese,

entrambi i testi facenti ugualmente fede, in un unico esemplare che

sara' depositato negli archivi del Consiglio d'Europa. Il Segretario

Generale del Consiglio d'Europa fara' pervenire una copia certificata

conforme a ciascuno degli Stati membri del Consiglio d'Europa, ad

ogni Stato non membro che ha partecipato all'elaborazione della

Convenzione, e ad ogni Stato invitato ad aderirvi.






LEGGE 28 giugno 2012, n. 112







Ratifica ed esecuzione della Convenzione civile sulla corruzione, fatta a Strasburgo il 4 novembre 1999. (12G0129) (GU n. 174 del 27-7-2012 )
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