Il paese che resiste raccontato dalle pagine di Liberazione




НазваниеIl paese che resiste raccontato dalle pagine di Liberazione
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Дата27.09.2012
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ТипДокументы
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LOTTE OPERAIE


DIZIONARIO


DEI LAVORATORI

IN LOTTA


Il paese che resiste raccontato dalle
pagine di Liberazione



Circolo Che Guevara

via Fontanellato 69 - Tel/Fax 06.5404393

www.prcguevara.net

PARTITO della

RIFONDAZIONE COMUNISTA

INDICE

ADELCHI 1

AGC 2

AGRICOLTURA 4

ALCATEL 5

ALCOA 7

ALFA ROMEO 11

ALMAVIVA CONTACT 13

ALSAFIL 14

ALSTOM 15

AMA 16

ARANCIA METALMECCANICA 17

ASSICURAZIONI GENERALI 18

AUTOTRASPORTO 21

BANCHE 24

BASELL 26

BENETTON 26

BERNI 28

BIALETTI 30

BPW ITALIA 32

BULLERI BREVETTI 34

BURGO 37

CARBOSULCIS 38

CARREFOUR 39

CATERPILLAR 44

CECCONI 45

C-GLOBAL 46

CNR 47

COCA COLA 48

COMDATA 49

CONTINENTAL GRAND HOTEL 50

COOP 51

COOPOLIS 53

CRM-LOGINT 54

DIAL FACE 55

DI. MA COSTRUZIONI 56

DELTA 57

EATON 58

EFFEBIEFFE 61

ELECTROLUX 62

EMIL GEN 63

ERLA 63

EURALLUMINA 64

EUTELIA 67

FERROSUD 80

FIAT 81

FINCANTIERI 91

FIREMA 99

FLENCO 100

FONSAPA 101

GATORADE 103

GFE 104

GLAXO 105

GRAZIANO OERLIKON 106

GRIMECA 107

IDEAL STANDARD 108

ILVA 113

INDESIT 116

INNOVA SERVICE 121

INNSE 121

INPS 136

ISPELS 137

ISPRA 138

ITALTEL 142

IVECO 142

KROTON GRES 2000 143

LA PERLA 145

LASME 146

LINEA LEGNO 151

MAFLOW 151

MANULI RUBBER 153

MARCEGAGLIA 155

MEDIASET 156

MERAKLON 157

METRO ROMA 158

MULTIVENDOR SERVICE 158

NATUZZI 160

NAVICELLI 162

NORTEL 163

OLIVETTI 164

OMSA 166

OVREA 170

PALL MEDICAL 171

PAM 172

PANORAMA 173

PERINI 175

PETTINATURA VERRONE 176

PHONEMEDIA-OMEGA 178

PIAGGIO 180

PIGNA 183

PISELLI 183

PLAYTEX 184

PORTI 185

POSTE ITALIANE 191

PUBBLICO IMPIEGO 195

RADIO GRT 198

RUSSO PASTIFICIO 199

SAFI 200

SAINT-GOBAIN 202

SARDEGNA 203

SASCH 204

SAVE SECURITY 205

SCHNEIDER TRASFORMATORI 206

SELFIN 207

SERVIRAIL 208

SEVEL 210

SIMPEG 211

SIPE 212

SIRTI 213

SPEEDLINE 214

SPX 215

STM 218

TELCOM 218

TELECOM ITALIA 220

TELECOM ITALIA SPARKLE 221

TENARIS DALMINE 222

THYSSENKRUPP 224

TRENITALIA 226

VERTEK 230

VIDEOCON 232

VIGILI DEL FUOCO 235

VINYLS 237

VOICITY 246

YAMAHA 247

MIGRANTI 252

DISOCCUPAZIONE 308

FISCO 310

GABBIE SALARIALI 313

LAVORO NERO 321

MANAGER 325

MARCHIONNE 326

PRECARIATO 332

SALARIO 334

UNIONE EUROPEA 335

ADELCHI


Tricase (Lecce) – Calzaturificio. La Nuova Adelchi Srl

«Costretti a salire in alto per arrivare all'altezza delle istituzioni»



La lotta di classe combattuta in "quota", odierna forma di espressione del conflitto sociale che i lavoratori sono costretti ad attuare per ottenere attenzione nella difesa del posto di lavoro, altrimenti negata dal quasi totale abbandono di istituzioni, partiti e sindacati, ha rappresentato un passaggio obbligato anche nella vertenza degli operai dell'Adelchi di Tricase, in provincia di Lecce.

«Siamo dovuti salire in alto per arrivare all'altezza delle istituzioni» commenta Rocco, operaio e sindacalista della Cisal, argutamente sottolineando la distanza incolmabile tra amministratori e amministrati, sul tetto del municipio irriducibilmente per oltre due settimane assieme a cinque colleghi ma costretti a tornare a livello del suolo da un attacco di gastroenterite collettiva. Tuttavia la lotta degli operai calzaturieri non si è fermata. Per ottenere finalmente un ascolto e una prima risposta è stata necessaria la minaccia di un altro operaio a darsi fuoco. Era il 6 ottobre e la vertenza Adelchi andava avanti dal 16 marzo, giorno della sospensione dei contratti di solidarietà ed inizio del calvario per oltre 500 famiglie. Determinante è stata anche l'azione politica del consigliere regionale Piero Manni di Rifondazione comunista, con la denuncia in una riunione in Prefettura, già prima dell'estate, della inadeguatezza e lacunosità del piano industriale, e poi con una presenza costante e costruttiva nella ricerca della soluzione della vertenza, che ha preso le mosse dalle fine del mese di settembre.

Dopo tante battaglie finalmente gli operai hanno avuto un primo segnale. Ma si è trattato solo di una risposta vaga e prevedibilmente vana, di una previsione di reintegro nella filiera lavorativa per poche decine di operai, senza certezza alcuna per il futuro e con ampia, se non totale, discrezionalità per l'azienda su come utilizzare i finanziamenti pubblici. Sicché netto e unanime è stato il rifiuto degli operai che occupavano le fabbriche nella notte del 7 ottobre scorso.

Tommaso, anch'egli operaio e sindacalista (Filtac Conflavoratori) manifesta senza mezzi termini la necessità di avere certezze sulla progettualità industriale generale del settore: «A tornare a lavorare entro il prossimo anno dovranno essere, gradualmente, tutti i lavoratori, senza alcun licenziamento, con tempi e modalità chiare e definite». Qualcosa quindi di più concreto degli intenti insufficienti e poco affidabili prospettati dagli accordi, comunque ancora in corso di definizione, tra istituzioni, sindacati confederali e azienda. Nella assolata piazza Pisanelli di Tricase, dove domenica 25 ottobre proseguiva il presidio operaio, erano insomma i sindacati autonomi a esprimere compiutamente le rivendicazione degli operai dell'Adelchi e a difenderne di fatto le giuste rivendicazioni.

Siamo oggi al capolinea di un decennio di lotte che ha avuto anche momenti alti di partecipazione collettiva e di integrazione con altre lotte, come nell'ottobre del 2002, quando gli operai di Tricase si sono uniti agli studenti che rivendicavano una scuola migliore per tutti. Sullo sfondo un processo degenerativo che a fronte della chiusura delle fabbriche del Salento comporta il trasferimento della produzione in paesi del cosiddetto terzo mondo, o in quelli definiti in via di sviluppo, in cui alla inesistenza di garanzie minime per i lavoratori si uniscono stipendi da fame. Ma la realtà potrebbe essere più complessa. Una parte sostanziale della produzione calzaturiera del Salento potrebbe svolgersi attualmente in forma sommersa, contribuendo così a incrementare la spirale perversa che all'impoverimento della classe operaia contrappone l'arricchimento di quella padronale. Rifondazione, tra non poche difficoltà, ha ripreso anche nel Salento ad essere realmente partecipe alla conflittualità sociale, con l'obiettivo di lungo termine di fare riacquistare ai comunisti la posizione di riferimento nelle vertenze operaie che storicamente gli compete.


Liberazione 29/10/2009, pagina 13


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