Dell’abbonamento alla rivista di servizio sociale




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L.R. 8.6.12 n. 21 - Modifica della legge regionale 13 marzo 2009, n. 3 "Disposizioni in materia di occupazione e mercato del lavoro" e successive modificazioni. (BUR n. 46 del 15.6.12)


Art. 1
Modifica dell’articolo 42 della legge regionale 13 marzo 2009, n. 3 "Disposizioni in materia di occupazione e mercato del lavoro"

1. L’articolo 42 della legge regionale 13 marzo 2009, n. 3 è sostituito dal seguente:

"Art. 42
Contratto di apprendistato

1.   La Regione promuove il contratto di apprendistato nelle tre tipologie previste dall’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 14 settembre 2011, n. 167 "Testo unico dell’apprendistato, a norma dell’articolo 1, comma 30, della legge 24 dicembre 2007, n. 247":

a)   apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale;

b)   apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere;

c)   apprendistato di alta formazione e ricerca.

2.   Al fine del comma 1, la Giunta regionale:

a)  definisce la regolamentazione dei profili formativi dell’apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale, secondo quanto previsto dall’articolo 3, comma 2, del decreto legislativo 14 settembre 2011, n. 167;

b)  disciplina l’offerta formativa pubblica integrativa della formazione di tipo professionalizzante e di mestiere, secondo quanto previsto dall’articolo 4, comma 3, del decreto legislativo 14 settembre 2011, n. 167, programmandola annualmente nei limiti delle risorse disponibili, sulla base di criteri selettivi che assicurino priorità ai percorsi di primo inserimento lavorativo e di alternanza scuola lavoro;

c)  definisce, d’intesa con le associazioni di categoria dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano regionale, le modalità di riconoscimento della qualifica prevista dall’articolo 4, comma 4, del decreto legislativo 14 settembre 2011, n. 167;

d)  definisce la regolamentazione e la durata del periodo di apprendistato per attività di ricerca, per l’acquisizione di un diploma o per percorsi di alta formazione, per i profili che attengono alla formazione, secondo quanto previsto dall’articolo 5, comma 2, del decreto legislativo 14 settembre 2011, n. 167;

e)  disciplina le modalità di certificazione delle competenze acquisite dall’apprendista secondo quanto previsto all’articolo 6, comma 4, del decreto legislativo 14 settembre 2011, n. 167.

3.  La Regione promuove, anche attraverso accordi con i fondi interprofessionali di cui all’articolo 47, adeguate iniziative per garantire la formazione professionalizzante e di mestiere, svolta sotto la responsabilità dell’impresa, stimolando processi di qualificazione della capacità formativa dell’impresa medesima.

4.   La Regione, nei limiti delle risorse disponibili, adotta misure incentivanti per la conferma in servizio degli apprendisti al termine del percorso formativo.".

Art. 2
Disposizioni transitorie

1.   Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge la Giunta regionale adotta i provvedimenti previsti dall’articolo 42, comma 2, della legge regionale 13 marzo 2009, n. 3, come modificato dalla presente legge.


VENETO

DGR 5.612, n. 990 - Criteri, modalità e determinazione dei tetti di spesa per l'attività di riabilitazione extraospedaliera presso Istituti e Centri, ex art. 26 della L. 833/78, accreditati, per l'anno 2012 ed ulteriori disposizioni. (BUR n. 47 del 19.6.12)

Note

Viene definito il tetto massimo di spesa per l'assistenza extraospedaliera diretta al recupero funzionale e sociale dei soggetti affetti da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali delle strutture di cui all'art. 26 della L. 833/78.

Con deliberazione n. 253 del 1 febbraio 2000 "Atto di indirizzo e coordinamento per l'organizzazione dei servizi di riabilitazione, ospedalieri, residenziali, distrettuali e domiciliari" si è proceduto al recepimento e all'attualizzazione regionale del provvedimento del 7 maggio 1998 del Ministero della Sanità 'Linee-guida per le attività di riabilitazione'.

Con tale delibera si è, tra l'altro, provveduto a rinquadrare l'attività riabilitativa, già assicurata dagli Istituti e Centri di Riabilitazione, nella fattispecie prevista dal D.P.R. 14.01.1997 come Centri ambulatoriali di Riabilitazione e Presidi di Riabilitazione funzionale dei soggetti portatori di disabilità fisiche, psichiche e sensoriali.

La programmazione della attività degli Istituti e Centri di Riabilitazione, ex art. 26 della L. 833/78, accreditati (di seguito denominati erogatori) successivamente è stata affrontata con varie deliberazioni della Giunta Regionale; per ultima la DGR n. 1284 del 3 agosto 2011 ha determinato i volumi di attività e i tetti di spesa per l'anno 2011.

Con la deliberazione precitata la Giunta Regionale ha, in particolare, aggiornato le tariffe delle prestazioni - rispetto a quelle precedenti il cui valore economico era rimasto invariato dall'anno 2006 - procedendo ad un aumento percentuale pari a 4% ed ha adeguato i budget degli erogatori.

Con il presente atto viene disposto che il "budget di struttura" di ogni erogatore sia costituito dagli importi indicati nell'allegato A, parte integrante del presente provvedimento.

La somma di ciascun "budget di struttura" costituisce il "tetto di sistema totale".

Il "budget di struttura" viene erogato a seguito della presentazione della fattura anche in forma di acconti mensili, salvo conguaglio.

Viene quindi approvato il "budget di struttura" ed il "tetto di sistema totale" degli Istituti e Centri di cui all'art. 26 della L. 833/78, di cui all'allegato A del presente provvedimento;

A conclusione dell'anno 2012, le Aziende Ulss possono remunerare le eventuali quote erogate in eccesso al "budget di struttura" compensandole con le quote degli erogatori che non hanno utilizzato completamente il "budget di struttura" assegnato, fermo restando il limite determinato dal "tetto di sistema totale".


DGR  5.6.12, n. 991 - Dispensazione con onere a carico del Servizio Sanitario di dietetici senza glutine a favore di persone con celiachia. Adozione dei limiti di spesa del DM 4 maggio 2006, introduzione del programma dietetico e dei limiti mensili di spesa individuali. Modifica DGR 1047 del 21 aprile 2009. (BUR n. 49 del 26.6.12)

Note

Il provvedimento stabilisce che, fermi restando i limiti di spesa massimi mensili del DM 4 maggio 2006, la dispensazione con onere a carico del Servizio Sanitario di dietetici senza glutine alle persone con celiachia, è subordinata alla presentazione del programma dietetico, recante il livello calorico attribuito e il corrispondente limite di costo.


Fasce d'età

DM 4 maggio 2006

Tetto mensile MASCHI

DM 4 maggio 2006

Tetto mensile FEMMINE

DM 4 maggio 2006

6 mesi - 1 anno

Euro 45,00

Euro 45,00

Fino a 3,5 anni

Euro 62,00

Euro 62,00

Fino a 10 anni

Euro 94,00

Euro 94,00

Età adulta

Euro 140,00

Euro 99,00


DGR  5.6.12, n. 993 - Standardizzazione delle specifiche cliniche di alcune prestazioni di Radiologia ai sensi della DGR n° 3535 del 12/11/2004, della DGR n° 600 del 13/03/2007, della DGR 2611 del 07/08/2007 e della DGR 863 del 21/06/2011. (BUR n. 49 del 26.6.12)


DGR 5.6.12, n. 995 - Sviluppo della funzione di internal auditing finalizzata alla creazione ed alla gestione di un Sistema di Controllo Interno nelle Aziende del SSR. DGR 2369 del 29/12/2011. (BUR n. 49 del 26.6.12)

Note

Il presente provvedimento consente lo sviluppo della funzione di internal auditing finalizzata alla creazione ed alla gestione di un Sistema di Controllo Interno nelle Aziende ULSS ed Ospedaliere del Veneto, nell'IRCCS "Istituto Oncologico Veneto" e nell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie.


DGR 5.6.12, n. 994 - Servizio unico per la gestione informatizzata del personale delle Aziende Sanitarie e degli Enti del SSR per il periodo di cinque anni, con facoltà di prosecuzione per un ulteriore periodo di tre anni - approvazione delle "Linee Guida per il Servizio per la gestione informatizzata del Personale a qualsiasi titolo impiegato dalle Aziende Sanitarie della Regione del Veneto (Aziende ULSS, Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, Azienda Ospedaliera di Padova,Istituto Oncologico del Veneto)"- conferimento di mandato all'Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona per l'espletamento della procedura di gara centralizzata a livello regionale. (BUR n. 49 del 26.6.12)


DGR 5.6.12, n. 998 - Adozione nuovo schema del piano dei conti del Conto Economico obbligatorio per le aziende sanitarie del Veneto. (BUR n. 49 del 26.6.12)

Note

Il Titolo II del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 "Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42" detta disposizioni volte a garantire che gli enti coinvolti nella gestione della spesa finanziata con le risorse destinate al Servizio sanitario nazionale concorrano al perseguimento degli obiettivi di finanza pubblica sulla base di principi di armonizzazione dei sistemi contabili e dei bilanci.

In attuazione della predetta normativa, con decreto interministeriale del Ministero della Salute di concerto con il Ministero dell'Economia e Finanza sono stati adottati i nuovi schemi di CE e di SP e le relative linee guida, vincolanti a partire dell'anno 2012 per la trasmissione all'NSIS dei dati economici della gestione del servizio sanitario nazionale e quindi per l'assolvimento del debito informativo ministeriale.

I competenti uffici regionali in collaborazione con l'ARSS hanno provveduto, attraverso una opportuna disaggregazione delle voci di riferimento, ad integrare lo schema di CE ministeriale con le ulteriori voci di dettaglio necessarie per adempiere al debito informativo regionale e per garantire un livello informativo pari al piano dei conti fin'ora utilizzato.

Viene adottato il nuovo schema di CE, come da Allegato A, obbligatorio a partire dell'anno 2012 per le aziende sanitarie del Veneto.


DGR 5.6.12, n. 999 - DGR 3465 del 30 dicembre 2010 - Convenzione tra la Provincia Autonoma di Trento e la Regione del Veneto per la regolamentazione dei rapporti relativi alle prestazioni specialistiche e ad altri servizi sanitari forniti alla popolazione del Primiero tramite le strutture dell'Azienda ULSS n. 2 di Feltre (BL) - Addendum (BUR n. 49 del 26.6.12)

Note

Con riferimento alla Convenzione, già in atto dall'anno 2005, tra la Provincia Autonoma di Trento e la Regione del Veneto per il triennio 2011-2013, per l'erogazione di prestazioni specialistiche ed altri servizi sanitari da parte dell'ulss n.2 di Feltre a pazienti residenti nel Primiero si cambia la modalità di pagamento della quota aggiuntiva


TUTELA DEI DIRITTI


PIEMONTE

D.D. 17.5.12, n. 31 - Approvazione schema di Convenzione tra Regione Piemonte e UNAR per il finanziamento del Centro regionale contro le discriminazioni. (BUR n. 24 del 14.6.12)


Viene approvato lo schema di Convenzione tra UNAR e Regione Piemonte per il finanziamento del Centro regionale contro le discriminazioni, allegato alla presente Determinazione di cui fa parte

Integrante.

Il finanziamento di euro 50.000,00 previsto all’articolo 3 dello schema di Convenzione allegato, sarà erogato dall’UNAR alla Regione Piemonte con le modalità previste dall’articolo 5 dello stesso schema.


TOSCANA

RISOLUZIONE 15 maggio 2012, n. 122 Collegata alla relazione sull’attività svolta nell’anno

2011 dal Difensore civico della Toscana.

IL CONSIGLIO REGIONALE

Esaminata la relazione del Difensore civico della Toscana per l’anno 2011, durante la seduta del Consiglio regionale del 15 aprile 2012, nella quale viene evidenziato un aumento, in valore assoluto e in complessità, delle pratiche trattate rispetto all’anno precedente;

Presa visione delle iniziative attuate dal Difensore civico della Toscana nei settori di propria competenza;

Richiamata la rilevanza, progressivamente assunta, dall’attività svolta in materia di tributi regionali, anche in qualità di garante del contribuente, ai sensi di quanto previsto dalla legge regionale 18 febbraio 2005, n. 31 (Norme generali in materia di tributi regionali), e valutate le prospettive di sviluppo connesse all’attuazione delle disposizioni della Giunta regionale che attribuiscono al

Difensore civico della Toscana il compito di facilitare il raggiungimento di un accordo stragiudiziale nelle controversie relative a richieste di risarcimento danni nei confronti delle aziende sanitarie e ospedaliero- universitarie;

Preso atto della progressiva disgregazione della rete di difesa civica locale, e delle difficoltà di costituzione del sistema di difesa civica territoriale, anche in considerazione dell’incertezza esistente per il futuro assetto delle amministrazioni provinciali;

Ravvisata la necessità di garantire, a tutta la popolazione toscana, il mantenimento di un sistema

paritario di tutela dei diritti, evitando di disperdere il valore di una realtà ormai radicata in Toscana, ed espresso in tal senso un positivo apprezzamento per i contatti avviati fra il Difensore civico della Toscana e l’Associazione nazionale comuni italiani (ANCI) Toscana, volti a valorizzare la funzione della difesa civica territoriale;

Riscontrata con positivo apprezzamento l’azione intrapresa dal Difensore civico della Toscana, nei

confronti della società civile, tramite la sottoscrizione, in data 11 marzo 2011, del protocollo d’intesa con il Centro servizi volontariato toscana (CESVOT), e preso atto del successo che l’iniziativa ha riscosso tra le associazioni aderenti al CESVOT a livello locale;

Preso atto, con soddisfazione, che il Difensore civico della Toscana è entrato a far parte del consiglio direttivo dell’Istituto europeo dell’Ombudsman, e ricordando come, proprio grazie all’azione di questo istituto, nel corso del 2011, il congresso dei poteri locali e regionali

del Consiglio d’Europa abbia specificato nella risoluzione 327 (2011) e risoluzione 309 (2011), l’importanza delle reti della difesa civica e dei coordinamenti fra difensori civici;

ESPRIME

Apprezzamento per i risultati conseguiti dal Difensore civico della Toscana nel corso dell’anno 2011;

SI IMPEGNA

a favorire l’attivazione di ogni iniziativa utile a rendere effettivo il processo di decentramento delle

funzioni di difesa civica regionale sull’intero territorio della Toscana, anche attraverso la definizione di intese con l’ANCI, l’Unione province italiane (UPI) e il CESVOT, finalizzate all’individuazione delle migliori modalità operative idonee a garantire eguale facilità di accesso alla

rete di tutela della difesa civica, indipendentemente dal luogo di residenza; a sostenere e rafforzare l’efficienza dell’ufficio del Difensore civico della Toscana, garantendo il necessario sostegno in termini di risorse umane, logistiche e strumentali;

a promuovere l’attività di comunicazione posta in essere dal Difensore civico della Toscana;

ad approfondire, nelle commissioni consiliari competenti, i contenuti della relazione sull’attività svolta nell’anno 2011 dal Difensore civico della Toscana, anche con riferimento ai più recenti sviluppi delle azioni svolte;

IMPEGNA

L’UFFICIO DI PRESIDENZA

a promuovere opportuni accordi, con le amministrazioni e i soggetti interessati dall’azione del Difensore civico della Toscana, al fine di favorire la tempestiva presa in esame delle questioni sollevate dallo stesso Difensore civico della Toscana.
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