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fine lato B – cassetta 2) dai ce l’hai tutto, lo stai leggendo. Allora vi chiudo con l’ultimo passaggio. La terza linea di governo è promuovere le persone, le famiglie e la tutela dei più deboli per favorire la coesione sociale e la sicurezza della comunità. Vi leggo solo lo scenario dell’idea. Tutto il progetto politico della coalizione sarà orientato e sostenuto da un pensiero sociale forte, sicuri che esso favorisca una strategia operativa della socialità, la nuova centralità della politica amministrativa. Una società in trasformazione, in una società come la nostra di grande trasformazione e dai cambiamenti veloci che richiede relazioni tra la società della conoscenza, sviluppo locale, inclusione sociale, al fine di venire incontro alle sfide che provengono dal terzo millennio, appena iniziate, e che stanno condizionando il nostro territorio è necessario impegnarsi attraverso un lavoro di rete per un sistema educativo scolastico formativo, servizi di qualità volti ad affiancare e sostenere le famiglie, azioni strategiche atte a favorire processi atti a sollecitare le disponibilità delle imprese e degli istituti di credito sul territorio, a processi di dialogo tra culture e orientamento culturale di tutta la comunità, a guardare all’anziano come risorsa e non come problema, considerando il graduale invecchiamento della popolazione, alle azioni strategiche atte a guardare i bambini, adolescenti e giovani quale altra fascia della popolazione oggi particolarmente a rischio di disagio sociale e a intervenire in loro favore con processi adeguati. Questi sono i processi principali, per cui passiamo alla quarta azione di governo che è la partecipazione per il governo dei processi sociali. La riforma dello statuto comunale, fatta nel precedente mandato, ci impone di dare immediata attuazione a quanto vi è previsto, prima di tutti i Consigli di quartiere o di frazione. La priorità della nuova stagione di amministrazione di centrosinistra è trovare una rinnovata e forte coesione sociale, rompendo una volta per tutti gli steccati che si frappongono tra l’attività amministrativa e le esigenze delle persone che fanno parte della nostra comunità. Attenzione alle esigenze delle persone significa anche il coinvolgimento nelle scelte di governo della città. Far partecipare tutta la società fabrianese sia come cittadini singoli che associati nelle scelte programmatiche e amministrative sarà uno dei compiti della Amministrazione di centrosinistra, ascoltare, confrontarsi, misurare anche con opinioni diverse perché la diversità e la ricchezza spinge al massimo risultato della capacità programmatoria progettale attuativa della azione amministrativa ottenendo i risultati migliori per i cittadini e per la comunità tutta. Le azioni ve le lascio, perché tanto ce le avete tutte scritte. La quinta azione di governo è la politica per la casa, la qualità della vita, la città e le frazioni. In questi anni di governo del centrosinistra, la città di Fabriano ha subito enormi cambiamenti. Nel ’97 il terremoto che l’ha colpita ha trasformato radicalmente il tessuto sociale e il contesto abitativo urbano. La forte emigrazione e la ristrutturazione del patrimonio edilizio danneggiato dal sisma, l’invecchiamento della popolazione residente ha innescato una sorta di turn over abitativo generando una forte mobilità insediativa, che ha avuto come risultato un forte aumento del costo delle case e dei canoni di affitto. Non è valso l’impegno della Amministrazione uscente che sulla scorta del PRG vigente ha cercato di immettere sul mercato immobiliare tutte le aree previste per le lottizzazioni in modo da frenare questo preoccupante processo. Riteniamo che uno degli obiettivi prioritari della azione futura per il governo del territorio debba essere quello della realizzazione di una città a misura d’uomo, dove la casa possa essere un diritto per tutti i cittadini e conseguentemente di una politica per la casa che sia in grado di essere economicamente sostenibile per ogni cittadino. Passo alla prossima azione di governo. La sesta azione è la cultura, il turismo come motore del cambiamento. La cultura e la tutela della valorizzazione del patrimonio culturale costituiscono una risorsa per la nostra città e per i singoli cittadini rappresentando lo strumento fondamentale per promuovere lo spirito comunitario e la solidarietà tra i cittadini. L’impegno dovrà essere quello della crescita del tessuto sociale della città e di coesione tra i cittadini e istituzioni, che attraverso il settore della cultura dia a Fabriano la sua indispensabile centralità territoriale in grado di esercitare il ruolo di Comune capofila della zona montana. È indispensabile anche la collaborazione tra il Comune, i cittadini e tutti i soggetti che sono interessati alla crescita culturale della nostra città, che questa diventi sempre più stretta ed efficace affinché le attività culturali possano essere una prerogativa nella maggior parte della popolazione fabrianese. Oggi è imperativo fare ritornare a pulsare il centro della nostra città e quindi questo significa saperne valorizzare non solo l’identità artistica, storico-economica, culturale della piazza del Comune e delle sue adiacenze e del suo complesso architettonico e monumentale, ma anche far sì che ritorni ad esercitare il suo ruolo naturale attrattivo di piazza quale punto di incontro della città di Fabriano, luogo di dialogo tra istituzioni civili, cittadini, operatori culturali, economici, visitatori e turisti. Intorno alla piazza del Comune non a caso insistono altre emergenze fondamentali per la nostra storia civile, sociale, religiosa, artistica e culturale come la Cattedrale, il Teatro Gentile, la Chiesa di San Filippo Neri, l’Oratorio della Carità, il Palazzo Vescovile, i complessi di Santa Maria del Buon Gesù e San Francesco con l’annesso San Filippo che lo fanno emergere nel suo ruolo di valenza strategica imprescindibile per lo sviluppo e la valorizzazione della identità civica, culturale e turistica di Fabriano. Il terremoto che ha colpito Fabriano nel 97 ha creato un grave disagio a tutta la città, soprattutto nel centro cittadino e al suo cuore pulsante, che in questi anni si è visto privato delle sue funzioni originali perdendo attrattiva per la popolazione residente e per i visitatori, ma oggi grazie alla incessante opera di ricostruzione, ormai quasi conclusa, dovrà tornare ad essere a pieno titolo il centro della vita cittadina. Il grande successo che ha avuto la mostra Gentile da Fabriano e l’Alto Rinascimento ci ha dato l’opportunità di toccare con mano quali potenzialità potrebbero avere questi spazi se opportunamente riqualificati e riconvertiti. Dobbiamo rompere oggi ogni indugio e proseguire con ogni mezzo questo disegno, ritenendo che la riconversione ad usi culturali ed espositivi dei plessi storico-monumentali ha una funzione strategica per lo sviluppo futuro di Fabriano, del suo centro storico, della sua immagine, della sua identità civile e culturale, come evidenziato anche dalle risultanze del Piano Strategico e della Mobilità. La settima azione di governo è la mobilità delle persone e delle merci. Fabriano riveste un ruolo di importanza strategica nazionale nel sistema infrastrutturale ed è per questo che è stata individuata dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti come area obiettivo di una specifica azione a sostegno dello sviluppo policentrico per il riequilibrio territoriale, denominati Piani Strategici e Piani della Mobilità per il potenziamento della competitività e della coesione. Le motivazioni di questo importante riconoscimento sono da ricercare nel ruolo di cerniera del sistema locale di Fabriano rispetto ai due livelli ministeriali tra loro fortemente integrati, la piattaforma nazionale trasversale Tirreno-Adriatico lungo la quale si localizza la SS 76 e la SS 3 e la linea ferroviaria Orte Falconara, la piattaforma interregionale della fascia pedemontana Marche-Umbria-Molise. Fabriano costituisce il centro di un sistema territoriale strategico all’interno del quale è necessario sviluppare azioni per la competitività e valorizzazione delle eccellenze. In questa logica è necessario rafforzare, rilanciare ulteriormente l’obiettivo del riequilibrio territoriale di sviluppo policentrico e di coesione sociale all’interno di un sistema complesso dotato di forti potenzialità. È inoltre necessario rafforzare la vision del territorio snodo in cui le infrastrutture e i servizi per la mobilità e i trasporti oltre a supportare il rilancio delle eccellenze locali (produttive, ambiente, turismo, cultura) contribuiscono a garantire un modello di sviluppo integrato socialmente e ambientalmente sostenibile, cercando di rispondere alle esigenze della popolazione di tutta la dorsale interna. Vanno soprattutto potenziate le reti di trasporto pubblico, partendo da una radicale revisione di trasformazione del trasporto pubblico urbano, oggi in gran parte inutilizzato. Una priorità particolare riveste invece il rilancio della rete ferroviaria. Il Comune, la Provincia e la Regione devono diventare soggetto politico attivo in prima linea per il raddoppio della Orte-Falconara e per il potenziamento della linea Civitanova-Fabriano-Sassoferrato-Pergola. Non vanno solo combattute e scongiurate le politiche di dismissione dei rami secondari; questi vanno potenziati per aumentare così la sicurezza dei viaggiatori, abbattere realmente l’inquinamento e servire tutte le fasce sociali degli abitanti del comprensorio montano. L’ottava e ultima linea di governo è: una Amministrazione capace, semplice, efficace, efficiente, al servizio del cittadino. Attraverso lo strumento della partecipazione l’Amministrazione Comunale deve prioritariamente coinvolgere i cittadini nelle scelte fondamentali che riguardano la costruzione e il futuro della città, ma è anche necessario che le decisioni assunte si realizzano nei modi e nei tempi programmati. A tal fine è necessaria una organizzazione amministrativa semplice, efficiente ed efficace a servizio delle esigenze dei cittadini. È necessario proporre ai cittadini un bilancio chiaro, leggibile e partecipato che consenta, anche con l’adozione di strumenti informatici necessari, una lettura e un controllo accessibile nelle scelte dell’Amministrazione. Un bilancio fondato su obiettivi chiari e leggibili, dettagliati e verificabili nel tempo deve muoversi su linee programmatiche che conducono alla formazione di un bilancio trasparente, partecipativo e rispettoso delle normative. Per quanto riguarda le entrate è necessaria una maggiore capacità di accertamento delle stesse per garantire le risorse necessarie a fronte di una sempre crescente riduzione dei trasferimenti statali. Per la politica di spesa che questa sia oculata e privilegi impieghi e investimenti che possono promuovere realizzazioni durature e strutturali per la comunità fabrianese. Complessivamente va promossa una politica di bilancio che riduca la rigidità dello stesso liberando risorse al fine di poter programmare e realizzare azioni coerenti con gli obiettivi del programma amministrativo che ci stiamo dando. Concludo precisando che tutte le priorità saranno inserite in sede di bilancio preventivo in modo da indicare contestualmente le relative coperture finanziarie.


PRESIDENTE: È aperta la discussione. Il Consigliere Latini ha la parola, 20 minuti. Precisiamo che il Sindaco non aveva un limite, c’è un limite nella discussione.


CONS. LATINI: Noi non conoscevamo la prima parte che ha letto il Sindaco sulle attività svolte dalla precedente Amministrazione che credo che politicamente significhi che questa attuale Amministrazione è la prosecuzione naturale della precedente. Non so perché non compaia negli atti che ci vengono forniti però da quello che il Sindaco ha detto questo è chiaramente il messaggio politico che ci ha trasmesso. È stato bravo il Sindaco, ci ha costretti a un lavoro difficile, gli argomenti sono tanti, si salta di palo in frasca, affrontiamo un argomento subito e poi lo ritroviamo a pagina 35, quindi è impossibile fare un lavoro di intervento su questo documento programmatico definito dal Sindaco Sorci “un patto condiviso con i cittadini per costruire il nostro domani”, cioè un patto condiviso con il 43,20% dei cittadini per costruire il nostro domani, questo è il titolo esatto del documento. C’è un motivo perché dico questo: io non ho avuto modo all’atto dell’insediamento della Amministrazione Comunale di poter dire qualcosa. Ho molto apprezzato all’indomani delle elezioni un titolo fatto dall’organo dei DS che intitolava a chiare lettere: “è sorcismo”, è vero è sorcismo, e titolo più giusto non è mai stato fatto. Io fossi stato un DS non ne sarei stato molto contento però è sorcismo a Fabriano. Perché ve lo dico? Perché i dati elettorali parlano chiaro, non è che me li sono inventati io, li ho tirati giù dal sito internet del Comune. Il dato politico non è il ballottaggio, il dato politico è il primo turno, questo è il dato politico, quando si conferma la composizione del Consiglio Comunale, cioè l’espressione di voto dei cittadini. I cittadini hanno votato per il 48,80 per i partiti di centrodestra e liste ad esso collegate, hanno votato per il 43,20 per il centrosinistra e liste ad esso collegate. Quindi se noi ci fossimo fermati al primo turno la composizione del Consiglio Comunale sarebbe stata ben diversa. Se voi notate noi come lista civica abbiamo preso il 10%, ci spettano due Consiglieri. Rifondazione Comunista (lo cito perché siete due) con il 5,9 ha due Consiglieri, noi siamo tre perché il candidato sindaco era espressione della lista civica, ma quello è un altro discorso. Se ci fossimo fermati all’epoca noi saremmo stati una rappresentazione di questo Consiglio completamente diversa politicamente. Qualcuno può dire ma c’erano liste di disturbo eccetera, sommiamo le liste di disturbo, con le liste di disturbo saremmo andati addirittura al 50,20 contro il 49,70, questi sono numeri e i numeri parlano, non è che me li invento io questa sera, quindi onore al merito. Il Sindaco Sorci, non i partiti collegati al Sindaco Sorci, è il vincitore naturale di questa competizione naturale, si è portato 985 voti credo suoi, di apprezzamento personale. Noi ci siamo riportati i nostri, quelli che abbiamo preso, senza tanti sconfinamenti. Ci ha costruito questo programma veramente difficile, non per i contenuti di per sé, perché avremmo certo preferito delle schede tematiche sulle quali confrontarci sugli argomenti che la Amministrazione Comunale e la maggioranza di questo Consiglio Comunale vorrebbe portare avanti per il prossimo quinquennio. Il problema era affrontare pian piano queste 40 pagine. Chi l’ha fatto deve dire che è stata una cosa veramente difficile. Io ho cercato di prendere degli appunti e capisco perfettamente che già dall’introduzione, da quelle poche righe di introduzione si capisce perfettamente il messaggio politico. Il Sindaco ci dice che il nuovo periodo amministrativo non è altro che la continuazione del precedente, fa degli auspici in particolare rivolti giustamente ai meno fortunati, però questo meno fortunati se lo associamo al sostantivo che l’accompagna che è accoglienza noi dobbiamo da lì desumere che stiamo parlando in particolare di extracomunitari. A scanso di equivoci, io non voglio dire questo, ma stiamo parlando della natura politica del documento programmatico del Sindaco dove questa introduzione nella quale già cominciamo a parlare di cittadini provenienti non dalla nostra nazione, questo è un tema trasversale a tutte queste linee programmatiche del Sindaco, lo ritroviamo in qualsiasi parte anche con caratteri abbastanza pesanti, che io non credo che nessuno di noi, compresa la maggioranza, possa condividere se i termini sono quelli che appaiono o perlomeno il Sindaco voleva dire qualcos’altro, ma è rimasto nella penna. Nella medesima introduzione il Sindaco dice che dobbiamo uscir fuori come Amministrazione da rigidi schemi burocratici e che dobbiamo cessare i giochi esclusivi di spartizione del potere. Il primo atto della Amministrazione Comunale è quello di andare totalmente contro ai principi, alla introduzione a queste linee programmatiche (Presidenza del Consiglio, Presidenza delle commissioni, chi più ne ha più ne metta), la minoranza e quindi il 48.80% è stato totalmente escluso a vantaggio di questa occupazione totale del potere. Ci si rivolge a tutti i cittadini, io mi auguro che in questo invito che il Sindaco fa nella introduzione questo invito sia rivolto anche a quei 48,80 cittadini fabrianesi che hanno avuto la bontà di votare per noi. Non parliamo poi dei vogliamo e del nostro impegno perché lì veramente ci si perde. Penso che anche un dottore in lettere si perda in quei meandri perché si parla di tutto e di più. Parliamo dalla famiglia intesa nell’accezione del termine alle diversità, parliamo della gestione pubblica e della gestione privata, è un pour pourri nel quale sinceramente non sono riuscito a cavare le gambe. Sembra un po’ quei sistemi di Office di copia e incolla, preso qui e preso là, messo tutto insieme che poi con tutto il resto, con il collegato poco lega, è una mia opinione. La politica territoriale, vado giù anche io per punti perché è veramente difficile, abbiate pazienza. Miglioramento della viabilità nel centro storico e nel centro urbano naturalmente, il Sindaco dice aspettiamo il Piano del Traffico, ma ci sono degli interventi su questa città, su questo centro urbano e su questo centro storico per i quali non sono necessari interventi urbanistici, o di studio, o di consulenza da parte di esterni. Sono problemi che sono sotto gli occhi di tutti, non sono necessari investimenti di nessuna particolare rilevanza. Guardate il traffico dei mezzi pesanti la mattina, c’è un traffico continuo dalla centrale delle Cartiere verso Rocchetta, invece di sfruttare la variante passano continuamente dei mezzi per il centro storico. Mezzi pesante sempre che provengono in direzione di Roma per raggiungere un parcheggio che per loro non dovrebbe essere tale, che è quello del palazzetto dello sport, escono a Fabriano Ovest, attraversano la città e arrivano fino al Palasport, dove sostano il sabato, la domenica e i giorni festivi con le conseguenze che il Commissariato conosce molto bene perché è intervenuto tantissime volte per furti che si sono verificati. Sostano lì avendo attraversato la città. La sera che fanno? Staccano i rimorchi e girano con la cabina per la città, nessuno che intervenga. Traffico pesante alla mattina alle 8.00, alle ore di punta andate all’incrocio della Pisana e vedete che cosa è. La vigilanza della Polizia Municipale nei punti nevralgici della città, mi riferisco in particolare, andateci per vedere se è vero come me ne accorgo io, alla Madonna di Loreto e vedete l’uscita dei ragazzi alle 12.40, dieci minuti di vigile, spariti tutti, nessuno che controlla più un minimo di traffico: la coda dall’inizio dei giardini fino alla fine, macchine che intasano gli incroci e nessuno che sia presente. Perché? Perché io mi accorgo che sono presenti su strade secondarie della città con quell’affare che misura la velocità per beccare qualcuno. Invece alle ore di punta la funzione della Polizia Municipale è quella di alleviare le esigenze del traffico e alleviare quindi i disagi dei cittadini. Sono elementi veramente esigui, stupidi per i quali si può intervenire in maniera veramente rapida. Se lo dico io penso che tutti ce ne siamo accorti. È inutile che in ore di punta si sta in strade periferiche a cercar di levare punti alla gente, quando invece c’è necessità ai due incroci del giardino, quello a nord e quello a sud. Non parliamo di Via Giambattista Miliani, la sosta è continua, è impossibile praticarla, macchine che vengono da piazzale Matteotti, vengono in centro e riescono verso Allegretto di Nunzio, anche lì l’intervento è banale. Andate poi in via Miliani vicino all’Istituto Sant’Antonio e vedete se passate a qualsiasi ora del giorno e quindi sono interventi veramente stupidi. Il ponte del Maio è un punto veramente nevralgico. L’Assessore Mingarelli era intervenuto a suo tempo rifacendo il ponte, ma il pone non aveva niente di storico, è stato fatto in cemento armato, poteva essere ampliato. C’è sulla parte destra un privato, credo che faccia il fabbro, siccome espropriamo tante cose, avremmo potuto allargare l’assetto stradale, espropriando anche … io non lo so, dico così, non sono un tecnico. Dico solo le cose che vedo. La difesa del sistema industriale: fra tutte le cose che si dicono anche giuste, per l’amor di Dio, non è che voglio dire che siano scorrette, ci sono cose anche molto corrette, perché ci sono delle chicche ogni tanto che non so se provengono veramente dalla testa del Sindaco, conoscendolo credo che non sia tutta farina del suo sacco. Si parla di iniziative per l’assunzione a tempo determinato. Parliamo di stabilità di impiego e chi non è favorevole alla stabilità di impiego? Conoscete bene però quali sono i provvedimenti in materia lavoristica che provengono dalla legge Biagi, ma il tempo determinato proviene dal 1962 … (
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