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intervento fuori microfono) Siccome seguo molto quello che tu hai detto, la pericolosità di quelle situazioni, particolarmente per quanto riguarda l’Enel, io li ritengo tempi biblici e questo mi preoccupa perché se era una questione economica potevo capirla e invece siccome questi signori sanno benissimo che basta che fanno l’intervento e hanno i soldi, perché nel programma di recupero tutto è previsto, la cosa diventa proprio allarmante. Per quanto riguarda la rete del gas, ti dico che proprio lunedì prossimo scade la gara di appalto, come penso avrai visto per l’affidamento, speriamo che tutto abbia il buon seguito. Ti dico che i lavori come tu dici sono finiti, non tutti i lavori sono finiti, ci sono delle varianti in corso per cui non c’è il problema che dici tu della sistemazione definitiva di queste 4-5 frazioni che tu hai preso in considerazione. Credo di aver risposto abbastanza esaurientemente, per quello che posso aver messo in essere in tutte queste paginette che mi ero appuntato. Ripeto, al di là del fatto di prendere un grosso impegno nel seguire l’aspetto degli interramenti, ai quali credo che tutti giustamente dobbiamo seguire le tue preoccupazioni e io in testa, seguire quindi in maniera forte quello, sulle mura è un impegno e spero di poter recuperare quanto necessario, per il ponte invece sono più tranquillo perché quelli siamo riusciti a poterli recuperare e definire.


CONS. TINI: Io debbo dare atto all’Assessore Romani, il quale, ci conosciamo già da molti, quando risponde è corretto, questo glielo devo riconoscere e perciò va a merito sicuramente di Romani, a differenza di qualche collega che sfugge o non risponde. Però, Romani, per carità, prendo atto di quello che tu dici, anzi della trascrizione di questo verbale verranno sicuramente i cittadini… state zitti per cortesia, ma mica si può fare così. Non riesco a parlare. Dicevo che io prendo atto con piacere di quello che dice l’Assessore Romani, però molte cose che oggi abbiamo detto, Romani, sono state dette pure due anni fa in questo Consiglio Comunale, non con te chiaramente ma con altri personaggi e il risultato è stato molto scadente, su questo non c’è ombra di dubbio, perché qui sembrerebbe che siano cose nuove e invece queste sono cose vecchie, incancrenite ormai da anni. Quello che volevo dire è che secondo me l’Amministrazione Comunale, mi permetto di dare un piccolo suggerimento, il Sindaco non ci sta, però se fossi con il Sindaco (questo valutatelo e fate quello che vi pare) io farei una raccomandata con ricevuta di ritorno all’Enel perché qui o i proprietari non potevano staccare i fili dalle case oppure nello stato di fatto in cui si trova oggi non è possibile che andiamo incontro a un inverno in quelle condizioni. Io vi invito ad andarci a vedere, se un bambino con la bicicletta ci rimane appiccicato io non so chi paga. Se fossi con il Sindaco mi metterei con le spalle coperte. Io farei una lettera raccomandata all’Enel dicendo cara Enel, qui la situazione è questa. Sono stati fatti i lavori, giusto o sbagliato questi cavi sono stati tolti, addirittura i punti di illuminazione sono stati tolti e non sono stati rimessi. Sulla piazza centrale l’illuminazione non c’è quasi più perché è stata tolta e non ci è stata rimessa. Queste cose chi le deve seguire? Ci sarà una direzione lavori, ci sarà qualcuno che deve fare questi lavori o li devono fare i cittadini? Questo vale per tutte le frazioni oggetto dei piani di recupero, perché io conosco meglio forse una realtà, ma mi pare di aver visto che a Campodonico è come a San Donato e a Cupo è più o meno uguale. Il problema allora è per tutti. Qui non si può lasciare un inverno con la luce che passa per terra col rischio che ci passano tutti sopra. Quando si fa un palco per fare una manifestazione pubblica la commissione di vigilanza fa 100.000 prescrizioni e noi teniamo dei paesi interi, perciò 10-30-50 famiglie, con la luce tutta per terra con i fili quasi scoperti, è una pazzia questa. Andate a vedere se vi dico le stupidaggini. Questa è una cosa che dovete prendere di petto per garanzia della Amministrazione pubblica perché dopo se succede qualcosa non so quello che succede. Per quanto riguarda il resto io mi ritengo soddisfatto, Assessore Romani, prendo atto del tuo impegno. Ho solo una cosa che forse mi hai risposto un po’ così: i rapporti con questa ditta Mecella. Questa ditta Mecella mi risulta che ha fatto dei lavori che manco doveva fare, senza polemiche, prima delle elezioni, io non un uomo di mondo e capisco tutto, impianti elettrici, fatte le buche e non messi i pali della luce, pali che non funzionano. Siccome mi ricordo quando abbiamo spinto con Mingarelli per fare, di luce si parlava pochissimo, a noi interessava la strada. La strada che da Casa … va a finire a San Donato, caro Assessore, non si passa più, è intransitabile: non avete tagliato le siepi, tutte buche, è un casino. Prendi nota, si chiama strada Cupa, Cotichella conosce. Coi soldi di quel tratto di strada non voglio usare un termine offensivo per nessuno, qui è stata fatta qualche clientela con qualche punto luce messo, che secondo me era fuori dal discorso originario per cui si era fatto quell’intervento. La luce è importante, ma io penso che le strade vengono prima della luce. Qui non si possono lasciare le strade tutte sfondate, fatti i buchi per la luce e non ci abbiamo messo manco i pali, perché non sono stati messi e questo è grave. Se un appalto fatto nel mese di febbraio-marzo, a ottobre dopo sette mesi si trova in questo stato, un appalto di 75.000 euro, io debbo dedurre che è stato fatto … la strada che va a … è tutta scocciata se ci vai a vedere. Il lavoro è stato fatto male. Non hanno messo neanche un dito di asfalto, è tutta spaccata già. I lavori vengono fatti male prima delle elezioni per prendere qualche preferenza personale, col risultato che se andate a vedere oggi lavori fatti 5 mesi fa già bisogna rifarli. Io ti invito, Assessore Romani, a farti una passeggiata a Casa… e vedi come è la strada, una strada fatta nel mese di aprile, andateci a vedere. Questi sono i lavori che fa il Comune di Fabriano. Comunque complessivamente mi ritengo soddisfatto della risposta. Grazie.



PRESIDENTE: Io vorrei che ci fosse un po’ più di silenzio e i Consiglieri prendessero posto, perché le interpellanze è vero che possono non interessare ma per rispetto di chi fa l’interpellanza e di chi risponde sarebbe il caso di fare un po’ più di silenzio. Punto 6 all’ordine del giorno: interpellanza presentata dal gruppo UDC sulla situazione di Via Otello Biondi. Relaziona il Consigliere Galli.


CONS. GALLI: Nel caso di prima, nella interpellanza del collega Tini si parlava di interventi fatti in fase pre-elettorale e qui invece l’intervento di cui sto parlando io, il problema a cui risponde l’Assessore Romani è la strada di Via Otello Biondi, forse meglio conosciuta come Cortina San Nicolò in precedente e la strada che va a Cantia, tra l’altro dove abito anche io e dunque ne sono un testimone diretto. In questo caso c’è una situazione assolutamente anomala, situazione data dal fatto sia dei lavori incompiuti sia della pericolosità stradale e anche soprattutto delle modalità del servizio di raccolta dei rifiuti. Per quanto riguarda i lavori secondo me qui emerge una situazione abbastanza paradossale. Sul lato destro, andando verso la direzione Cantia, ad un certo punto terminata la prima lottizzazione c’è una seconda lottizzazione e ormai da più di 10 anni, o all’incirca da 10 anni, non sono realizzati né i marciapiedi, né allacciata l’illuminazione, né è previsto un punto di allaccio della illuminazione, è sì collegato il sistema fognario ma è del tutto privo di manutenzione. Questo dunque dal primo tratto di Via Otello Biondi fino quasi alla parte finale della stessa. Per contro se al lato destro c’è questo tipo di situazione anomala, ripeto su una lottizzazione privata che dunque doveva avere la copertura attraverso gli oneri di urbanizzazione di quelle che sono opere fondamentali, nel lato opposto stessa direzione di marcia e dunque a sinistra c’è un completamento di tutte le opere (marciapiedi, illuminazione, fognarie) e abbiamo l’edilizia popolare con una scelta di carattere urbanistico che ormai è inutile criticare perché lì sta e certamente averlo inserito in un contesto residenziale come complesso di edilizia popolare assolutamente infelice. Sta il fatto che, al di là della infelicità, a destra l’urbanizzazione delle lottizzazioni private da circa 10 anni è lasciata in totale abbandono, mi risulta che non sono stati fatti gli espropri e dunque non si sono adottati gli strumenti previsti per la realizzazione delle opere e non capisco se non ipotizzare che sarà inserito nel piano triennale delle opere da eseguire che si ponga rimedio a questo errore amministrativo tramite un reinserimento con uno strumento diverso. Secondo luogo, ma non per voler ghettizzare o menare per forza di cose sulla situazione dell’edilizia popolare. Tutti i servizi di raccolta dei rifiuti sono collocati principalmente come da foto che ho fornito all’Assessore su Via Otello Biondi sulla viabilità principale. Il complesso di oltre 30 appartamenti di quella edilizia popolare è dotato di un solo cassonetto sulla loro parte direttamente:un servizio totalmente inidoneo, tanto che cosa succede? Quel cassonetto è insufficiente, tutta l’immondizia viene portata su questi altri tipi di cassonetti dove esiste anche un punto parzialmente di raccolta differenziata e io inviterei tutti a passare e a vedere per una situazione che anche a livello di decoro e anche a livello di civiltà si presenta molto male, nel senso che lì c’è un accumulo continuo di immondizia in quanto c’è una inidoneità dei cassonetti che sono allocati. Ripeto, mentre i 30 alloggi di edilizia popolare usufruiscono di un solo cassonetto e pertanto vengono a rimettere tutti i loro rifiuti su questi altri. Dunque io ritengo che debba essere fatta chiarezza sul perché su questo tratto importante stradale una parte dei lavori non sia stata fatta, una parte fondamentale; perché sull’altra parte invece sono stati realizzati con molta fretta e con tempistiche sicuramente diverse. Sui cassonetti, ribadisco, qui è un intervento pratico e mi auguro – sicuramente sarà così – che si possa intervenire subito con un rafforzamento dei cassonetti sull’edilizia popolare, io non dico di togliere quelli che ci sono ma di riuscire a distribuire meglio il peso. Da ultimo, anche qui un inciso che va sulla pericolosità, è un tratto anche questo stradale ormai che ha una affluenza, una caratteristica diversa come viabilità, è cresciuto il tessuto e dunque le viabilità hanno subito modifiche. È un tratto che spesso viene percorso con una certa velocità e diventa pericoloso. È chiaro che non sarà ipotizzabile mettere semafori ovunque o altri strumenti, però una segnaletica o un dosso artificiale che possa contenere il tipo di problema.


ASS. ROMANI: Consigliere Galli, partiamo dall’ultima rilevanza, quella della pericolosità di quel tratto di strada. Leggo testualmente quanto il Comandante e dirigente Strippoli scrive: “non risultano essere mai stati richiesti dai residenti interventi di salvaguardia. Non vi sono comunque motivi ostativi all’eventuale installazione” di questi famosi dossi. Io ritengo di dover precisare che i dossi poi sono comunque rumorosi, forse alla notte si rischia di dormire male per cui non so se in quel tratto di strada possa essere una situazione idonea la messa in opera. Viceversa credo che una segnaletica più chiara e precisa o addirittura chiara e precisa, perché non so se ci sia, sia la cosa più plausibile. Per il resto per quanto riguarda il mio intervento che debbo dire? Che ormai è tempo che quella strada venga sistemata, nel senso che sono giuste tutte le osservazioni avanzate dal Consigliere Galli. Faccio presente che non ci sono neanche problemi di appropriazione del terreno, non mi viene il termine tecnico, in quanto a suo tempo quella parte di terreno necessaria a far dritta la stata era stata ceduta bonariamente dai proprietari, per cui è solo questione 1) di trovare le risorse e 2) di fare i lavori. Non ritengo che sia necessario inserirlo nel piano triennale delle opere pubbliche in quanto l’importo non superando i 100.000 euro credo che questo non sia necessario. L’impegno per fare qualcosa c’è, i tempi non credo che questa sera possiamo darceli, l’impegno sì, per i tempi ne riparleremo più avanti, però l’impegno a far sì che la situazione venga sistemata c’è. Poi per quanto riguarda i cassonetti vedo che il compagno amico, bontà sua che ogni tanto potrebbe parlare, non c’è e quindi parlo io, dicendo che se il Consigliere ritiene che i cassonetti sono pochi Paglialunga dovrà fare in maniera che questi cassonetti vengano portati lì, io non credo che ci sia qualcosa di ostativo. Mi sembra strano che ci sia solo un cassonetto a servizio di quelle case popolari. Rispondo anche all’ultima cosa, perché i lavori fatti di là subito e di qua no, adesso di questo non mi preoccuperei, avvocato, dato che … (fine lato A – cassetta 2) e ci si poteva mettere di più insomma. Penso di aver detto tutto quello che era in mio potere. C’è l’impegno a portare avanti la risoluzione di quella strada. Entra Paglialunga e credo che possa completare il mio intervento.


PRESIDENTE: Assessore Paglialunga, è stato fatto rilevare che nella zona di Via Otello Biondi.


ASS. PAGLIALUNGA: Sì, ho capito perfettamente. Dovrebbe già questa mattina in quanto il responsabile dell’Ancona Ambiente è stato malato in questo periodo, ma avevamo già concordato questo aumento dei cassonetti, anche se lì c’è un problema di dove sistemarli, e in più, come credo ha spiegato l’Assessore Romani, lì non è ancora terminata tutta l’edificazione e non è stata prevista purtroppo un’isola economica. Stiamo comunque prevedendo, ma che mi risulti, non l’ho controllato, stamattina stessa sono stati portati due cassonetti in quella zona. Domani mattina sarà mia premura andare a vedere.


CONS. GALLI: Prendo per buoni i propositi, però devo lamentarmi del fatto che queste situazioni, vado per punti. Sulla pericolosità io rispondo all’Assessore Romani che ogni volta che faccio una interpellanza si munisce giustamente di una relazione del servizio che fa il monitoraggio e dice in quel tratto non ci sono stati incidenti, non c’è una situazione di pericolosità. Io su questo un pochino faccio un po’ il blasfemo, nel senso che la valutazione della pericolosità non è che sempre deve essere determinata dal fatto che si sono verificati incidenti, anzi dovrebbe essere valutata proprio dal fatto che non si debbano verificare, per cui ogniqualvolta discutiamo una pericolosità per me è una pericolosità in astratto e poi su quello effettivamente si può discutere se lo sia o meno. Oggi in quella situazione è effettivamente sufficiente un intervento non drastico, non c’è una situazione di pericolosità paragonabile ad altri tratti, dunque un deterrente che potrebbe anche non quello dei dossi perché effettivamente anche i dossi possono arrecare disturbo quando qualcuno ci arriva, come diciamo, lungo e veloce e poi può essere un problema, però già una segnaletica che sia di richiamo all’utente può essere secondo me gradualmente un primo segnale per disciplinare un pochino l’utenza. Sul secondo devo dire che l’Assessore è stato un po’ troppo vago e cioè sulla realizzazione che l’argomento centrale di un completamento di un comparto urbanistico. Perché è stato vago? Perché non mi fornisce l’elemento di capire se e come questi marciapiedi, l’illuminazione e quanto altro dovevano essere comunque realizzati. A me risulta che qui parliamo di una lottizzazione privata, fino a prova contraria c’è la convenzione, ci sono i proprietari che hanno fideiussioni che si impegnano a fare l’urbanizzazione e non comprendo perché io oggi debba sentirmi dire non possiamo metterlo nel piano triennale perché comunque non supera la soglia, forse lo faremo ma non sono in grado di dire quando, è una non risposta, Assessore. Io capisco che … (intervento fuori microfono) sì, però mi dice anche non sappiamo quando e dipende dalle risorse. Allora io ne faccio una questione diversa e dunque trasformo in mozione e anticipo l’interpellanza, vediamo gli atti, c’è la convenzione, la convenzione va resa applicata. Se la convenzione prevede il completamento della urbanizzazione non vedo per quale motivo il Comune deve rinviare a un anno, due anni il completamento. Sul fatto che sull’altro lato della strada siano stati fatti, come per dire accontentiamoci che da un lato ci siano, usiamo una battuta, una scarpa e uno zocco, non va bene perché se l’intervento che è stato fatto al lato sinistro è stato fatto con denaro pubblico perché era una lottizzazione di edilizia popolare, benissimo. Se di qua c’è una convenzione privata va resa esecutiva, va applicata, tanto meglio se i proprietari hanno poi ceduto volontariamente, non c’è nessuna animosità perché di questo sono a conoscenza, quindi sono tutti ben lieti di cedere al Comune quello che già hanno lasciato praticamente disponibile in attesa che il Comune gli renda disponibili i marciapiedi e l’illuminazione, dunque non possiamo procrastinare questo nel tempo. Io chiedo, dunque la trasformo in mozione, che venga approfondito con la convenzione e capito quali sono i tempi. Chiudo sul discorso dei cassonetti, io prendo atto e già ringrazio se è stato fatto un intervento per aumentarli. Tra l’altro parlavamo anche con il Consigliere Biondi che quella situazione è non solo per Via Otello Biondi ma anche per Cortina San Venanzo e altre situazioni. È chiaro che sono situazioni che vanno monitorate e tenute sotto controllo. Che non ci sia un’isola specifica, ahimé, meglio sarebbe stato perché ormai è una aggregazione di una certa rilevanza, con una certa quantità di produzione, era sicuramente inadatto che ci fosse un solo cassonetto per 30 famiglie ed era giusto che loro venissero a portare l’immondizia dall’altro lato, non avevano alternative. Lo hanno fatto tra l’altro, devo dire ad onor del vero, con molta civiltà, correttamente, ma era incapiente per cui alla fine o dovevano riversarlo a terra o andare a portarlo su altri cassonetti più lontani con maggiori difficoltà. Dunque io direi lì servono due punti di raccolta, quello che rimane perché è utile a Via Otello Biondi e il secondo rafforzato dove sono stati messi due nella parte posteriore. Ho detto che la trasformo in mozione, riservo il deposito della mozione sul punto prevalente, lo specifico, limitatamente a quello del completamento delle opere di urbanizzazione, non per i cassonetti e non per il discorso della velocità.


PRESIDENTE: Sono le 17.57, quindi l’ora per le interrogazioni e interpellanze è stata superata perché erano le 16.55.


PRESIDENTE: Mettiamo in discussione il punto 16 all’ordine del giorno. Oggetto: approvazione delle linee programmatiche relative alle azioni ed ai progetti da realizzare durante il mandato politico-amministrativo 2007-2012. Naturalmente illustra il Sindaco.


CONS. LATINI: Presidente Mingarelli, è possibile ai sensi dell’articolo 25 del regolamento, comma 4: “la durata di ogni intervento nella discussione sulle linee generali non può superare i quindici minuti. Per argomenti quali lo Statuto, i Regolamenti, il Piano Regolatore ed atti annessi, il Bilancio e la Pianta Organica si può derogare a tale limite”. È possibile derogare a tale limite su volontà del Consiglio per questo argomento che io ritengo che sia di rilevante importanza, però non è citato nel comma 4 dell’art. 25.


PRESIDENTE: Nella conferenza dei capigruppo non è stata fatta menzione a questo punto, però credo data l’importanza dell’argomento possiamo stabilire un tempo di 20 minuti. Se è d’accordo il Consiglio fissiamo, anziché 15 minuti, in 20 minuti gli interventi sulle linee generali. Io però la passo alla approvazione del Consiglio Comunale, perché siccome non è stata richiesta nella conferenza dei capigruppo, non è tra quelle tra cui il Presidente può derogare chiedo al Consiglio se è d’accordo su questa proposta.


CONS. TINI: Forse non c’è scritto sul regolamento perché questo obbligo è sorto dopo che è stato fatto il regolamento. Questo obbligo di fare queste linee programmatiche del Sindaco, azione di governo nel quinquennio prima non c’erano perciò non potevano essere previste dal regolamento, è tutto qui. La mia era una semplice informazione.


PRESIDENTE: Metto a votazione la proposta del Consigliere Latini, elevando da 15 a 20 minuti il tempo per gli interventi.


VOTAZIONE


FAVOREVOLI: 24

CONTRARI: 0

ASTENUTI: 3


PRESIDENTE: La proposta presentata dal Consigliere Latini per elevare la discussione da 15 a 20 minuti, come abbiamo concordato è stata accolta. Il Sindaco, per l’illustrazione delle linee programmatiche.


SINDACO: Leggo l’introduzione. … (
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