3. Don Giuseppe Diana martire della camorra




Название3. Don Giuseppe Diana martire della camorra
Дата27.12.2012
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DOMENICA 25 MARZO 2012


I TITOLI


1. Domenica 1° aprile a Sassuolo Giornata Mondiale della Gioventù a livello diocesano


2. Convocazione in vescovado degli Uffici pastorali in vista dell’inizio dell’Anno della fede.


3. Don Giuseppe Diana martire della camorra




4. L’incontro prepasquale promosso dall’Azione Cattolica giovani sul tema: “La Croce vista con gli occhi di chi la causa”


5. Auguri a Mons. Monari per il 70° compleanno


TERZA PAGINA: Il documento conclusivo del forum mondiale sull’acqua


NOTIZIE IN BREVE


PRIMA PAGINA


1. È tempo di ultimi preparativi all’Oratorio Don Bosco a Sassuolo che domenica 1° aprile accoglie i giovani di tutta la diocesi per la Giornata Mondiale della Gioventù a livello diocesano.

Sono attesi oltre un migliaio di giovani da Reggio, Modena e Provincia. Sassuolo infatti, pur essendo in provincia di Modena, fa parte della diocesi di Reggio Emilia-Guastalla e i giovani hanno invitato al momento di festa e preghiera anche gli amici modenesi.

La Giornata è stata organizzata dal coordinamento giovani del vicariato 8 (Sassuolo e Valle del Secchia): una trentina di ragazzi guidati da don Alessandro Ravazzini che da alcuni mesi è al lavoro per preparare al meglio l’evento: dall’accoglienza, alla cena fino ai saluti finali.

A livello mondiale per la Gmg 2012 il tema proposto dal Papa per l’incontro delle diverse diocesi è un versetto della lettera ai Filippesi: “Restate sempre lieti nel Signore”. (Fil 4,4).

“La vita cristiana è innanzitutto gioia, stupore quotidiano dell’amore di Dio, che vediamo nella bellezza del creato, nelle confidenze degli amici, nel sorriso delle persone che amiamo”, dice ancora don Alessandro. “È importante non dimenticare questa dimensione della fede, per evitare lo stereotipo del cattolico noioso e brontolone. I nostri giovani non sono così! E il 1° aprile lo dimostreranno.”

Il momento culminante sarà l’incontro con il Vescovo Adriano e la testimonianza di Filippo Neviani, in arte Nek. Il celebre cantante sassolese ha maturato la sua identità umana e cristiana proprio all’Oratorio Don Bosco che ospiterà l’evento. Nella domenica delle Palme Nek racconterà

ai giovani il cammino della Parola nella sua esistenza.


Questo il PROGRAMMA dell’incontro di domenica 1° aprile a Sassuolo


• ore 15.30 - arrivo dei giovani a Sassuolo (parcheggio in via Radici in Piano, 2);

• ore 16.00 - accoglienza in piazza Garibaldi: “Pesce d’Aprile”;

• ore 16.30: “Fiera del Racconto”; Oratorio Don Bosco (viale Giovanni XXIII 7): tanti stand con modi diversi di raccontare e raccontarsi;

• ore 18.30: preghiera con riflessione del Vescovo Adriano e testimonianza di Nek;

• ore 20.00: cena insieme;

• ore 20.30: concerto con giovani rock-band sassolesi;

• ore 22.00: conclusione della Giornata.

In caso di pioggia la manifestazione si terrà presso la parrocchia della Ss.ma Consolata (via Santissima Consolata), con parcheggio in via Nievo 4.

Sono previsti pasti per ragazzi e ragazze con allergie alimentari (gli interessati sono pregati di richiederli a mezzo e-mail a staff@coordinamentogiovani.it entro lunedì 26 marzo).


Sul significato dell’incontro dei giovani a Sassuolo ascoltiamo ora la voce di Don Alessandro Ragazzini, sassolese di origine , incaricato per la pastorale giovanile della città e zona di Sassuolo

Inserire il cd, riprodurre la traccia 1, durata 5’ 46’’



Per avere altre notizie sulla giornata è possibile consultare il sito: http://www.coordinamentogiovani.it o inviare una mail a staff@coordinamentogiovani.it.


2. Venerdì 23 marzo il Vescovo Mons. Caprioli ha convocato in vescovado i responsabili dei vari uffici pastorali per un primo scambio di opinioni sulla programmazione per il nuovo anno pastorale 2012-2013. Non si poteva prescindere dal fatto che Papa Benedetto ha caratterizzato quell’anno pastorale come “Anno della fede”.

Ci si è pertanto interrogati sul significato di tale iniziativa, giunta quasi di sorpresa. E qui è fondamentale conoscere la Lettera apostolica “Porta fidei” (La porta della fede), pubblicata con la data 11 ottobre 2001, cioè a cinquat’anni esatti dall’Apertura del Concilio ecumenico indetto da Giovanni XXIII. Conviene subito precisare che la denominazione della Lettera è ispirata agli Atti degli Apostoli, laddove si dice che Paolo e Barnaba di ritorno dal viaggio missionario, riunirono la comunità da cui erano partiti (Antiochia di Siria) e riferirono “come Dio avesse aperto la porta della fede ai pagani (cap, 14, versetto 17).

L’annuncio dell’Anno della fede è stato dato da Benedetto XVI domenica 16 ottobre in San Pietro durante la Messa celebrata a conclusione del 1° Convegno internazionale sul tema “Nuovi evangelizzatori per la Nuova Evangelizzzazione”, organizzato dal Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, del quale è presidente il vescovo Mons. Fisichella.

Nella çettera apostolica il Papa spiega anche le ragioni che lo hanno spinto a indire un “Anno della fede”, che inizierà l’11 ottobre 2012 , esattamente a cinquat’anni dall’apertura del Vaticano II. A questo grande evento il Papa ne collega un’altro: i vent’anni dalla pubblicazione del Catechismo della Chiesa Cattolica, promulgato da Giovanni Paolo II.

L’anno della fede, lo ripetiamo, inizierà l’11 ottobre prossimo e terminerà il 4 novembre 2013 nella solennità di Gesù Cristo Re dell’universo.

Attualmente un primo passo dovrebbe essere la lettura di quella lettera Apostolica “Porta fidei”, ricca di motivazioni, di stimoli forti. Si tratta, scrive Benedetto XVI, di riscoprire il cammino della fede, come cammino di tutta la vita. Si tratta di ritrovare il rinnovato entusiasmo dell’incontro con Cristo. “La fede, prosegue, è decidere di stare con il Signore per vivere con Lui”. È “stare con Lui”.

I destinatari della lettera appaiono principalmente i Paesi dell’Occidente (Europa, America del Sud e del Nord, i luoghi cioè dove il Vangelo ha già avuto la sua prima diffusione. Questo non significa porre in secondo piano la “missio ad gentes”, cioè il primo annuncio della fede ai popoli che sinora non l’hanno avuto, ma richiamare l’attenzione sul fenomeno della secolarizzazione, cioè sulla desertificazione, laddove erano fiorite vigorose comunità cristiane. La rivitalizzazione di queste comunità sarà una straordinaria ricchezza anche per il primo annuncio della fede in terre lontane.

Per dare indicazioni operative , il Papa nella Lettera scrive di avere invitato la Congregazione per la Dottrina della Fede, in accordo con i competenti Dicasteri della Santa Sede, a redigere una Nota”. Questa è apparsa in un testo di una decina di cartelle in data 6 gennaio 2012.

Ivi tra l’alto si invitano i pastori a promuovere trasmissioni televisive o radiofoniche, film e pubblicazioni, anche a livello popolare e accessibili a un ampio pubblico sul tema della fede e sul significato ecclesiale del Concilio Vaticano II.

Si suggerisce indica l’opportunità che le Conferenze episcopali si impegnino per diffondere la conoscenza dei Santi nel proprio territorio, utilizzando anche i moderni mezzi di comunicazione sociale. Si tratta inoltre di valorizzare il patrimonio artistico per parlare al mondo contemporaneo sensibile al rapporto tra fede e arte. Quindi vengono coinvolti i mass media, anche la radio.

Nell’incontro di venerdì scorso in vescovado a Reggio sono emerse perplessità e proposte diverse, che saranno raccolte da un gruppo, per essere poi approfondite in un prossimo incontro.

Una prima indicazione è stata di puntare non tanto su eventi straordinari, quanto piuttosto di inserirsi nella pastorale ordinaria.

Intanto per evitare fraintendimenti o pregiudizi, cioè per capire il significato dell’iniziativa pontificia è fondamentale la lettura diretta della Lettera “Porta fidei” e anche della “Nota” con le indicazioni pastorali. Si tratta di neppure una ventina di pagine, facilmente scaricabili da internet.


3. Cambiamo argomento. Con diverse iniziative in diocesi è stata celebrata la Giornata di digiuno e preghiera per i missionari martiri. Quella a carattere diocesana è stata celebrata a Sant’Ilario d’Enza sabato sera con grande partecipazione di giovani.

Sebbene non faccia parte dei 26 operatori pastorali uccisi nel 2011, riteniamo di potervi accostare la testimonianza di un sacerdote di Aversa assassinato dalla mafia quasi vent’anni fa.


Diciotto anni or sono, il 19 marzo 1994, giorno del suo onomastico, don Giuseppe Diana, già vestito con i paramenti sacri per celebrare la Messa, all’età di 35 anni veniva assassinato nella sacrestia della chiesa di San Nicola di Bari a Casal di Principe, provincia di Caserta.

Un killer con cinque proiettili colpì il sacerdote che morì all'istante.

Domenica scorsa, 19 marzo, ad Aversa si sono svolti i consueti festeggiamenti dedicati alla Madonna Addolorata che in processione ha sfilato per le strade cittadine. Il corteo è partito da Piazza Savignano,dove è ritornato dopo avere percorso tutto il centro cittadino. Lì già nella celebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo di Aversa, Angelo Spinillo, è stato rievocato il 18° anniversario dell’assassinio, assieme al ventennale della famosa lettera di Don Diana “Per amore del mio popolo non tacerò”, un documento diffuso nel Natale del 1991 in tutte le chiese del vicariato di Casal di Principe. Lo si può leggere integralmente nel settimanale diocesano La Libertà del 24 marzo.

Per l’occasione è stato diffuso un libretto dal titolo . “… poiché il cielo rosseggia” , che contiene, oltre alla lettera di Don Diana sottoscritta da parroci casalesi, il documento della Conferenza Episcopale della Campania del 1982 in un intervento dallo stesso titolo.

La pubblicazione integrale della lettera di Don Diana e di quello dei Vescovi campani, ha affermato monsignor Spinillo, descrive con grande efficacia il fenomeno della camorra, in particolare il modo di pensare e di vivere all’interno di una società vittima della malavita, e soprattutto stigmatizza il fenomeno “come qualcosa a cui bisogna opporre resistenze positive”.

I segni ci sono; come nel Vangelo di Matteo ‘quando il cielo rosseggia’, si leggono i segnali che sono positivi”.

“Credo nei miracoli, per questo credo che un giorno la camorra sarà sconfitta”. Sono state le parole di don Carlo Dell’Aversana, vicario foraneo della Forania di Casal di Principe, il quale 20 anni fa, firmò con don Peppe Diana la famosa lettera ai fedeli.

Don Carlo ha invitato i cattolici della culla del clan dei casalesi a svegliarsi e ad essere testimoni della parola di Cristo per sconfiggere la camorra. “La Camorra che – ha ripreso – sarà sconfitta non solo con gli arresti, ma quando i camorristi cambieranno strada”.

Dopo la Messa era intervenuto Augusto Di Meo, amico del sacerdote, testimone fon­damentale di quell’omicidio. Vide il killer e raccontò tutto, contribuendo in ma­niera determinante alla sua condanna. Dovette rifugiarsi 3 anni a Spello con la famiglia, ma poi fu costretto a tornare perché lì non riusciva a la­vorare. «Avevo paura e anche ora ho paura. La vita non è facile per chi non ha accetta­to il silenzio”. Ma Augusto non ha cambiato idea. «Andrei ancora a testimoniare e non solo perché don Peppe era un amico».

Ad una domanda sull’eventuale beatificazione del parroco Don Diana il vescovo Spinillo ha evidenziato come si tratti di un iter lungo e complesso, al quale, comunque, si sta pensando. Ha poi fatto riferimento ai fatti di questi giorni che vedono sempre più sindaci e amministratori coinvolti, collusi con la camorra. “I fatti ai quali stiamo assistendo – ha dichiarato il vescovo – tradiscono la fiducia e bloccano le speranze di progresso, in un futuro migliore”.

Non sono mancati rimproveri di debolezza per il passato. “Le chiese del Sud non hanno voluto combattere questo male. Si sono rassegnate a forme di convivenza e di opportunismo”, ha scritto Mons. Raffaele Nogaro, vescovo emerito di Aversa in una lettera del 17 marzo 2010.


4. Appuntamento molto partecipato e di grande spessore quello di giovedì 15 marzo, per la consueta serata dedicata dall’Ac Giovani (Acg) ai giovani ed agli educatori per prepararsi alla Pasqua. Il titolo dell’incontro - Ricordati di me - prendeva spunto dalle parole pronunciate dal “buon ladrone” a Gesù sulla croce e dal sussidio per la preghiera quotidiana dell’Ac nazionale. Proprio del buon ladrone è lo sguardo con cui ci siamo interrogati nel guardare la croce: con gli occhi di chi la causa, oltre che di chi la porta.

Per la nostra società, chi più dei detenuti è dalla parte del torto? Per chi sbaglia ai massimi livelli c’è la possibilità di riabilitarsi, agli occhi di Dio e degli uomini? A questo proposito sono stati invitati don Matteo Mioni e Daniele Marchi. Con le loro parole semplici e quanto mai vere hanno introdotto i numerosi presenti in un mondo conosciuto solo da pochi: quello dei detenuti.

Don Matteo ha fatto per anni il cappellano nel carcere di Rebibbia ed è cappellano attualmente al carcere e all’Opg di Reggio; Daniele lavora presso L’Ovile, cooperativa che favorisce il reinserimento degli ex carcerati nel contesto sociale, accogliendoli in appartamenti con giovani operatori sociali. Sulla base della loro esperienza hanno commentato la Parola di Dio con toni forti, a tratti drammatici, che i hanno ricordato di che natura siamo fatti in quanto uomini, come dice la maglietta: Siamo tutti fuorilegge.

E’ intervenuto per primo Don Matteo, il quale ha sottolineato che siamo anche tutti figli di Dio, desiderosi di ripartire dall’incontro d’amore con lui. Come quel giovane detenuto marocchino, che ha chiesto a don Matteo di essere confessato, al di là delle regole sacramentali. Siamo tutti fratelli, come hanno dimostrato quei ragazzi carcerati che per giorni e notti hanno fatto i turni per evitare che un loro compagno di cella la facesse finita, sopraffatto dalla disperazione. Siamo tutti membra del corpo di Dio: anche quei ragazzi che si autolesionano con le lamette perché non sanno come vedere una via d’uscita al loro dolore. In questi modi si esprime l’umano sentimento che accomuna tutti, dentro e fuori dal carcere. La differenza è che, dentro, la voglia di risposte è tanta e richiede una credibilità reale, vivida, pura, perché può cambiare il senso di una situazione che di per sé non dà vita.

Come è successo ad un detenuto seguìto da don Matteo, convertitosi al cristianesimo durante la detenzione e battezzato la sera di Pasqua dello scorso anno. Quando è uscito di prigione, la settimana scorsa, ha detto al don: “Finalmente sono libero!”. “No”, gli ha ribattuto don Matteo, “tu sei libero già da molti mesi”, perché il Vangelo aveva già liberato il suo cuore dalla paura.


Daniele Marchi ha poi mostrato che ci sono modi concreti di dare la possibilità, a chi ha commesso un reato, di ricominciare: una strada è quella della Giustizia Riparativa, già sperimentata in altri Paesi ed anche in Italia soprattutto nei Tribunali dei Minori. L’obiettivo è quello di far incontrare il condannato con la vittima del proprio reato, in modo da potersi confrontare sui fatti e per raccontarsi a vicenda le conseguenze a cui hanno portato.

È un tentativo per provare a colmare la distanza, nella maggioranza dei casi abissale, che si crea tra le due controparti del misfatto, e che spesso allontana chi ha sbagliato dalla possibilità di vedersi riabilitato. In alcuni casi, quando il percorso di Giustizia Riparativa porta a un reale punto di incontro tra la vittima ed il colpevole, la pena può anche essere diminuita o talvolta cancellata. Difficile da accettare, per il nostro modo “giusto” di vedere le cose, dove il torto e la pena devono essere assolutamente bilanciati. Ma il Vangelo è sempre quel grande “ma” che scuote le nostre coscienze e ci invita a credere nell’uomo ogni mattino con sguardo nuovo. “Avete inteso che fu detto ‘occhio per occhio’ … ma io vi dico!”.


Ad accompagnare la serata, un video preparato dai ragazzi dell’Acg che, tramite le parole di Fabrizio De Andrè, ripropone il “testamento di Tito” nella sua analisi scomoda dei dieci comandamenti alla luce della sua storia…

E si scopre che il Buon Ladrone sta nell’elenco dei santi, festeggiato il 25 marzo.

Molto coinvolgente e stimolante è stata la serata promossa dalla Acg.


5. Non si direbbe proprio, anche perché il volto e i tratti si conservano giovani, ma “don Luciano” - il Vescovo di Brescia mons. Luciano Monari - il prossimo 28 marzo raggiungerà il traguardo dei settant’anni. Noi lo vediamo in pieno vigore fisico e spirituale, nonostante gli sia stato caricato un grosso peso sulle spalle, specialmente da quando il 14 ottobre 2007 gli è stata affidata la grande diocesi di Brescia. Al Vescovo Luciano l’augurio riconoscente e affettuoso dei reggiani, accompagnato da una particolare invocazione alla B.V. della Ghiara.


TERZA PAGINA


IL DOCUMENTO CONCLUSIVO DEL FORUM MONDIALE SULL’ACQUA,


Come le sponde di un fiume, così si sono sviluppati – in parallelo –, i due Forum mondiali sull’acqua: da una parte dal 12 al 17 marzo il 6° Forum ufficiale, dall’altra l’alternativo. La situazione in cui versa il pianeta è stata analizzata sotto molteplici aspetti, mettendo in luce la necessità di un intervento urgente e coordinato, volto alla ricerca del bene comune, senza penalizzare alcun individuo.

Il documento conclusivo del 6° Forum mondiale dell’acqua, nei suoi oltre trenta paragrafi, evidenzia l’impegno a “raggiungere l’accesso all’acqua potabile sicura e a servizi igienici per tutti, con la necessaria disponibilità, qualità, accettabilità, accessibilità e costi contenuti”. Formula anche la determinazione a “migliorare la situazione dei miliardi di persone” che oggi non vi hanno accesso attraverso “finanziamenti adeguati e investimenti robusti di regolamentazione, controllo e responsabilità che coinvolgano tutte le parti interessate”. Riafferma inoltre l’intento a “garantire a tutti il benessere accelerando l’accesso ad acqua potabile e servizi igienico-sanitari sicuri”, secondo gli Obiettivi Onu del millennio.

Nello stesso tempo, non si accenna alle richieste di quanti, aderendo al Forum alternativo, puntavano a focalizzare l’attenzione sulla riduzione dei costi e dei consumi. In linea di massima “il documento adottato – afferma Felipe Quispe Quenta, ministro dell’Ambiente della Bolivia – è lo stesso della prima stesura, non è frutto di una condivisione unanime”. Con queste motivazioni, espresse in una nota, la Bolivia e l’Ecuador si sono tirate indietro dalla sua sottoscrizione.

A tornare sul tema è stato il Vescovo di Marsiglia, mons. Georges Paul Pontier, che ha sottolineato l’esigenza di “avviare alleanze tra popoli per raggiungere il fine ultimo di un’equa distribuzione del bene”. “In quest’ottica – ha aggiunto il presule – occorre orientarsi all’uso sobrio dell’acqua”, legato più in generale a stili di vita improntati alla sobrietà.

“L’acqua è fondamentale per l’agricoltura”, riporta il documento finale nella parte centrale; “sviluppo rurale, agroalimentare e della nutrizione” sono correlati per cui “acqua e politiche di sicurezza alimentare devono essere integrati, garantendo un uso efficiente e la protezione delle risorse idriche”.

Il raggiungimento di quest’obiettivo, si dichiara nel documento, implica soluzioni su misura e innovative per affrontare la diversità delle situazioni, tenendo in considerazione la disponibilità e la qualità delle acque, del suolo e della terra, il livello dello sviluppo delle infrastrutture”. Si deve inoltre tenere presente “l’esposizione a inondazioni e siccità, l’utilizzo sostenibile delle risorse idriche e la capacità istituzionale dei soggetti interessati”.

Dal canto suo, Catarina de Albuquerque, portavoce Onu sul diritto all’acqua, ha invitato a “essere vigili e attenti”, lamentando “un passo indietro rispetto al 2010”, “perché nella dichiarazione ancora non si riconosce il diritto umano all’acqua e ai servizi igienici” riconosciuto dall’Onu.


Intanto, nella mattinata del 17 marzo è stato presentato il documento conclusivo del Forum alternativo, che annuncia la nascita di una rete europea dei Movimenti per l’acqua per “far rispettare i principi e gli obiettivi comuni che sono alla base dell’acqua come bene comune”. “Sogniamo un’Europa – ha affermato Tommaso Fattori del Movimento internazionale per l’acqua – impegnata in prima linea nella difesa dei diritti umani”. Piccoli passi verso la nascita di una coscienza tesa non solo al profitto.


NOTIZIE IN BREVE


* L’agenda del Vescovo Adriano e del suo Ausiliare Lorenzo della prossima settimana prevede i seguenti appuntamenti:


- Martedì 27 marzo, alle 21, nell’oratorio “Don Bosco” di Santa Croce, il Vescovo incontra i Catechisti battesimali e dei gruppi di Iniziazione cristiana del Vicariato urbano con la Riconsegna degli Orientamenti diocesani per una rinnovata prassi dell’iniziazione alla vita cristiana.


- Giovedì 29 marzo, alle 10.30, in Cattedrale, l’Ausiliare presiede la celebrazione eucaristica in preparazione alla Pasqua, con i Carabinieri e con tutti i Corpi di polizia e vigilanza al servizio della Città. Alle 18, presso il Centro Giovanile Don Bosco di Guastalla, mons. Ghizzoni partecipa alla riunione di bilancio del Comitato per il restauro della Concattedrale.

Alle 20.30, presso l’Astoria a Reggio, mons. Caprioli partecipa alla presentazione del libro su Chiara Lubich con l’autore Armando Torno.


- Venerdì 30 marzo, alle 17.30, in Seminario, l’Ausiliare presiede l’incontro in preparazione alla Pasqua, con i Giuristi Cattolici.


- Sabato 31 marzo, Mons. Caprioli è a Rimini per il secondo incontro regionale delle delegazioni diocesane dell’Ordo Virginum.


- Domenica 1° aprile, alle 10.15, il Vescovo presiede la liturgia della Domenica delle Palme e della Passione del Signore, con la processione che parte dalla Basilica di S. Prospero e la celebrazione eucaristica in Cattedrale Alle 10.15, l’Ausiliare presiede la liturgia della Domenica delle Palme e della Passione del Signore a Barco. Nel pomeriggio, presso l’Oratorio Don Bosco di Sassuolo, il Vescovo partecipa e interviene alla Giornata diocesana dei giovani. Partecipa all’evento anche l’Ausiliare Lorenzo


- Lunedì 2 aprile, in mattinata, a Bologna, mons. Caprioli e mons. Ghizzoni partecipano alla riunione della Conferenza Episcopale Regionale.


* Passiamo ora agli altri appuntamenti della settimana


* Martedì 27 marzo, ore 20.30, Museo dei Cappuccini (via Ferrari Bonini 6): per il 4° centenario di S. Giuseppe da Leonessa, fr. Antonello Ferretti, studioso d’arte, responsabile delle attività del Museo, parlerà di: “Colori e setole, tra ricchezza e povertà”.


* Al Cinema Corso di Rivalta, martedì 27 marzo, ore 21: l’attore Pietro Sarubbi, il Barabba del film “Passion” di Mel Gibson, parlerà della sua conversione durante la lavorazione del film.


* Martedì 27 marzo, ore 21, Oratorio Don Bosco di Guastalla, via Pegolotti 4: nella 5a e ultima lezione del ciclo Il libro dei Salmi, della Scuola di Formazione cristiana “Card. Carlo A. Ferrari”, don Gino Bolognesi interverrà sui Salmi 49 (50) e 50 (51): Quando Dio “entra in lite” con l’uomo.


* Nella chiesa di San Prospero Strinati a Reggio, martedì 27 marzo, ore 21: Stazione quaresimale zonale per i missionari martiri.


* Mercoledì 28 marzo, ore 17, Biblioteca dei Cappuccini (piazza Vallisneri 1): per il ciclo “Sul sentiero della pedagogia reggiana”, Luciano Corradini, Fulvio De Giorgi e Giuseppe Adriano Rossi dialogano sul tema “Luciano Corradini per il dialogo pedagogico e per il coinvolgimento della città educante”.


* Giovedì 29 marzo, ore 17.30, Istituto San Vincenzo (via Franchetti 4): l’A.Ge (Associazione Genitori), l’Uciim (insegnanti cattolici) e l’Istituto San Vincenzo promuovono l’incontro col prof. Umberto Nizzoli, psicologo clinico, su “La cura dei disturbi alimentari”.


* Il Comitato zonale Anspi di Reggio Emilia organizza per giovedì 29 marzo, dalle 17 alle 20, all’Oratorio don Bosco di via Adua, a Reggio Emilia, il primo dei due incontri del Corso per dirigenti, animatori ed educatori, dal titolo Le dinamiche del gruppo. La gestione di un gruppo in un contesto sociale. Info e iscrizioni Segreteria Anspi R.E. 0522.518474 (segreteria@anspi.re.it).


* Giovedì 29 marzo, ore 20.30, Sala Convegni dell’Hotel Mercure Astoria: per il Movimento dei Focolari il giornalista Armando Torno presenta il suo libro “PortarTi il mondo fra le braccia. Vita di Chiara Lubich”, dialogando sul tema “Uomini nuovi per nuove città. Chiara Lubich: una proposta”.


* Nella chiesa di San Girolamo a Reggio, giovedì 29 marzo, ore 21: S. Messa missionaria (pro Albania, presieduta da don Giordano Goccini).


* Giovedì 29 marzo, ore 18, Centro Giovanni XXIII: Aimc e Uciim promuovono per docenti e dirigenti scolastici l’incontro di spiritualità pre-pasquale guidato da don Claudio Gonzaga.


* Nella chiesa di Bagnolo, giovedì 29 marzo, ore 21: per l’inaugurazione del restaurato organo Reinich-Pirchner, concerto del m.o Olivier Latry, organista della Cattedrale Notre Dame di Parigi (musiche di Frescobaldi, Buxtehude e Bach).


* Venerdì 30 marzo in Cattedrale, dalle 7.30 alle 22.30 i sacerdoti del Vicariato Urbano saranno disponibili per il sacramento della Riconciliazione. Alle 21 le parrocchie del Centro storico si riuniranno in Cripta, per un momento di preghiera alla vigilia della Settimana Santa. L’animazione della giornata penitenziale è stata affidata al gruppo Giovani e Riconciliazione. Sarà sospesa l’adorazione eucaristica; restano in cripta le Lodi alle 7.40 e le Messe delle 8 e delle 10.30.


* Sabato 31 marzo, ore 9.45, chiesa di S. Antonio di Padova (via Manara): incontro di preghiera guidato da don Augusto Gambarelli.


* Reggio Terzo Mondo (Rtm) invita al concerto Note che valgono il mondo, che si terrà sabato 31 marzo, ore 18, nella chiesa di S. Filippo (in via S. Filippo). Si esibirà il Quartetto Ravel (W.A. Mozart, Quartetto per archi K421 in Re minore; offerta libera progetti Rtm; segue aperitivo).

* Sabato 31 marzo, ore 15.30-18.30, chiesa Madonna dell’Uliveto (Montericco): l’U.P. di Albinea Montericco, con Casa Betania e Casa M. dell’Uliveto, propone la celebrazione penitenziale Fissatolo lo amò, animata dal Gruppo Giovani e Riconciliazione e guidata da don Gigi Lodesani.


* Nel convento dei Cappuccini di San Martino in Rio (in via Rubiera 5), sabato 31 marzo, ore 16, per il ciclo Party in Missione, incontro sulla missione in Turchia, con suor Pia Giannasi e l’Ordine Francescano Secolare, Ofs (con Vespri e cena). Alle 21: concerto del MinoRock, il gruppo rock della diocesi di Mantova.


* Sabato 31 marzo, ore 20.45, parrocchia di S. Antonio: il Circolo Quii dal treno dal cócc presentano la lettura dialettale della Passione di Cristo, dal libro inedito di Gabriele Schenetti “La Bébbia e la Nativitèe”, con proiezioni, canti e musiche.


* Domenica 1° aprile, ore 16.30-18.30, presso Il Monte, Casa Bicocca a Borzano (via Franchetti 2): per il ciclo per famiglie giovani Mettiamo un po’ d’ordine?, promosso dal Movimento Familiaris Consortio, incontro su “Erano circa le 4 del pomeriggio”, Family Planning: la quotidianità in famiglia.


* Lunedì 2 aprile, ore 21, chiesa dell’Ospizio: per Soli Deo Gloria, concerto d’organo del maestro Matteo Francesco Golizio, organista del Santuario di S. Francesco da Paola di Paola (Cosenza).


* Nella chiesa di Campagnola, lunedì 2 aprile, ore 21: S. Messa con le Famiglie delle Emergenze (con condivisione e testimonianze).


* Martedì 3 aprile, ore 15.30, presso il convento delle Serve di Maria (Santuario B.V. dell’Olmo) a Montecchio: gli Amici della Bibbia propongono il 9° incontro sull’Apocalisse (il 10° sarà martedì 8 maggio).

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