Percorsi alternativi alla guerra e alla violenza dall’antichità a oggi




НазваниеPercorsi alternativi alla guerra e alla violenza dall’antichità a oggi
страница4/51
Дата06.09.2012
Размер1.54 Mb.
ТипДокументы
1   2   3   4   5   6   7   8   9   ...   51
La Peace History


La storia della pace ha avviato il suo percorso di ricerca da alcuni anni e negli Stati Uniti vi sono già degli studi di "Peace History". Chi conosce l'inglese può prendere contatto con realtà stimolanti come la Peace History Commission e la Peace History Society. Tuttavia fare storia della pace non è semplice. Vi è la difficoltà di reperire fonti alternative. Ma c'è anche un altro problema: una delle cose più complesse da definire è che cosa si intenda per "storia della pace". Ad esempio: la storia della pace deve studiare le guerre? Occorre cioè circoscrivere l'ambito storico e l'oggetto stesso dello studio al fine di compiere una opportuna ricerca e selezione delle fonti.


La storia della pace come raccolta di testimonianze


Personalmente ritengo che la storia della pace debba mettere in evidenza la biografia di tanti "piccoli" personaggi ignorati dalla storia ufficiale e di tante azioni positive che hanno costruito "l'altra storia". Un'altra società è possibile se diventa possibile un'altra storia che valorizzi non solo i grandi personaggi ma anche la gente comune che ha operato per il cambiamento pacifico e nonviolento. La storia occorre studiarla non solo come storia di mascalzoni e di mascalzonate altrimenti diventa una sorta di spauracchio da cui il lettore esce chiedendo aiuto. E da questa immagine di storia malefica se ne esce a volte con l'attesa del partito buono che ci protegge e che ci salva. E che ci chiede magari un complice silenzio, altrimenti "vince il nemico". Una storia tutta centrata sulla malvagità che opprime gli uomini e devasta il passato fa piazza pulita - a pensarci bene - dei tanti che hanno costruito qualcosa di buono. Come in tanti giornali l'impegno positivo non fa notizia o non va in prima pagina, così anche nella storia il meccanismo rischia di riprodursi e di spazzare via la storia positiva, la "piccola storia" delle tante testimonianze profetiche e lungimiranti.


La storia della pace come studio strutturale


L'obiezione verso questo approccio è che si faccia la storia dei perdenti e delle buone intenzioni, dei "profeti disarmati" che caddero in rovina, come pensava prima Machiavelli e poi storiografia marxista. E in effetti vi è il rischio che la ricerca si arresti alla narrazione di storie sui coraggiosi testimoni e profeti della pace, piene di emozioni profonde ma a cui potrebbe sfuggire la storia strutturale.

I guasti delle guerre sono stati così profondi che la storia delle biografie, per quanto animata di ideali e segnata dalle sofferenze, non giunge ad analizzare compiutamente. Ad esempio i dati statistici, i retroscena economici e gli "invisibili" giochi di potere ci dicono della guerra tante cose che poi sono argomenti per la pace.


La storia della pace e la storia della stupidità


Secondo Pino Aprile "il potere di un'organizzazione sociale umana è tanto più forte quanto maggiore è la quantità di intelligenza che riesce a distruggere". E cataloga la guerra e le dittature fra quelle forme di potere che hanno lavorato contro l'intelligenza e le sue espressioni. Scrive Pino Aprile:


"Erodoto ammoniva che gli dei stroncano tutto ciò che si innalza; colpiscono con il fulmine gli alberi più alti, gli animali più grandi, perché quelli piccoli non li infastidiscono. Racconta poi che Periandro, tiranno di Corinto, tramite un araldo, domandò a Trasibulo, feroce signore di Mileto, come si regge una città. Trasibulo condusse l'araldo in un campo seminato, e ogni volta che vedeva una spiga che sorpassava le altre, la recideva e poi la gettava via, finché atterrò la parte più bella della messe. Periandro capì e mise a morte gli uomini migliori di Corinto.

Charles Darwin si chiese anche le ragioni per cui la Spagna, dominatrice, per un certo periodo di mezzo mondo, sia rimasta poi terribilmente arretrata (…) "La Santa Inquisizione - scrisse - scelse con estrema cura gli uomini più liberi per bruciarli o imprigionarli. In Spagna, alcuni dei migliori uomini, quelli che dubitavano e ponevano problemi, e senza il dubbio non può esserci progresso, furono eliminati durante tre secoli al ritmo di mille all'anno".

Che la Spagna fosse in guerra contro l'intelligenza è provato anche dalla contemporanea espulsione degli ebrei, le teste più fini del regno; mentre dei mori, che avevano contribuito a riportare in Occidente le scienze e la filosofia, si era già privata".21


La storia della violenza andrebbe dunque interpretata non solo sulla base di criteri morali (del tipo "è crudele", "è ingiusta", ecc.) ma anche sulla base di criteri di convenienza e utilità (del tipo "è controproducente autodanneggiarsi"). La violenza ha infatti costruito la storia della stupidità. Un tale criterio interpretativo entra in aperta contraddizione con la filosofia idealistica che ha concepito la storia come una progressiva rivelazione dello Spirito. E' abbastanza ovvio che gli intellettuali che hanno insegnato nelle università tedesche nella prima metà dell'Ottocento non potessero che essere disponibili a celebrare il potere, quel potere che aveva assegnato loro una cattedra universitaria. Questi intellettuali mai avrebbero scritto una storia della stupidità che si intrecciasse con la storia del potere e delle guerre. Né in seguito si è tentato di scrivere una storia della stupidità in quanto il potere è stato oggetto di conquista e non poteva quindi essere analizzato come potere della stupidità.

Oggi a scuola occorrerebbe invece avere il coraggio di rompere un tabù. Il tabù per cui chi conquista il potere è non solo più forte e più furbo ma anche più elevato culturalmente. Basterebbero pochi esempi, e Pino Aprile ne cita parecchi:


"Il cervello fa paura, scatena l'aggressività in chi ne è privo o meno dotato. Hitler, alla testa della più ottusa macchina di potere mai vista in tempi moderni, elesse suo nemico il popolo che ha meritato il maggior numero di premi Nobel. I sovietici organizzarono il massacro delle fosse di Katyn per azzerare l'intelligenza polacca (a potare la propria provvidero con più calma). Alessandro Magno, giunto nella valle dell'Indo, fece rastrellare i dodici uomini più saggi della regione e chiese chi fra loro fosse il migliore, per metterlo a morte. L'imperatore cinese Shi Huang Ti ordinò la distruzione di tutte le opere letterarie e l'eliminazione fisica di tutti gli uomini d'ingegno del suo sconfinato paese. Cosa avevano da temere, questi uomini potentissimi, da parte di pochi e deboli, sia pur dotati di intelligenza eccezionale? Nulla; ma era come se obbedissero a un impulso profondo di distruzione dell'intelligenza".22


Non è quindi un caso se molti dei più acuti intellettuali e artisti (Einstein, Freud, Russel, Chaplin, Picasso, ecc.) si siano impegnati contro la guerra e abbiano elaborato una cultura della pace e della tolleranza non solo allo scopo di preservare la propria libertà e dignità ma anche per proteggere la storia dell'intelligenza contro la storia della stupidità.


La storia della pace e la storia dei soldati


La storia "calda" (quella raccontata) e la storia "fredda" (quella analizzata) debbono convivere dentro la storia della pace. La storia alternativa alla guerra è quella che si confronta con la guerra, non quella che vive in un mondo a parte separato dalla guerra. Quindi la storia della pace si occupa anche di storia militare ma lo fa con un occhio attento alla vicenda umana della sofferenza dei soldati, alle esperienze di diserzione e ribellione, alle conseguenze sociali, ambientali ed economiche dei conflitti armati.


La storia della pace e la storia della democrazia


Detto questo occorre però aggiungere che la storia della pace vive di un suo specifico che la innalza al di sopra del suo opposto dialettico (la storia della guerra) e che annota i progressi positivi - in campo sociale, istituzionale, culturale, artistico, ecc. - di chi ha lottato per essa. Possono essere conquiste "esterne" acquisite oggettivamente nella società o conquiste "interne" della coscienza collettiva.

La storia della pace è la storia della dignità delle persone, ossia della costruzione dei diritti umani, della democrazia, della giustizia, della legalità. E' la storia di regole e di garanzie, è la storia della costruzione del tessuto di rapporti e norme che fanno esprimere la volontà generale e che al tempo stesso tutelano i diritti delle minoranze. E' la storia della progettazione e realizzazione delle regole del conflitto sociale nonviolento in cui non prevale il più forte e il più violento ma chi acquisisce più consenso: è quindi la storia della democrazia.


Andare oltre la storia della pace: storia della nonviolenza


La storia della pace - quando fa proprio il processo di innalzamento civile nel campo dei diritti umani, della democrazia, della giustizia, della legalità - non intende diluire e smarrire il suo specifico ma propone di costruire un percorso che vada verso una storia della nonviolenza. La nonviolenza non è solo la lotta contro la guerra ma è la lotta contro tutte le forme di violenza della vita quotidiana. Come affrontare situazioni di violenza, di odio, di discriminazione o di sopruso nella vita di tutti i giorni? La storia ha prodotto violenza non solo con le guerre. E' perciò importante andare oltre una visione della storia della pace focalizzata unicamente sui movimenti antiguerra. Sarebbe limitativo. Le esperienze di risoluzione nonviolenta dei conflitti sociali sono state alla base dei movimenti antiguerra. Esse sono maturate in contesti differenti (lotta al razzismo e alla schiavitù, diritti alle donne, ecc.) portando nel movimento per la pace ricchezza ideale e originalità nei metodi di organizzazione dell'iniziativa.

Tutto ciò ha ampliato l'oggetto di studio della storia della pace. Ecco perché abbiamo dato a questo testo il titolo di "storia della pace e della nonviolenza".


Nonviolenza e non violenza


A proposito della parola nonviolenza, occorre notare che, secondo il Dizionario Sabatini Colletti, essa appare per la prima volta in Italia nel 1930. Il merito va ad Aldo Capitini. Egli scriveva "nonviolenza" senza spazi per indicare una concezione filosofica che proponeva in positivo un'intera strategia di lotta e non una semplice negazione della violenza. In questo libro pertanto si troverà spesso la parola nonviolenza per indicare tale strategia in positivo, distinta dalla non violenza intesa come semplice astensione dall'uso della forza per causare un danno all'avversario.


Storia degli uomini e storia dei caporali


Occorre infine comprendere che una storia della pace e della nonviolenza non può che essere una storia del potere e delle sue forme di dominio. Nel film "Siamo uomini o caporali?" (1955) Totò, nei panni di un uomo ricoverato in manicomio, dice al dottore:


L’umanità io l’ho divisa in due categorie di persone: uomini e caporali. La categoria degli uomini è la maggioranza. Quella dei caporali, per fortuna, è la minoranza. Gli uomini sono quegli esseri costretti a lavorare tutta la vita come bestie, senza vedere mai un raggio di sole, senza mai la minima soddisfazione, sempre nell’ombra grigia di un’esistenza grama. I caporali sono appunto coloro che sfruttano, che tiranneggiano, che maltrattano, che umiliano. Questi esseri invasati dalla loro bramosia di guadagno li troviamo sempre a galla, sempre al posto di comando, spesso senza avere l’autorità, l’abilità o l’intelligenza ma con la sola bravura delle loro facce toste, della loro prepotenza, pronti a vessare il povero uomo qualunque. Dunque dottore, ha capito? Caporale si nasce, non si diventa. A qualunque ceto essi appartengano, di qualunque nazione essi siano - ci faccia caso – hanno tutti la stessa faccia, le stesse espressioni, gli stessi modi. Pensano tutti alla stessa maniera”.


In queste parola troviamo espressa una verità storica di fondo: la distinzione politica più profonda non passa fra destra e sinistra ma fra chi ha il potere e chi ne è escluso. Per cui anche in regimi “di sinistra”, dittatoriali o più o meno democratici, sono andati al posto di comando molti di coloro i quali sarebbero magari rimasti in sella con qualunque regime grazie alla “sola bravura delle loro facce toste”, come dice Totò. I caporali non sono né di destra né di sinistra, ma sono caporali e basta. E questa storia non ricerca -come filo conduttore del processo di liberazione dell’umanità - la demarcazione destra/sinistra ma la demarcazione caporali/uomini, alto/basso, esclusione/partecipazione, dominio/liberazione, autoritarismo/democrazia, diseguaglianza/giustizia.


Il mio punto di vista di giovane

di Daniele Marescotti


Perché sto scrivendo


Era dal 1991 che mio padre aveva incominciato a lavorare alla storia della pace. Avevo cinque anni allora. Poi crescendo, studiando determinati argomenti, mi sono accostato sempre più a quello che era il lavoro di realizzazione della storia della pace. Ho cominciato così dapprima a "scribacchiare" e poi a scrivere anche io andando a costituire la seconda metà della "squadra di scrittori" che ha dato vita ad un libro elettronico, distribuito su Internet, che può diventare cartaceo. Questa storia della pace potrebbe essere utilizzata anche nelle scuole, in quanto utile strumento di approfondimento e riflessione.

Il contenuto della storia della pace si trova sul sito www.peacelink.it nella sezione tematica "storia"23. Un grazie va a Francesco Iannuzzelli che ha reso possibile la realizzazione di un sistema di pubblicazione elettronica su Internet che permette un accesso facile e una eventuale modifica delle informazioni. In breve possiamo dire che questa sezione è destinata a divenire una biblioteca virtuale - consultabile da ogni scuola e da ogni persona dotata di collegamento ad Internet - in cui è possibile inserire, leggere o stampare documenti storici, saggi critici scritti da studenti o insegnanti, contributi culturali di varia provenienza. Il tutto viene raccordato alla storia della pace il cui testo contiene dei link ossia dei collegamenti ipertestuali che offrono degli approfondimenti sui testi integrali della biblioteca virtuale. Nel testo principale della storia della pace i documenti spesso non possono essere citati in forma estesa per ragioni di spazio o per non appesantire la lettura. Ci siamo infatti rapidamente accorti che scrivere una storia della pace con un'appendice di documenti storici e di saggi storiografici avrebbe causato un'eccessiva lunghezza del libro. E quindi abbiamo scelto di inserire delle note a piè di pagina contenenti dei link che rinviano alla sezione di storia del sito di PeaceLink o ad altri siti di interesse storico. Ci è sembrato interessante operare la scelta del "sito biblioteca" aperto a chiunque voglia collaborare per incrementare l'archivio di documentazione.

Il software che consente ciò si chiama Phpeace ed è realizzato naturalmente in linguaggio php. Basta essere provvisti di nome e password per entrare da redattori nel sistema ed inserire nuovi articoli, documenti storici e saggi critici nella sezione di storia di PeaceLink24. Tali articoli dovranno poi essere convalidati, ai fini della pubblicazione su web, da un amministratore della sezione. Questo è un esempio di sito dove non esiste un solo webmaster ma in cui tutti i redattori possono partecipare aggiungendo articoli, immagini o documenti storici.25 Un simile procedimento si rifà al concetto di groupware, che è un sistema elettronico di collaborazione a distanza su specifici progetti. Tale software di collaborazione fa pensare un po' al sistema operativo Linux. Perché? Linux è un sistema open source cioè basato su una programmazione aperta a tutti coloro che vogliono migliorare il prodotto finale. Anche per un libro di storia si può applicare la filosofia dell'open source trasformandolo in un'opera aperta destinata ad un continuo incremento e miglioramento. Infatti, qualora ci dovessero essere degli errori, essi possono essere segnalati dai redattori che hanno accesso alla sezione storica del sito. Chi non fosse redattore può comunque segnalarci gli errori via e-mail26 dando quindi anch'egli un valido contributo alla storia della pace.

Un grazie va infine alla realizzazione stessa della storia della pace che mi ha permesso di migliorare la capacità di citazione delle informazioni e di inserimento delle note a piè di pagina. In conclusione ho avuto l'opportunità di scrivere il mio primo libro anche se in condivisione con mio padre. Ogni generazione riscrive e ripensa la storia ponendo domande nuove al passato. Riscrivere la storia non vuol dire cambiarne la verità oggettiva, ma arricchirla di nuove risposte. Per questo mi auguro che altri studenti come me vogliano contribuire anche loro a questa ricerca nel passato finalizzata ad ottenere delle risposte utili per il presente e per il futuro.


1   2   3   4   5   6   7   8   9   ...   51

Похожие:

Percorsi alternativi alla guerra e alla violenza dall’antichità a oggi icon1. Organico assegnato e altri collaboratori alla ricerca afferenti alla struttura

Percorsi alternativi alla guerra e alla violenza dall’antichità a oggi icon1. Organico assegnato e altri collaboratori alla ricerca afferenti alla struttura

Percorsi alternativi alla guerra e alla violenza dall’antichità a oggi icon1. Organico assegnato e altri collaboratori alla ricerca afferenti alla struttura

Percorsi alternativi alla guerra e alla violenza dall’antichità a oggi icon1. Organico assegnato e altri collaboratori alla ricerca afferenti alla struttura

Percorsi alternativi alla guerra e alla violenza dall’antichità a oggi iconEmendamenti alla paa n. 14/10 – allegato a

Percorsi alternativi alla guerra e alla violenza dall’antichità a oggi iconDell’abbonamento alla rivista di servizio sociale

Percorsi alternativi alla guerra e alla violenza dall’antichità a oggi iconDell’abbonamento alla rivista di servizio sociale

Percorsi alternativi alla guerra e alla violenza dall’antichità a oggi iconLa stampa Italiana, dalla Liberazione alla crisi di fine secolo

Percorsi alternativi alla guerra e alla violenza dall’antichità a oggi iconAlla cetra (М. Глинка Н. Кукольник)
Ах люби меня без размышлений (Ю. Блейхман; А. Дюбюк; Э. Направник и др. А. Майков)
Percorsi alternativi alla guerra e alla violenza dall’antichità a oggi iconAttn: cliccando direttamente, o con invio+ctrl, si perviene alla voce voluta tra quelle dell’Indice

Разместите кнопку на своём сайте:
Библиотека


База данных защищена авторским правом ©lib.znate.ru 2014
обратиться к администрации
Библиотека
Главная страница