La gestione del rischio unione degli industriali della provincia bergamo




НазваниеLa gestione del rischio unione degli industriali della provincia bergamo
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Дата05.10.2012
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- trasferendo sia le conseguenze che la gestione delle attività da cui l’evento dannoso può trarre origine (trasferimento monetario e gestionale).

La ritenzione è l’assunzione da parte dell’impresa di una quota del rischio:i danni eventuali relativi a tale quota sono quindi sostenuti con mezzi finanziari interni. La ritenzione può essere di due tipi:

- consapevole

- inconsapevole

La ritenzione consapevole si verifica quando l’impresa ha la piena consapevolezza dell’esistenza del rischio, della sua entità e dell’ammontare delle perdite che dovranno essere sostenute in proprio al verificarsi dell’evento sfavorevole.




La ritenzione inconsapevole si verifica invece quando l’impresa, per effetto di una condizione di ignoranza, assume una quota di rischio superiore a quella desiderata. Essa può essere originata dalla mancata identificazione del rischio, da una sottovalutazione dell’entità del rischio oppure da una sopravvalutazione dell’efficacia degli interventi intrapresi.


A questo proposito è importante sottolineare che la sostenibilità di un rischio da parte dell’impresa, e quindi il possibile ricorso allo strumento della ritenzione, dipende fondamentalmente da tre fattori:

- dall’entità della perdita

- dalla solidità finanziaria dell’impresa

- dalla situazione ambientale.

Nell’ambito del processo decisionale caratteristico del risk management, la indeterminatezza o comunque la difficoltà a definire quantitativamente i fenomeni in gioco costituisce una delle maggiori criticità. Vediamo quindi di dare alcune importanti definizioni, utili per inquadrare il problema.


Il primo aspetto riguarda la determinazione dei costi dei rischi, da confrontare successivamente con i costi degli interventi per la gestione e il controllo del rischio.


I costi dei rischi si dividono in due tipologie:


  1. costi della perdita (subiti a seguito del verificarsi dell’evento dannoso) e i

  2. costi dell’incertezza (sostenuti a causa dell’esistenza stessa del rischio).


a) I costi della perdita coincidono con l’ammontare della perdita monetaria conseguente ad un evento dannoso: tale perdita monetaria è costituita da una diminuzione del reddito aziendale e da una uscita di cassa pari alle risorse finanziarie che devono essere erogate per eliminare il danno subito.

L’impatto avviene quindi su tutti i profili caratteristici della performance d’impresa:


- il profilo reddituale

- il profilo finanziario

- il profilo della variabilità dei risultati nel tempo.

L’impatto sul profilo reddituale è quello più visibile e più facilmente apprezzabile: esso è quantificabile con la misura della perdita monetaria stessa, intesa come sommatoria dei

  • danni diretti

  • danni indiretti

  • danni consequenziali.



Nel calcolo del minor utile derivante dall’evento si deve tenere conto anche dei possibili risparmi fiscali connessi alla deducibilità dei danni diretti.


Dal punto di vista del profilo finanziario, la perdita costituisce una diminuzione non programmata di liquidità: impatti finanziari di entità significativa possono perciò impattare in modo fortemente negativo sull’equilibrio dei flussi di cassa.

La salute finanziaria dell’impresa, intesa come solvibilità verso i creditori e capacità di alimentare in modo continuativo le attività di creazione del valore, dipende da tre fattori:




- liquidità (ovvero la capacità di fare fronte ai debiti in scadenza)

- profittabilità (ovvero la capacità di remunerare in modo soddisfacente i capitali investiti e di generare adeguati tassi di autofinanziamento)

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