La gestione del rischio unione degli industriali della provincia bergamo




НазваниеLa gestione del rischio unione degli industriali della provincia bergamo
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Дата05.10.2012
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ТипДокументы
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In termini generali, definiamo Rischio Imprenditoriale la possibilità o potenzialità che si verifichi un evento sfavorevole che si riflette in una minore crescita o nel calo del valore dell’impresa.

Il rischio imprenditoriale può essere scomposto in due componenti (v. Fig. 5): il Rischio strategico o speculativo (RS), che comprende tutti i rischi collegati ad eventi suscettibili di incrementare o di ridurre il valore dell’impresa (ovvero di dare luogo ad un utile o a una perdita), e il Rischio puro o non competitivo (RP), che identifica tutti i rischi collegati ai soli eventi suscettibili di ridurre il valore dell’impresa (ovvero di dare luogo ad una perdita).





I Rischi puri possono impattare sui beni di proprietà e sulla continuità dell’attività produttiva.


Fra i rischi puri vi sono ad esempio gli eventi naturali, gli eventi socio-politici, gli atti illeciti e l’inquinamento dell’ambiente.


Il Rischio imprenditoriale può essere ridotto operando adeguate scelte strategiche e implementando corrette politiche di protezione aziendale.


Il "RISK MANAGEMENT" è uno degli strumenti di cui si avvale la Protezione Aziendale nel perseguire i propri obiettivi.

4. Il risk management

Intendiamo per Risk Management la gestione integrata dei rischi in azienda, mediante un processo sistematico di eliminazione, riduzione, trasferimento e controllo dei rischi stessi.



Da un punto di vista organizzativo, il Risk Management è la funzione aziendale avente il compito di identificare, valutare, gestire e sottoporre a controllo economico i rischi dell'impresa.

L’obiettivo del risk manager e' quindi la sostituzione dei costi dei rischi con altri costi (svantaggi) inferiori ai primi.


In termini assolutamente generali, il suo obiettivo ultimo e' quello di massimizzare il risultato complessivo dell'azienda, ovvero di massimizzare l'utile aziendale atteso.


Il processo logico attraverso il quale si articola l’attività di Risk Management è il seguente:

  • identificazione dei pericoli potenziali / minacce ai quali e' esposta l'impresa



  • definizione e quantificazione (in termini di severità dell’evento e di probabilità di accadimento) degli ipotetici scenari di rischio che possono interessare l'impresa

  • Gestione e controllo dei rischi mediante la formulazione delle contromisure piu' idonee.



Dal punto di vista operativo (v. Fig. 6), la riduzione dei rischi deve avvenire secondo una sequenza di attività che, a partire dal rischio totale evidenziato dall’analisi e quantificazione dei rischi e attraverso l’implementazione di azioni volte a eliminare (se possibile), ridurre, trasferire i rischi, conduce al cosiddetto rischio residuo, ovvero all’insieme dei rischi che l’impresa decide di ritenere al proprio interno. Torneremo nel seguito su questo argomento.





E’ comunque evidente che ogni azione volta a eliminare / ridurre i rischi deve essere giustificata da una adeguata cost benefit analysis (v. Fig. 7). Anche questo aspetto verrà approfondito nel seguito.





5. Gli scenari di rischio


Al fine di raggiungere in modo efficace ed efficiente i propri obiettivi, il Risk Manager dovrà dotarsi degli appropriati strumenti metodologici ed operativi, in particolare per quanto riguarda l'esecuzione dell'analisi e valutazione dei rischi, punto di partenza di ogni attività di risk management.

L’analisi dei rischi è un processo logico che porta alla individuazione dei possibili eventi anomali / incidentali che potrebbero colpire l’impresa e alla valutazione degli stessi in termini di probabilità di accadimento e magnitudo (severità) delle conseguenze degli eventi.



Poiché l’impresa è un sistema complesso, l’identificazione degli scenari di rischio deve procedere attraverso un percorso sistematico, rigoroso e chiaro.

Anche la scelta della o delle metodologie di analisi più appropriate dipende da una serie di fattori, fra i quali l’ampiezza e la complessità del sistema oggetto di analisi e l’entità delle risorse disponibili per l’effettuazione del processo.

Questo perché le metodologie esistenti, se considerate singolarmente, non possiedono la flessibilità per ottenere un risultato universalmente valido e soddisfacente.

Vi sono infatti metodologie applicabili solo a situazioni particolari o a parti del sistema considerato, per cui occorre a volte procedere con più tecniche contemporaneamente al fine di pervenire a un quadro di insieme più completo e corretto.

Nella Fig. 8 è indicato una modalità di approccio sistematico alla scelta della metodologia di analisi dei rischi. Per maggiori dettagli sulle singole tecniche si rimanda ad un capitolo successivo.





Alcune definizioni fondamentali, necessarie per il proseguo del discorso: si definisce “pericolo” (o Hazard) un potenziale di perdita non quantificato: esso rappresenta una minaccia potenziale a persone, beni, all’ambiente e in generale alla capacità dell’impresa di creare valore nel tempo.
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