La gestione del rischio unione degli industriali della provincia bergamo




НазваниеLa gestione del rischio unione degli industriali della provincia bergamo
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Дата05.10.2012
Размер0.53 Mb.
ТипДокументы
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STABILIRE LE REGOLE DI BASE E LE ASSUNZIONI

  • definire i “limiti” dello studio

  • “limiti di batteria” del sistema in esame
  • interessa l’aspetto affidabilità, sicurezza, o entrambi? O altro?
  • Quale fase del ciclo di vita del prodotto si deve analizzare?
  • Cosa definisce un “guasto”?
  • occorre fare una FMEA o una FMECA?
  • definire il livello di dettaglio dal quale partire con l’analisi
  • su vogliono considerare anche gli errori umani?

DEFINIRE IL LIVELLO DI DETTAGLIO DELL’ANALISI

  • il sistema da analizzare deve essere scomposto in livelli gerarchici (“system breakdown”):

  • il primo livello rappresenta l’apparecchiatura/sistema da analizzare
  • il secondo livello definisce i sottosistemi che compongono il sistema da analizzare
  • il terzo livello identifica i “moduli” che compongono ogni singolo sottosistema
  • il quarto livello mostra le parti componenti i diversi moduli

Es. Diagramma a Blocchi












L’analisi dovrebbe partire dal livello più elevato possibile

  • il livello per il quale l’esperienza precedente consente di identificare “modi di guasto” di attribuire una frequenza di accadimento


Gli effetti dei guasti a livello più basso formano i modi di guasto a livello più alto

I modi di guasto a livello più basso formano le cause di guasto a livello più alto.

In un sistema complesso e “multilivello” è difficile legare gli effetti sull’intero sistema di un guasto di un singolo elemento, quindi l’analisi si fa in più fasi, ognuna che coinvolge 2 livelli

  • si determina il modo di guasto di un elemento e gli effetti al livello “modulo”

  • si determina il modo di guasto del modulo e si individuano gli effetti al livello “sottosistema”

  • si determina il modo di guasto del sottosistema e si individuano gli effetti al livello “sistema”

RACCOGLIERE DATI, INFORMAZIONI, DOCUMENTI

  • documentazione tecnica inerente il progetto, disegni di sistemi, sottosistemi, moduli o componenti

  • schemi a blocchi rappresentanti le interrelazioni tra sistemi e sottosistemi

  • dettagli sui materiali di costruzione

  • informazioni sulle prove eseguite sui prototipi o su prodotti simili

  • informazioni sulle caratteristiche dell’ambiente operativo in funzione dell’utilizzo previsto

  • dati provenienti dall’assistenza di prodotti simili, da fornitori o da “banche dati” riconosciute


2.2.1 - Condurre una FMEA: step-by-step

  • Selezionare il primo componente: inserire nella tabella FMEA descrizione e identificazione

  • Determinare la funzione (“mission”) del componente

  • Dedurre tutte i possibili modi di guasto del componente in esame e inserirli nella tabella

  • Per ogni modo di guasto identificato, dedurre gli effetti sia locali sia sul sistema

  • Registrare ogni nota addizionale (es: ipotesi, raccomandazioni, ecc.)

  • Ripetere per tutti i modi di guasto del componente in esame, quindi procedere al componente successivo fino ad esaurimento dei componenti




Esempio e contenuti di una tabella FMEA






RIF:

n° di codifica dello scenario


ITEM

Nome del componente


FUNZIONE

  • breve descrizione dell’item, della sua funzione principale nonché di altre funzioni secondarie

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